PALERMO. Una cena sotto le stelle fa rivivere L’Orto di Paolino a Palermo. La tenuta della famiglia De Gregorio presa in gestione dalla Cooperativa LiberaMente dopo un intenso lavoro di bonifica durato due anni. Qui ieri sera si è svolta con successo una “Serata italiana”, una delle prime iniziative di LiberaMente per rendere fruibile questo posto. Il menù ha previsto la pasta col pomodoro, basilico e melanzane, il famoso “coppo fritto”, panini con panelle e crocchè, cibo tipico da strada, pizza margherita, bruschette al pomodoro, olive e mozzarella per un antipasto “all’italiana”. Il tutto intrattenuto da buon vino e musica italiana anni ’70 e ’80. Per finire limoncello e cannolicchi siciliani.

Un’iniziativa di sensibilizzazione in uno “spazio speciale”, lo definisce LiberaMente. Uno spazio interamente dedicato ai bambini e ai giovani con disabilità, in quella che ieri sera è stata una “festa per salutare l’estate e dire grazie a chi ci sostiene con amore e fiducia. Non immaginavamo di essere così numerosi, è stata una vera magia – commentano le sorelle Maria Rita e Antonella Radicelli, presidente e vicepresidente di LiberaMente -. Grazie di cuore a tutte le persone che credono nelle nostre iniziative di sensibilizzazione.” Il ricavato della serata andrà a sostenere le tante attività educative e sociali all’interno dell’Orto di Paolino.

Da fine settembre L’Orto di Paolino si riempirà “di mani sporche di terra, di farina e di sogni”. Tante attività per far crescere i bambini attraverso l’esperienza, la natura e la fantasia. Un orto didattico, per scoprire il ritmo della terra, coltivare e raccogliere con le proprie mani; dei laboratori sensoriali, con sale aromatico, miele buono e profumi che raccontano storie; cura degli animali, imparando il rispetto e la gentilezza verso ogni creatura; mani in pasta, per cucinare insieme, tra farine, risate e gesti antichi; danza e movimento terapia, nella magia della yurta, per esprimere emozioni con il corpo; percorsi creativi ed esclusivi, a misura di ogni bambino, per scoprire se stessi attraverso l’arte e il gioco.

“Un luogo dove ognuno può sentirsi accolto, libero, protetto. Un mondo piccolo e speciale, dove le cose semplici diventano esperienze indimenticabili – continuano le sorelle Radicelli -, che nei giorni scorsi sono state al Festival dell’innovazione scolastica, a Valdobbiadene, in Trentino Alto Adige, per raccontare il loro metodo della “scuola naturale” applicato nella loro “Università dei Piccoli” che ha sede all’interno dell’Università di Palermo. Un approccio formativo che predilige l’esperienza, in natura, o comunque fuori dall’aula scolastica.

L’Orto di Paolino, in zona viale Michelangelo a Palermo, è un bene naturale e storico restituito al territorio. Proprietà della famiglia De Gregorio, al suo interno ospita una vasta estensione che accoglie diversi simpatici animali, come Tornado, il cavallo custode dell’Orto di Paolino, che sorveglia quelli che sono conosciuti come i “Giardini Petrazzi-De Gregorio”, che negli anni hanno anche ospitato una comunità di recupero per tossicodipendenti. Ci sono le anatre con un loro laghetto, diversi coniglietti che scorrazzano tra il prato all’inglese e il mirto secolare. E ancora una yurta al centro del Parco, ovvero una tenda mongola per attività pensata per i periodi più freddi. C’è una roulotte “hippy” tra i viali del Parco, vicino al “cerchio del fuoco”, un luogo magico, ideale per la convivialità tra amici, e delle amache all’ombra degli alberi secolari per trascorrere lunghe e intense ore di relax e svago.

All’interno dell’Orto di Paolino c’è una anche villa storica con una cappella, un caffè house e una camera dello scirocco, presto oggetto di recupero. Tra i viali dell’Orto sono stati realizzati dei percorsi sensoriali per bambini autistici e con disabilità e un orto bionaturale; le coltivazioni vengono utilizzate in cucina negli eventi. “Ogni cosa dentro l’Orto di Paolino – ci tengono a sottolineare Maria Rita e Antonella Radicelli -, racconta una storia di vita e di rinascita.”







