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giovedì, 26 Febbraio 2026
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La gioia delle mamme di Brancaccio per l’avvio del cantiere dell’asilo nido: accoglierà 60 bambini e bambine

Stamani la cerimonia per la consegna dei lavori della struttura, voluta da don Pino Puglisi, alla ditta che ha vinto l'appalto. Presente un folto gruppo di genitori con i figli: “Per noi è un simbolo di vita di un quartiere che sta crescendo”

Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
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PALERMO. Soddisfazione e gioia per questo progetto importante che, finalmente, dopo 7 anni di attesa, vede la luce. A manifestare queste emozioni sono proprio le mamme di Brancaccio, molte delle quali oggi erano insieme ai lori figli, per l’avvio del cantiere che realizzerà l‘asilo nido “I Piccoli di Padre Puglisi” per 60 bambini e bambine. L’asilo, infatti, risponderà ad un forte bisogno sociale di un quartiere dove vivono migliaia di famiglie in condizioni spesso di disagio sociale, povertà ed emarginazione. La Fondazione Giovanni Paolo II ha raccolto, a partire dal 2018, insieme al Centro di Accoglienza Padre Nostro e al giornale Avvenire, i fondi necessari per sostenere il progetto di costruzione del nuovo asilo. L’obiettivo sarà, adesso, riuscire ad inauguralo nel giugno 2027.

Il cantiere, questa mattina – con il canto dell’inno di Mameli dei bambini e delle bambine – nel corso di una cerimonia a cui hanno partecipato diversi autorità pubbliche, religiose e militari, è stato ufficialmente consegnato alla ditta che ha vinto l’appalto. Per la Fondazione Giovanni Paolo II era presente l’ingegnere Alessandro Bartolini.

Sono nata e cresciuta a Brancaccio – ha detto la signora Rosalia Rizzoe mi fa immenso piacere che si stia realizzando questo progetto che darà maggiore valore a tutta la nostra zona. Per noi, è una vera e propria rinascita in un quartiere in cui spesso ci sentiamo abbandonati”. “Per noi è un simbolo di vita – afferma un’altra mammaper un quartiere che sta crescendo”. “Siamo molto contente – ha continuato Provvidenza Barone, mamma con figli e nipoti – perchè aspettavamo questo momento da troppo tempo”. “E’ bello che venga data la giusta importanza, già finchè si è neonati – ha aggiunto Desirè di 13 anni che vive a Brancaccio -. E’ un cambiamento importante per i bambini che spesso vengono trascurati e giocano per la strada”.

Finalmente, viene riconosciuto per le famiglie di Brancaccio un diritto negato. Erano 7 anni, infatti,  che aspettavamo di avviare l’opera che sognava padre Pino Puglisi – afferma con soddisfazione Maurizio Artale, presidente del centro Padre Nostro -. Oggi, nonostante le diverse difficoltà che abbiamo superato, celebriamo un giorno di festa perchè si tratta di un evento che vuole sensibilizzare, ancora di più, non solo la comunità di Brancaccio ma tutta la cittadinanza palermitana. Questi bambini e bambine saranno inseriti in un percorso educativo e culturale che aiuterà tante famiglie. Ricordiamoci, sempre, che, non avere la giusta cura per i minori, significa consegnarli apertamente alla criminalità mafiosa”.

E’ un simbolo forte di speranza che ci permette di avere uno sguardo lungo e profondo per il bene dei nostri bambini e delle nostre bambine – ha detto don Sergio Ciresi, parroco della chiesa di San Gaetano e direttore della Caritas diocesana di Palermo -. Lontano da ogni forma di rassegnazione andiamo avanti in memoria proprio di padre Pino Puglisi per la cura dei più piccoli che sono il presente e non solo il futuro della nostra città”. “Qui ha vissuto e ha donato la sua vita Padre Pino Puglisi, sfidando la paura con il sorriso e con la forza mite dell’educazione – ha dichiarato il sindaco Roberto Lagalla -. La strada tracciata da padre Puglisi– quella dell’istruzione, della dignità, della libertà – è la stessa strada che oggi vogliamo continuare a percorrere come amministrazione e come comunità. Sono certo che, quando i bambini/e entreranno qui per la prima volta, sarà una vittoria della città e di un intero quartiere che continua a rialzarsi, nel nome di Padre Puglisi e nel nome di tutti coloro che hanno creduto che l’educazione sia la più potente forma di cambiamento”.

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