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martedì, 27 Settembre 2022
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Cinque artisti e tre spazi espositivi a Palermo: è la mostra Svolgimenti

In mostra un corpus di opere, installazioni, video, collages e assemblage polimaterici, libri d’artista, sculture, disegni e incisioni vegetali, realizzati con tecniche miste. Ma anche “l’arte di interagire”: dalla comunicazione “da scoprire” al catalogo in continuo svolgimento.

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PALERMO. Sabato 30 aprile doppia inaugurazione di Svolgimenti _C’è come un disagio nella stanza, collettiva diffusa che aprirà contemporaneamente in tre spazi diversi di Palermo: ore 16:30 Biblioteca delle donne e Centro di consulenza legale UDIPalermo (via Lincoln, 121); ore 18:30 Museo Sociale Danisinni e Cripta ipogea Chiesa Sant’Agnese ai Danisinni (vicolo Ganci, 9 – piazza Danisinni). In mostra le opere di quattro artiste e un artista: Alessia Argento, Vincenzo Barba, Federica Culotta, Rossella Puccio, Monia Rugeri

Un corpus di opere realizzate con tecniche miste: installazioni, video, collages e assemblage polimaterici, libri d’artista, sculture, disegni e incisioni vegetali. L’uso dei materiali naturali, ‘domestici’ e dei “residui urbani” è il fil rouge tra le varie opere e nella ricerca degli artisti che le hanno prodotte, all’interno di un paesaggio domestico che è divenuto perimetro di intimità e sperimentazione. Anche l’allestimento fa uso di oggetti riciclati dal quotidiano, nella restituzione dello spazio in cui le opere della pandemia sono state create. Pensata per la Settimana delle Culture, promossa dal Museo Sociale Danisinni, è visitabile nei tre spazi espositivi in orari e giorni differenti consultabili sui canali di Svolgimenti, Settimana delle Culture e Mu.S.Da (www.museosocialedanisinni.it). La direzione artistica del ciclo di mostre ‘Svolgimenti’ è a cura di Rossella Puccio, in collaborazione con il neonato collettivo di artisti e professionisti con cui in queste settimane si sta sviluppando progetto di arte diffusa, pubblica, relazionale. Arte della cura, come azione che si integra al quotidiano per innovare e rinnovare. Il futuro è un fatto culturale, ci insegna il grande antropologo Arjun Appadurai, la cultura è diversità nelle geografie quanto nelle visioni di futuro, molteplici, che possono dialogare in un approccio multidisciplinare e democratico.

C’è come un disagio nella stanza, prima mostra del ciclo ‘Svolgimenti’, trae ispirazione dai versi di Amelia Rosselli, nella rielaborazione della strofa iniziale di una sua poesia: “C’è come un dolore nella stanza, ed / è superato in parte: ma vince il peso / degli oggetti, il loro significare / peso e perdita”. Poeta e intellettuale del secolo scorso raccontò le sue stanze del disagio in cui infermità, lutto e dolore seppur insopportabili diventano materia e spazio di sperimentazione. Suoni distorti, allitterazioni, crasi, continue sgrammaticature definiscono l’unicità del paesaggio sonoro ed esistenziale della Rosselli in cui l’artista si prende carico della propria ferita, ma cerca anche il superamento della propria solitudine attraverso un affamato contatto con l’esterno.  

Nelle opere esposte viene raccontata questa condizione esistenziale non per confinarla dentro un periodo, ma per mostrare come questa sia ancora in svolgimento sulle nostre pelli, e abbia voci e dimensioni che seppur diverse si toccano e dialogano in maniera trasversale. La pandemia, la quarantena e i suoi decorsi ci hanno traghettato verso uno spazio nuovo, da definire, dal quale tentiamo di emergere, ognuno a modo proprio – spiega Rossella Puccio -. Uno spostamento che nasconde un disagio biologico e sociale, che ha interessato le persone quanto le città. Questo cambiamento così profondo, radicale, è un punto di non ritorno con il quale però la società nuovamente immersa nelle sue accelerazioni sembra non voler fare i conti“.

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