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sabato, 22 Gennaio 2022
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Jessica, i suoi 26 anni e la lotta al tumore che passa dalla Germania

La ragazza dovrà sottoporsi a una terapia personalizzata in una clinica di Colonia: "Ho sempre cercato di non pesare su nessuno, ma adesso è una battaglia troppo grande per me e la mia famiglia". Avviata una raccolta fondi per sostenere i costi

Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le Culture e le Arti all'Università degli Studi di Palermo, con un master in Editoria e Produzione Musicale all'Università IULM di Milano. Si occupa di cultura, turismo e spettacoli per diverse testate online e da addetto stampa. Scrive di sociale per "Il Mediterraneo 24"

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PALERMO. Un lavoro nell’Arma dei carabinieri, l’indipendenza tanto desiderata e i suoi sogni che cominciano a sbocciare. Nella vita di Jessica Campanella, 26 anni, fino a qualche tempo fa c’erano segni di primavera.
Un anno fa, però, una scossa improvvisa. Ecco i primi sintomi della malattia. All’inizio, segni poco evidenti. Niente che facesse pensare a qualcosa di grave. Prima, gli esami conducono i medici verso strade errate. Poi, con il Covid-19 i tempi si dilatano per gli esami successivi. Finché nel mese di maggio dello scorso anno i sintomi peggiorano e una risonanza magnetica d’urgenza evidenzia la presenza di un tumore cerebrale.

In questi anni ho sempre cercato di non pesare su nessuno – scrive Jessica su Facebook -, ho sempre dato molta importanza al raggiungimento di una mia indipendenza ma non sempre le cose vanno come devono andare, purtroppo la vita non è fatta soltanto di bei momenti, capitano anche cose brutte che vanno affrontate“.

Le prime cure per Jessica a Milano

Col supporto dei genitori, Jessica guarda a Milano per un consulto, all’Istituto Besta, dove presto si ricovera per un esame istologico. Per i medici non è possibile intervenire per asportare la massa tumorale: troppo in profondità, in una posizione tanto delicata per intervenire chirurgicamente. “Jessica ritorna a casa, delusa e provata per la grave situazione”, racconta chi la conosce. Subito dopo, l’inizio dei primi cicli di chemioterapia e di radioterapia. Percorso che segna il suo corpo e continua a modificarlo. È chiaro che lo stato d’animo non sia più lo stesso, quello di una ragazza giocosa e spensierata.

Il suo stato d’animo non è più quello spensierato e giocoso di sempre – dice la madre, Giacoma -. Purtroppo soltanto queste terapie non hanno dato i risultati sperati, infatti la massa a distanza di quasi un anno è ancora presente ed il rischio che si evolva e continui a crescere è alto“.

La speranza che passa dalla Germania

Jessica non si è arresa. E ha cominciato delle cure immunologiche oncologiche che consistono in trattamenti effettuati alla IOZK di Colonia, in Germania, una clinica specializzata nella creazione di virus oncolitici e vaccini personalizzati che mirano a bloccare la crescita delle cellule tumorali. I primi trattamenti sono delle cure con virus oncolitici ed ipertermia, da ripetere ogni mese, dopo ogni ciclo di chemioterapia. Terminati i cicli di chemioterapia ed i trattamenti con i virus oncolitici ed ipertermia, si passa alla creazione del vaccino personalizzato, con l’inoculazione di tre dosi, a distanza di qualche settimana. Cure particolari, create ad hoc per Jessica e dai costi molto elevati, in Italia non ancora applicate.

Una raccolta fondi per sostenere le cure di Jessica

Per sostenere la cure della ragazza, la sua famiglia ha lanciato una raccolta fondi online attraverso la piattaforma di crowdfunding Gofundme, per arrivare a raccogliere donazioni per 100.000 euro. Cifra insostenibile senza la solidarietà di tanti. La mamma di Jessica, Giacoma, scrive pubblicamente che, “come tutte le ragazze della sua età, Jessica ha tanta voglia di vivere e non vuole assolutamente arrendersi”. “È una lotta quotidiana, da cui si può risollevare grazie al supporto della sua famiglia, ma ha bisogno del vostro aiuto. Anche un piccolo gesto può fare la differenza”. “È arrivato il momento di chiedere il vostro aiuto – le fa eco la stessa Jessicaperché la battaglia che sto affrontando già da quasi un anno è troppo grande sia per me che per la mia famiglia. E da soli non riusciamo ad andare avanti nell’affrontare tutte le spese mediche. Anche un piccolo aiuto può fare la differenza. Ringrazio ognuno di voi“.

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