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lunedì, 26 Settembre 2022
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L’Esposizione nazionale 130 anni fa a Palermo

L’esposizione interessò un’area di circa 130mila metri quadri tra padiglioni e giardini. L’ingresso principale era tra Piazza Castelnuovo e via Libertà. Il progetto dell'architetto Ernesto Basile

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PALERMO. Centotrent’anni fa, dal 15 novembre 1891 al 5 giugno 1892, Palermo ospitò l’Esposizione nazionale. Fu la prima, dopo l’unità d’Italia, ad avere luogo nel Mezzogiorno. Preceduta dall’Esposizione Nazionale di Firenze del 1880, da quella di Milano del 1881 e da quella di Torino del 1884, rappresentò “in trent’anni di vita italiana, il primo movimento del Continente italiano verso l’isola maggiore”. (dalla “Relazione sul bilancio di chiusura presentata al comitato promotore generale / Esposizione nazionale del 1891-92 in Palermo”).

Il giorno dell’inaugurazione a Palermo (che in quegli anni contava poco più di duecentocinquantamila abitanti) furono “presenti il re Umberto I, la Regina Margherita di Savoia, tutte le cariche dello Stato e più che cinquantamila forestieri. Si poté dire, senza esitare, che il cuore d’Italia batteva a Palermo” (ibidem).

L’idea di organizzare un’esposizione nazionale a Palermo venne avanzata nel giugno del 1888 dal Circolo Artistico di Palermo. L’esposizione interessò un’area di circa centotrentamila metri quadri (compresa tra le odierne via Dante, via Giuseppe la Farina, via Libertà e via Principe di Villafranca) di cui circa settantamila metri quadri di padiglioni e ventimila metri quadri di giardini. L’ingresso principale era situato tra Piazza Castelnuovo e via Libertà.

Il progetto dei padiglioni venne affidato all’architetto Ernesto Basile che, invece delle solite “baracche” (ibidem) realizzò un edificio “armonizzante i caratteri dell’architettura latina, bizantina e araba” (ibidem) che le cronache dell’epoca definirono “perfino troppo grandiosa”. L’opera includeva una sala delle feste di ben 1.165 metri quadri sovrastata da una cupola alta 35 metri dal pavimento. Includeva, altresì, una torre in muratura alta 50 metri, dotata di ascensore e da cui si poteva ammirare il panorama della Conca d’Oro. Purtroppo tale opera non fu conservata, ma venne smontata dopo l’Esposizione. L’area era attraversata da una linea ferroviaria utilizzata per il trasporto delle merci degli espositori. In realtà, i binari erano già esistenti (utilizzato per i treni merci che caricavano al Molo e scaricavano alla Stazione Centrale).

Gli espositori furono circa settemila organizzati in dodici grandi divisioni per 208 categorie complessive: fu organizzata una gara speciale tra stabilimenti enologici; tra le categorie speciali ve ne fu una dedicata all’industria dello zolfo; una all’industria delle tonnare e una a quella del sommacco; vi fu anche una galleria artistica, una mostra dedicata al risorgimento, una mostra etnografica e una mostra coloniale; venne allestita una galleria dedicata all’elettricità (la prima centrale elettrica italiana era stata inaugurata pochi anni prima, a Milano il 18 giugno 1883). Tra gli eventi collaterali ricordiamo le ascensioni in mongolfiera, la corrida dei tori (con l’arena allestita a piazza Vittoria, in corrispondenza dell’odierna Villa Bonanno che sarà realizzata nel 1905), il torneo internazionale di scherma.

Palermo quando vuole, sa fare”.

Dario Stellino

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