PALERMO – Il primo presepe vivente, simbolo di vita e rinascita del quartiere di Brancaccio, che continua il suo percorso di riscatto sociale. E’ stato, infatti, il “Presepe per tutti”, quello allestito lunedì 5 e martedì 6 gennaio, a cura di tre parrocchie, 11 associazioni e i rappresentanti della seconda circoscrizione.
Al presepe di Brancaccio – dove vivono circa 9 mila abitanti – hanno partecipato oltre 100 persone. C’erano tutti: Gesù, Maria, Giuseppe e tanti pastori diversi, piccoli e grandi, ognuno con i suoi antichi mestieri. Un presepe, in stile francescano, realizzato con materiali poveri: paglia, legno e juta. In particolare, per le casette è stato riutilizzato il legno dismesso dalla demolizione del vecchio pontile a mare della via Messina Marine.
Ieri pomeriggio, prima di partecipare alla celebrazione religiosa nella chiesa di San Filippo Neri allo Zen, l’arcivescovo Corrado Lorefice ha voluto salutare le famiglie di Brancaccio e tutte le associazioni che hanno organizzato il Presepe Vivente.

La gente del quartiere ha accolto con grande entusiasmo questa iniziativa. Hanno partecipato le parrocchie di: San Gaetano, Maria SS. delle Grazie – Conte Federico e Santissimo Salvatore di Settecannoli. Si tratta dell’ampia area che comprende circa 15 mila abitanti.
“Dentro il presepe ho fatto il pastore e il falegname – ha raccontato Antonino Guarnieri dell’associazione Quelli della Rosa Gialla -. Il presepe è un simbolo importante per risollevare le sorti di un quartiere di cui spesso non si è parlato bene. Siamo pieni di speranza per il futuro di Brancaccio che interessa tutta la città”.
“Siamo riusciti, grazie all’impegno di 11 associazioni e tre parrocchie – ha affermato Sergio Ciresi, parroco della chiesa di San Gaetano e direttore della Caritas di Palermo – a fare un presepe davvero molto bello. E’ un segnale importantissimo perchè, tutti insieme vogliamo dare piena vitalità a questo quartiere, a partire dal pieno coinvolgimento delle persone che ci vivono. Una vitalità che si costruisce con la comunione, la condivisione, il lavoro di squadra e di rete. Il presepe vivente è l’inizio di un percorso che ci porterà a realizzare tante altre iniziative aperte a tutta la città di Palermo”.
“Da diverso tempo gestiamo quest’area concessa dall’avvocato Mangione – ha aggiunto Maurizio Artale, presidente del Centro Padre Nostro – che in passato era abbandonata e oggetto di atti vandalici. Nel 2018 in questa area, nel corso di una inaugurazione, consegnammo al sindaco Orlando il progetto esecutivo per la nascita dell’Agorà di Brancaccio. Abbiamo riproposto al sindaco Lagalla e all’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, il progetto. Pertanto, rimaniamo in attesa di un’agorà che potrebbe diventare un centro di aggregazione sociale a cielo aperto che a Brancaccio manca. La gente ha bisogno di uno spazio dove potersi incontrare. Intanto abbiamo iniziato con questo bel Presepe vivente”.
“E’ una iniziativa molto bella per il territorio di Brancaccio che è sempre più centro della città. Dobbiamo ripartire, infatti, proprio da quelle che noi consideriamo periferie urbane o peggio ancora esistenziali – ha detto l’arcivescovo Lorefice -. Da Brancaccio può partire un appello forte affinchè riusciamo ad essere una unica città, prendendoci cura gli uni degli altri. Il presepe è molto significativo perchè è il presepe di un bambino che nasce e che porta il nome di Emmanuele che significa Dio con noi. Se Dio è con gli uomini e le donne, la città cresce e si costruisce più umanamente”.
Hanno partecipato le associazioni: Quelli della Rosa Gialla, Al Reves Sartoria sociale, L’arte di Crescere, Calapanama, Asd Only Dance, Terre Buone, Nautilius Sant’Erasmo, Centro di accoglienza Padre Nostro, Castello e Parco di Maredolce, Cuore che vede, Sorriso Equiturismo.








