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giovedì, 30 Maggio 2024
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“Mi riscatto per Palermo”: quando dal carcere nascono vite nuove

I detenuti saranno selezionati dalle direzioni degli istituti, all’interno dei quali avverrà la formazione teorica, mentre le attività pratiche saranno svolte nelle strutture comunali. Il protocollo siglato dal Comune col ministero della Giustizia

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PALERMO. Il Comune di Palermo individuerà le aree di interesse per poter procedere ai sopralluoghi e alla stima delle risorse necessarie. I detenuti saranno selezionati dalle direzioni degli istituti, all’interno dei quali avverrà la formazione teorica, mentre le attività pratiche saranno svolte nelle strutture comunali. Poi, interverranno con il ripristino delle aree verdi. Una iniziativa possibile grazie a “Mi riscatto per Palermo”, il programma rivolto alle persone detenute, che nasce grazie a un accordo siglato tra il Ministero della Giustizia, che lo racconta attraverso il suo quotidiano, e il Comune di Palermo, avvenuto nello scorso novembre 2022.

Il Protocollo pone due obiettivi: il reinserimento nella società della persona reclusa e la prevenzione di ricadute nei reati penali. Le persone detenute avranno la possibilità di occuparsi di servizi di pubblica utilità e riceveranno una adeguata formazione lavorativa come manutentori del verde pubblico, ottenendo così una certificazione professionale da spendere nel mondo lavorativo, dopo aver scontato la pena.

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A marzo 2023, al Palazzo delle Aquile, a Palermo, è stato approvato il Protocollo in maniera operativa che definisce dettagliatamente gli incarichi destinati ad ogni soggetto istituzionale coinvolto nel programma. L’assessore all’Innovazione e alle Politiche emergenziali, migratorie e progetti per i detenuti, Antonella Tirrito, la direttrice della casa circondariale Pagliarelli “A. Lorusso” Maria Luisa Malato, il direttore della casa di reclusione Ucciardone “C.di Bona” Fabio Prestopino e Antonio Pensabene per la società Reset – Rete Servizi Territoriali hanno firmato il documento che descrive tutte le realtà istituzionali coinvolte nel progetto e del territorio.

Per ciò che concerne il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il protocollo è stato ulteriormente sottoscritto dal direttore dell’Ufficio Centrale Lavoro Detenuti Vincenzo Lo Cascio, coordinando più di 100 progetti inerenti al bene comune. Il direttore generale dei detenuti del DAP  Gianfranco De Gesu sostiene che il protocollo avvierà al lavoro di pubblica utilità venti persone detenute negli istituti di Palermo. “Si riprende un rapporto di collaborazione secondo un modello già sperimentato a Palermo sotto l’egida dell’Onu e assurto a modello nel sistema penitenziario messicano”. Dal protocollo emergono gli interventi esecutivi riguardanti il recupero del patrimonio ambientale della città.

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L’assessore Tirrito sottolinea l’’’entità del progetto nel contrasto alla recidiva e sostiene “l’importanza di rendersi utili per la comunità della propria città nella valorizzazione del bene comune”. “Voglio sottolineare l’importanza che il progetto ha nel contrasto alla recidiva, perché lavorare nel periodo di espiazione della pena, alla risocializzazione e alla ricreazione di spazi di integrazione nella comunità è un importante momento sia educativo ma anche di possibilità di inclusione sociale”.

Domenica Ancona

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