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domenica, 25 Settembre 2022
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Palermo, nascono i comitati educativi: luoghi di confronto per costruire comunità

Rappresenteranno un luogo di confronto e di partecipazione fra soggetti che intendono condividere le esigenze presenti nei vari quartieri della città. Presentato il comitato del Centro storico

Alessia Rotolo
Alessia Rotolo
Ama Palermo e il centro storico, i tre mercati, i quattro mandamenti, il Genio e la Santuzza. Segue con passione i processi partecipativi di riqualifica della città nati dal basso che stanno pian piano cambiando il volto di Palermo rendendola sempre più affascinante. Scoprire storie e raccontarle è la sua migliore capacità dettata da una passione incessante per il mestiere di giornalista

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PALERMO. Il tema è quello della cura, dei beni comuni, della politica che nasce e costruisce dal basso. Si consolida e istituzionalizza un modo di fare politica comunitario e sociale che prevede la partecipazione dei cittadini e il coinvolgimento di tutti gli attori che ogni giorno in un territorio lavorano e operano per il bene della comunità: associazioni, parrocchie e rettorie, istituzioni, scuole, forze dell’ordine, singoli cittadini e comitati di quartiere.

A Palermo nascono i “Comitati educativi”. Da una proposta dell’ex assessore alle attività sociali Giuseppe Mattina sono stati istituiti con una delibera della Giunta Comunale del 22/06/2020. Rappresenteranno un luogo di confronto e di partecipazione fra soggetti che intendono condividere le esigenze presenti nei vari quartieri della città. Mercoledì 19 gennaio è stato presentato il comitato educativo del Centro Storico che favorirà la nascita di quelle che vengono chiamate “Comunità educanti territoriali”, una per ognuno dei quattro mandamenti della città antica. Hanno una funzione consultiva e sostengono per la nascita e la formalizzazione di reti operative di quartiere allo scopo di intercettare i bisogni del territorio e mettere a sistema tutte le risorse presenti nello stesso.

Il compito di coordinare i comitati educativi spetta alle varie circoscrizioni, attualmente i comitati educativi sono nati in sesta e in quarta circoscrizione e da due giorni anche nella prima. Il primo impegno del comitato che si chiama “Prima è comunità” è quello di organizzare momenti di animazione territoriale per sviluppare un’idea di progetto educativo di territorio in funzione della “visione futura” della circoscrizione, attivare momenti di formazione e informazione per tutte le cittadine e tutti i cittadini, creare o potenziare luoghi a valenza sociale e artistico/culturale, sono alcune delle finalità di ogni Comunità Educante.

«Si è fatto un censimento di tutti gli enti del Centro storico che possono portare il loro contributo nei comitati – spiega il presidente della prima circoscrizione, Massimo Castigliae sono circa 150 tra pubblico e privato. Abbiamo già concordato un programma di 4 assemblee, una per ogni mandamento, per fare incontrare tutte queste realtà e condividere una progettualità educativa di territorio».

Questo il calendario delle assemblee a cui tutti possono partecipare: per il mandamento Palazzo Reale, l’incontro è previsto l’1 febbraio alle 15 a Santa Chiara. Per il mandamento Monte di Pietà l’appuntamento è il 9 febbraio alle ore 15 al centro Amazzone. Per il mandamento Castellammare è in programma il 15 di febbraio alle ore 15 all’istituto comprensivo Rita Atria (Plesso Valverde). Per il mandamento Tribunali l’assemblea è prevista il 22 febbraio alle ore 15 all’istituto comprensivo Rita Borsellino.

«Il centro storico è comunità – continua Castiglia – e da alcuni anni sperimenta forme di aggregazione e condivisioni tra soggetti diversi con al centro il tema della rigenerazione della comunità, tanti sono gli esempi virtuosi che hanno nella pratica dimostrato la vivacità della comunità educante presenti all’interno della prima circoscrizione. Il consiglio della prima circoscrizione ha fortemente sostenuto che solo attraverso il dialogo e il coinvolgimento dei cittadini organizzati insieme alle istituzioni pubbliche per avere una visione comune si possono raggiungere risultati inaspettati anche in periodi teribili come quelli che stiamo vivendo adesso. Un esempio su tanti? L’esercito di volontari che si durante il primo lockdown sì è occupato di raggiungere casapercasa le tante famiglie in difficoltà alimentare. Una comunità è tale solo sé sa prendersi cura di sé stessa».

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