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martedì, 16 Aprile 2024
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Una Fondazione dedicata a Rosa Balistreri: sarà presentata al Teatro Massimo

L'iniziativa voluta dalla figlia Angela Torregrossa, l'editore Francesco Giunta e il brand Io Compro Siciliano sarà presentata il 5 aprile alle 18

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le Culture e le Arti all'Università degli Studi di Palermo, con un master in Editoria e Produzione Musicale all'Università IULM di Milano. Si occupa di cultura, turismo e spettacoli per diverse testate online e da addetto stampa. Scrive di sociale per "Il Mediterraneo 24"
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PALERMO. Angela Torregrossa, figlia ed unica erede di Rosa Balistreri, Francesco Giunta, l’editore storico di “Quannu moru”, che ha dedicato molto della sua attività al recupero e alla preservazione del patrimonio culturale di Rosa Balistreri e Io Compro Siciliano, il brand che rappresenta il Made in Sicily nel mondo, hanno avviato il processo per la costituzione della Fondazione Rosa Balistreri.

Il percorso prende avvio con la “Associazione per la Fondazione Rosa Balistreri”, che sarà presentata al Teatro Massimo in sala ONU il prossimo 5 aprile alle 18.00. I tre fondatori hanno costituito la “Associazione per la Fondazione Rosa Balistreri”, che avrà il compito di accogliere donazioni a sostegno del progetto e anche cominciare a mettere insieme materiali inediti, oggetti, ricordi legati a Rosa.

L’iniziativa intende dare avvio ad un processo virtuoso che ponga la meritata attenzione a Rosa Balistreri, che è certamente la cantante simbolo della Sicilia. Un soggetto attivo a preservarne e tutelarne il nome, ma anche a sostenere tutte le “rose” di Sicilia, ovvero giovani ed artisti impegnati a preservare e tutelare il patrimonio artistico e identitario siciliano.

La Fondazione intende raccogliere e rendere fruibile la documentazione inedita di Rosa Balistreri, favorire la diffusione della sua musica, mantenere memoria del suo nome, supportare quegli artisti che in vario modo ed a vario titolo si spendono in questa direzione. La Fondazione sarà costituita il prossimo 20 settembre, data della morte di Rosa. Entro quella data dovranno essere raccolti i fondi necessari per la costituzione del patrimonio che per legge non può essere inferiore a 30.000 euro.

A questo primo atto pubblico aderiscono simbolicamente anche in nome di tutti gli artisti siciliani, Ester Pantano da Roma, Michela Musolino da Menfis, Amanda Pascali dal Texas, Laura Campisi da New York, Paola Di Bella dal Belgio e dalla Sicilia Laura Mollica, Alessandra Ponente, Elisa Parrinello, Margherita Riotta, Alessandra Salerno, Pamela Barone, Cecilia Pitino, Alessandra Ristuccia, Giulia Mei, Valeria Graziani, Chris Obehi.

In occasione della presentazione dell’evento, a sottolineare lo stretto rapporto tra l’arte di Rosa Balistreri e la nostra identità più profonda, l’artista Igor Scalisi Palminteri realizzerà sul Libro delle Radici, inaugurato lo scorso dicembre proprio al Teatro Massimo, un disegno dedicato a Rosa Balistreri, anticipando il suo proposito di realizzare un murale dedicato all’artista.

Rosa Balistreri (foto di Manfredi Lombardo)

L’associazione nasce su spinta della figlia Angela Torregrossa e di Francesco Giunta, lo storico editore che ha scoperto e pubblicato nell’unica versione esistente di “Quannu moru” (registrazione dovuta a Felice Liotti vicino a Rosa fino alla fine), brano che costituisce il toccante testamento artistico e spirituale di Rosa. Aderisce come fondatore Io compro siciliano, il brand de Il Made in Sicily, che supporterà il progetto nelle attività di comunicazione e promozione.

Partner anche Palermo Festival, l’associazione che promuove musica a Palermo rivolgendosi principalmente ai giovani. Questo a sottolineare la vocazione della Fondazione ovvero il coinvolgimento delle giovani generazioni nella tutela del patrimonio identitario siciliano. Partner nel racconto, VediPalermo, il progetto di Antonio Macaluso, che in questi anni è stata una voce importante per la città di Palermo e che contribuirà al racconto di questo nuovo ed appassionante viaggio.

“Daremo vita a una istituzione che non solo racconterà e parlerà di mia madreafferma Angela Torregrossa, figlia di Rosa Balistrerima che attuerà quella che fu l’ultima volontà e il suo ultimo lascito suggellato in ‘Quannu moru’, suo testamento artistico: ‘Quannu iu moru faciti ca nun moru / diciti a tutti chiddu ca vi dissi. / Quannu iu moru cantati li me canti / nun li scurdati, cantatili pi l’autri!’. Mia madre aveva piena consapevolezza della grande forza rappresentata dal cantare in siciliano e di quanto il riscatto della Sicilia passasse proprio attraverso il riprendere possesso in piena coscienza da parte dei siciliani, dell’immenso valore insito nel nostro patrimonio linguistico, poetico e culturale”.

Rosa Balistreri (foto di Gigi Genovese)

“Sono molto contento che l’avvio di questo percorso sia proprio il Teatro Massimo in quanto assolve allo stesso tempo al ruolo del teatro come luogo e tempio della musica e della cultura, ma anche al ruolo di simbolo identitario per la nostra terra, considerando l’importanza della figura di Rosa Balistreri”, aggiunge Marco Betta, Sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo.

“Ringraziamo tutti coloro che sono coinvolti per l’entusiasmo profuso nel sostenere questa iniziativa e nel rendere l’omaggio che merita ad uno dei simboli musicali della nostra terra. Nessuno si senta escluso. Abbiamo avviato un percorso che intende essere aperto e collaborativo, chiunque potrà contribuire al patrimonio della Fondazione con un pensiero, un brano dedicato a Rosa. Quello di oggi è solo il primo passo di un lungo viaggio che viene da lontano e con il quale intendiamo metterci a fianco della nostra amata Rosa”, concludono Davide Morici e Giovanni Callea di Io Compro Siciliano, promotori dell’iniziativa.

L’evento si concluderà con un calice di vino, rigorosamente siciliano, offerto da Tenute Mokarta, servito dai ragazzi di TED formazione. La presenza degli allievi conferma il percorso di collaborazione che Io Compro Siciliano ha iniziato con TED formazione per offrire a questi giovani l’opportunità di confrontarsi in ambienti di lavoro altamente professionalizzanti come, in questo caso, il Teatro Massimo di Palermo.

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