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venerdì, 7 Ottobre 2022
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Diritti Umani e migrazioni: una conferenza internazionale su mobilità e cittadinanza

Il dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Palermo (DiGI) organizza una due giorni dal titolo “Wayfarer citizens – Rethinking the categories of migration”. Allo studio il progetto di creare una nave che si occupi di effettuare salvataggi nel Mediterraneo

Stefano Edward Puvanendrarajah
Stefano Edward Puvanendrarajah
Laureato in comunicazione pubblica d'impresa e pubblicità presso l'Università di Palermo, è attivista dei diritti umani con esperienze pregresse di rappresentanza politica e sociale della comunità tamil palermitana

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PALERMO. Una conferenza internazionale sulla mobilità e diritti di cittadinanza delle persone con vari focus tematici e momenti di confronto tra studenti, docenti di varie università europee e stakeholders. È questo il fine dell’iniziativa “Wayfarer Citizens – Rethinking the Categories of Migration”, organizzato dal dipartimento di giurisprudenza (Di. Gi) dell’Università di Palermo.

I Panel tematici dell’iniziativa

È possibile immaginare una “cittadinanza viandante” che non sia legata al luogo fisico di nascita o alla nazionalità dei genitori? è forse necessario ripensare gli stati-nazioni, i territori, le politiche di confine consapevoli di quante guerre e morti di frontiera producono? A queste e altre domande derivanti dalla società contemporanea risponderanno attraverso dei momenti di riflessione i giuristi, storici, antropologi, scienziati della politica che si incontreranno in presenza e online con un approccio multidisciplinare.

L’idea del convegno nasce in concomitanza del riconoscimento prestigioso al dipartimento di giurisprudenza come dipartimento di eccellenza, ricevendo dei fondi che hanno dato la possibilità di avviare il corso di laurea magistrale in Migrazioni, diritti e Integrazione” dichiara Clelia Bartoli, professoressa e componente del comitato scientifico della conferenza internazionale.

Tre i panel previsti:

  • Il primo, dal titolo “Rethinking the categories of migration. An interdisciplinary approach” svoltosi nella giornata odierna ha visto gli interventi del prof.  Emerito di diritto civile presso l’università di Milano, Antonio Gambaro, Karen Akoka prof. Di scienze politiche dell’università di Nanterre, Didier Bigo professore della King’s College di Londra ed infine Elspeth Guild docente di diritto UE presso la Queen Mary university di Londra.
  • Il secondo, dal titolo “Rethinking borders” ha visto la partecipazione del prof. Alessandro Garilli professore emerito di diritto del lavoro presso l’Università di Palermo, seguito dal prof. Alberto Di Martino della Scuola Sant’Anna di Pisa e del prof.Mario Savino dell’Università della Tuscia.
  • Il terzo e ultimo panel di oggi segue la tematica dei confini con interventi del prof. Tullio Scovazzi dell’Università di Milano Bicocca e, a seguire, il prof. Shahram Khosram, dell’Università di Stoccolma. La serata si concluderà alle 18.00 presso l’Aula Chiazzese con il Concerto di Chris Obehi che si esibirà con i suoi brani tra cui “Non Siamo Pesci”;

Gli appuntamenti di domani

La giornata di domani vedrà due tematiche “clou”: cittadinanza e le ripercussioni del covid nel contesto delle migrazioni. Nella prima parte della giornata e a seguire nel pomeriggio, Vi sarà la riflessione sul concetto della cittadinanza e le problematiche ad essa annesse. Ne discuteranno il prof. Emanuele Conte dell’Università di Roma Tre, il prof. Emerito Luigi Ferrajoli dell’università Roma Tre e, a seguire, i prof. Paolo Morozzo della Rocca dell’Università di Urbino, Pietro Costa prof. Emerito dell’Università di Firenze e Gijsbert Vonk, prof dell’università di Groningen.

A riflettere sul tema del Covid e i postumi nelle politiche migratorie saranno la prof.ssa Luisa Torchia dell’Università di Roma Tre, la prof.ssa Cecilia Corsi dell’università di Firenze, il prof. Maurizio Ambrosini dell’Università di Milano e, a chiudere, la prof.ssa Maura Marchegiani dell’Università per stranieri di Perugia.

Il progetto “Navire Avenir”

Non un mero dibattito accademico-scientifico, bensì un lavoro lungimirante che vedrà la implementazione di progettualità che mirano alla tutela e alla dignità delle persone nel Mar Mediterraneo. È questo ciò che si deduce dalle parole della prof.ssa Clelia Bartoli che ci racconta del progetto Navire Avenir: “Navir Avenire ha come obiettivo quello di creare una nave che vada per mare con ospedale a bordo per effettuare i salvataggi – specifica Bartoli –. In una prima fase si cercherà di costruire un equipaggio, un equipaggio diffuso che non chiuderà gli occhi e starà in allerta sul destino comune del Mediterraneo e dei suoi popoli,” termina Bartoli. Questo momento è previsto nella serata del 14 e vedrà gli interventi della prof.ssa Alessandra Sciurba dell’Università di Palermo, Sébastien Thiéry direttore del PEROU  (polo d’esplorazione delle risorse urbane di Parigi e coordinatore del progetto Navire Avenir), Françoise Blum della corte di giustizia dell’Unione Europea e i presidenti delle associazioni Stravox (Amadou Diallo) e Giocherenda (Soufoudine Diallo).

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