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martedì, 16 Aprile 2024
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Incendi in Sicilia: Class Action per obbligare Enti pubblici alla prevenzione

L'iniziativa dell'associazione Isola Fenice, fatta di cittadini e imprenditori, dopo i roghi dell'estate scorsa, che hanno provocato danni per 300 milioni di euro

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le Culture e le Arti all'Università degli Studi di Palermo, con un master in Editoria e Produzione Musicale all'Università IULM di Milano. Si occupa di cultura, turismo e spettacoli per diverse testate online e da addetto stampa. Scrive di sociale per "Il Mediterraneo 24"
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PALERMO. Con una lettera inviata dallo studio legale Palmigiano, i cittadini hanno diffidato gli enti pubblici che non hanno agito per prevenire gli incendi dell’estate 2023. La missiva esorta gli enti destinatari a effettuare entro 30 giorni tutti gli interventi previsti dalla legge, volti a garantire il controllo dei territori e la prevenzione dei roghi, con riserva di adire l’autorità giurisdizionale competente in caso di mancato riscontro.

L’obiettivo è fare in modo che non si ripetano più gli incendi che la scorsa estate hanno devastato la Sicilia, provocando danni per 300 milioni di euro. Lo rende noto l’associazione Isola Fenice che ha lanciato una class action mettendo insieme cittadini e imprenditori che hanno subito danni in seguito agli incendi, ma anche tutti coloro che hanno deciso in queste ore di sposare la loro causa.

“L’idea di mettere in piedi un’azione legale collettiva è partita subito dopo i roghi dello scorso luglio per iniziativa di Bonetta dell’Oglio, chef da sempre impegnata nella difesa della biodiversità, che ha subito coinvolto l’avvocato Alessandro Palmigiano, noto professionista e punto di riferimento nel territorio, che segue la vicenda con il collega di studio Luca Panzarella. Centinaia di persone, non solo danneggiate, hanno aderito all’iniziativa, da cui è scaturita l’associazione Isola Fenice, presieduta dalla chef si legge in una nota inoltrata dall’associazionegli enti a cui è stata indirizzata la diffida sono la Presidenza della Regione siciliana, l’Assessorato Territorio e Ambiente, il Dipartimento regionale della Protezione civile, il Comando del Corpo forestale della Regione siciliana (Servizio 4, Antincendio boschivo), la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco in particolare l’Ufficio Prevenzione incendi e la Sala operativa, il Ministero dell’Agricoltura, la Città metropolitana di Palermo e i Comuni di Palermo, San Vito, Cefalù, Gratteri e Monreale”.

“Gli abitanti delle località coinvolte sono vittime da anni degli incendi, che distruggono proprietà, parchi e riserve naturali di inestimabile valore ambientale e culturale, infrastrutture, aziende, autoveicoli, linee telefoniche ed elettriche, impianti, vegetazione, strutture alberghiere, stalle, vite umane e animali; continuare così non è più possibilespiega Bonetta dell’Ogliol’estate è alle porte e un nuovo ‘25 luglio’ non si deve in alcun modo verificare; l’obiettivo dell’associazione Isola Fenice, in rappresentanza dei soggetti danneggiati e di tutti i cittadini sensibili alla salvaguardia del nostro territorio, è che le amministrazioni interessate provvedano immediatamente a porre in essere tutte le attività finalizzate a evitare l’innesco e la propagazione di incendi”.

“Nonostante fosse ben noto agli enti deputati al controllo, alla previsione e alla prevenzione degli eventi incendiari, che a fronte di temperature atmosferiche particolarmente elevate e violenti venti di scirocco e libeccio, molti territori e aree fossero soggetti da anni a incendi di natura dolosa o colposa spiega l’avvocato Alessandro Palmigianoalcuna contromisura è stata posta in essere per evitare i gravissimi fatti; è evidente, pertanto, che tali eventi si sono verificati anche in ragione delle condotte omissive della pubblica amministrazione, a fronte di specifici obblighi normativi che imponevano delle doverose condotte di tutela e vigilanza preventiva del territorio, del tutto disattese. Questa azione legale collettiva serve a fare in modo che la magistratura costringa gli enti preposti ad assolvere tali obblighi”.

L’associazione Isola Fenice rende noto che le uniche risposte, finora, sono arrivate dai Comuni di Gratteri e Cefalù e dal Comando del Corpo forestale. Il sindaco di Gratteri (Comune in provincia di Palermo che conta soli 840 abitanti, ma circondato da una sterminata superficie boschiva), Giuseppe Muffoletto, si è impegnato a mettere in atto tutte le azioni previste dalla legge, pur con i pochissimi mezzi a disposizione: eseguire il pattugliamento del territorio per accertare la presenza di focolai a mezzo della Polizia municipale (composta da due sole unità di personale e un mezzo di servizio); attivare per tempo il Gruppo comunale dei Volontari della Protezione civile per un pronto intervento (che dispongono di un solo modulo antincendio di soli 400 litri, ovvero della capacità minima); costituire il C.o.c. (Centro operativo comunale) e richiedere il rispetto del Regolamento comunale fuochi controllati in agricoltura.

Di seguito, invece, gli impegni sottoscritti dal sindaco di Cefalù Daniele Tumminello: la nomina di un professionista per l’ampliamento della rete antincendio; l’avviso ai proprietari di fondi in stato di degrado di provvedere sin d’ora alla pulizia; l’avvio delle procedure per l’assunzione di operai stagionali addetti al decespugliamento dei bordi stradali; la pulizia di scarpate stradali e infine la convenzione con la associazione locale di volontariato di Protezione Civile per la prevenzione e il contrasto degli incendi di interfaccia.

Il Comando del Corpo forestale riferisce che adempirà ai compiti istituzionalmente assegnati, ovvero la salvaguardia del territorio e l’attività di antincendio boschivo anche con l’ausilio di interventi aerei.

“Restiamo in attesa delle risposte, ma soprattutto delle azioni di tutti gli altri Enti diffidati e auspichiamo che la Regione siciliana metta immediatamente e senza indugi tutti gli Enti coinvolti nelle condizioni di poter proteggere il territorio e i suoi abitanti, fornendo loro mezzi, dotazioni e personale in misura congrua alla tipologia di territorio e ai fattori di rischio”, conclude dell’Oglio.

Tra i traguardi raggiunti

La riapertura dell’istruttoria sullo stato di emergenza nazionale per gli incendi del 2023 per un anno, in un primo tempo bloccata dal Ministero della Protezione Civile e del Mare, a causa di insufficiente documentazione inviata dalla Sicilia. Un secondo traguardo sono i 3 milioni di euro per i danni causati dagli incendi (2,7 milioni messi dalla Regione e 300 mila euro donati dal deputato regionale Ismaele La Vardera, dalle quote che ciascun deputato ha a disposizione ogni anno, è stato l’unico a fare questo gesto) inseriti dalla Regione nella nuova Legge di Bilancio.

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