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domenica, 16 Giugno 2024
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“Rosa parte”: Licata ricorda Balistreri con un murales

La designer e illustratrice Desirè Di Liberto ha realizzato un'opera di circa quaranta metri quadrati, in cui racconta la vita e il riscatto della cantante attraverso la musica

Giorgio Pace
Giorgio Pace
Studente della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Palermo, impegnato nel sociale. È co-fondatore di "AmUnì", un'associazione che vuole supplire all'assenza di rapporto tra gli universitari e il mondo del sociale, attraverso l'organizzazione di seminari, convegni e iniziative di volontariato. Da settembre 2020 collabora con "Il Mediterraneo 24"
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LICATA. A dicembre due settimane di musica in suo onore, adesso quaranta metri di murales: così Licata ha deciso di ricordare la sua cittadina, Rosa Balistreri, morta nel 1990.
Troppo spesso lasciata ai margini della cultura musicale (tanto da viva quanto da morta), Rosa Balistreri, attraverso la sua musica, continua a lottare per portare al centro dell’attenzione del pubblico quelle che lei stessa definiva «storie di miseria».

“Canta Rò”: il festival musicale natalizio

Dal 15 al 28 dicembre Licata ha potuto godere di due settimane di musica, spettacoli e iniziative culturali organizzate dall’Amministrazione comunale. Artista di punta ad essersi esibito è stato sicuramente Mario Venuti, ma nel corso della rassegna si sono alternati artisti e band di altissimo pregio, ma anche gruppi culturali e scuole: R.G.S., il Centro studi di Cultura siciliana e del Meridione, Fulvio Cama e la sua band, Antonio Zarcone & Fabulanova Folk Ensemble, l’I.C. “Guglielmo Marconi”, l’I.C. “Giacomo Leopardi”, l’I.C. “Francesco Giorgio”, il liceo “Vincenzo Linares”, Sparda Band, One Way Band, Just Madness Band, Kisti semu, Mel Vizzi, I Canti e Cunti Band, Belice Folk Studio, A lanterna.

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Il murales di Desirè Di Liberto

In occasione di questa rassegna musicale, la designer e illustratrice Desirè Di Liberto ha realizzato un murales di circa quaranta metri quadrati, in cui racconta la vita e il riscatto di Rosa Balistreri attraverso la musica. Rosa è raffigurata con una valigia da cui fuoriescono binari e vagoni, ciascuno rappresentante una fase della vita dell’artista: i suoi lavori umili, la sua prigionia e la sua musica. «Rosa parte. È la storia di quasi tutti coloro che sono nati nella nostra terra»: inizia così la spiegazione dell’opera, che aiuta a vedere in Balestreri anche i giovani emigrati siciliani. L’opera, però, vede il viaggio di Rosa non come un viaggio di rassegnazione, ma di riscatto, che per la cantautrice sarà rappresentato proprio dalla sua musica, che narra di se stessa e di tutti gli ultimi che la società lascia indietro.

«Le mie storie di miseria provocheranno guai a molti pezzi grossi il giorno in cui l’opinione pubblica sarà più sensibile ad argomenti come la fame, la disoccupazione, le donne madri, l’emigrazione, il razzismo dei ceti borghesi. Ho deciso di gridare le mie proteste, le mie accuse, il dolore della mia terra, dei poveri che la abitano, di quelli che l’abbandonano, dei compagni operai, dei braccianti, dei disoccupati, delle donne siciliane che vivono come bestie»: così diceva Rosa in un’intervista del 1973, evidentemente più attuale che mai.

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Certamente l’opera di Di Liberto continuerà a tenere viva Rosa e il fuoco delle sue battaglie.

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