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lunedì, 26 Settembre 2022
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Comunità riparatoria, rinnovato l’accordo tra Centro diaconale La Noce e Comune di Palermo

Grazie a un'équipe integrata, si darà continuità alle attività di sensibilizzazione del territorio, promuovendo occasioni pubbliche, convegni, seminari e dibattiti sulla cultura della legalità, sui diritti delle vittime. Sarà potenziato lo Sportello di ascolto

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PALERMO. Rinnovato il protocollo d’intesa per “La promozione di interventi per una Comunità Riparatoria” tra il Centro Diaconale “La Noce” – Istituto Valdese, rappresentato dalla direttrice Anna Ponente, e il Comune di Palermo, rappresentato dall’assessora alla Cittadinanza Solidale Maria, Cinzia Mantegna. Presenti anche la coordinatrice di Casa Vale la Pena, Piera Buccellato, e le assistenti sociali dell’Unità Organizzativa Mediazioni e Giustizia Riparativa, la responsabile Dorotea Passantino e Tania Randazzo. Un impegno a continuare la collaborazione con l’Unità Organizzativa Mediazioni e Giustizia Riparativa nell’ambito dei percorsi riparativi e delle attività di mediazione dei conflitti.

Che cosa prevede l’accordo

In sinergia i due enti continueranno a lavorare all’implementazione di una Comunità riparatoria in cui ogni cittadino/a diverrà “attore delle soluzioni delle varie forme di conflitto e della ricostruzione del patto di cittadinanza rotto dalla commissione di reati”. Si tratta di un modello di giustizia che coinvolge oltre al reo anche la vittima e la comunità, al fine di promuovere la riparazione del danno, la riconciliazione fra le parti e il rafforzamento del senso di sicurezza collettivo.
Grazie a un’équipe integrata, formata da operatori della U.O. Mediazioni e Giustizia Riparativa e del Centro Diaconale “La Noce”, si darà continuità alle attività di sensibilizzazione del territorio, promuovendo occasioni pubbliche, convegni, seminari e dibattiti sulla cultura della legalità, sui diritti delle vittime e sulla prevenzione della vittimizzazione secondaria, potenziando inoltre lo “Sportello di ascolto per le vittime di reato nella Città di Palermo”. Azione di intervento centrale sarà inoltre quella educativa, che trova espressione nell’alfabetizzazione al conflitto come processo di crescita dei minori e della loro esperienza d’apprendimento: un percorso di cittadinanza e convivenza civile che ha l’ambizione di trasformare un territorio in comunità solidale. Un accordo che rinnova l’impegno verso un cambiamento di paradigma sociale basato sulla cura dei legami e sull’educazione alla mediazione e al dialogo come strumento di risoluzione dei conflitti.

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