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domenica, 23 Gennaio 2022
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Povertà alimentare e carenza di servizi: quando la Sicilia non è a misura di bambino

Presentati a Palermo i dati del rapporto sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza a cura del Gruppo di lavoro per la Convenzione che li riconosce. L'impegno di Caritas di Palermo e le proposte del Garante D'Andrea

Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le Culture e le Arti all'Università degli Studi di Palermo, con un master in Editoria e Produzione Musicale all'Università IULM di Milano. Si occupa di cultura, turismo e spettacoli per diverse testate online e da addetto stampa. Scrive di sociale per "Il Mediterraneo 24"

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PALERMO. “Riguardo la povertà alimentare, in Italia il 2,8% dei minorenni non consuma un pasto proteico al giorno. Percentuale che in Sicilia raggiunge l’8,4%, in Campania il 5,4, in Basilicata il 4,9 e nel Lazio il 4,5%. All’opposto, Piemonte ha lo 0,2%, Puglia lo 0,6, Abruzzo e Marche 0,7%”. Lo denuncia il rapporto sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza a cura del Gruppo di lavoro per la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC). La presentazione, ieri, nella “Giornata mondiale dei diritti umani”, che si celebra il 10 dicembre di ogni anno, a Palermo, in un evento organizzato dal Kiwanis Distretto Italia San Marino.
Nella seconda edizione del rapporto con “I dati regione per regione 2021”, a distanza di tre anni dalla prima, appaiono allarmanti alcuni dati raccolti, che, tranne poche eccezioni, sono antecedenti alla pandemia da Covid-19. “La stessadichiarano dal CRCha avuto ed avrà, purtroppo, delle ricadute a medio e lungo termine, sui bambini e gli adolescenti, che necessitano di essere approfondite e monitorate con attenzione”. Inserito nell’area tematica “Dati demografici”, si conferma il problema sulla denatalità, diffuso nel territorio nazionale. Tutte le regioni hanno un tasso di natalità in calo, in particolare sotto la media nazionale, Sardegna con il 5,1 per 1000 abitanti, Molise e Liguria con il 5,7. Al contrario Bolzano ha un tasso di 9,6. Mentre la popolazione minorile rappresenta il 15,7% della popolazione totale. Solo Calabria (15,9%), Campania (17,4%), Sicilia (16,5%), Bolzano (18,8%) e Trento (17%) superano la media nazionale.

Altro dato preoccupante inserito in quest’area sono i contesti familiari più vulnerabili. Nuclei monogenitoriali e nuclei numerosi, che le analisi relative alla povertà minorile segnalano come quelli più a rischio di svantaggio economico. I nuclei monogenitoriali hanno un trend in crescita rispetto al Rapporto del 2018: in Sardegna di 5,7 punti in più rispetto alla media nazionale, mentre diminuiscono le famiglie con 5 o più componenti. In 8 regioni, da Nord a Sud, la media è più alta rispetto a quella nazionale.

L’abitudine alla lettura nel tempo libero riguarda poco più della metà dei ragazzi (51,9%) mentre la pratica dello sport è al 59,8%. Rispetto al digitale, la percentuale di famiglie che dispongono di internet da casa varia dal 67,7% in Calabria all’85,2% della provincia di Bolzano. I ragazzi più disconnessi, che non utilizzano Internet, vivono in Campania (22,3%), Valle D’Aosta (20,8%) e Puglia (19%).

In calo i dati sui minorenni autorizzati all’ingresso in Italia. Nel 2019 sono stati 1.205 (di cui 153 in Campania e 151 in Lombardia) a differenza dei 1.874 del 2016. Particolare attenzione sul diritto all’istruzione per gli alunni con disabilità e gli alunni stranieri, consapevoli che l’opportunità di frequentare ambienti educativi inclusivi faccia la differenza nei processi di integrazione.

Dati in lieve aumento sul tasso di mortalità infantile a livello nazionale rispetto al Rapporto 2018: soprattutto in Calabria, Campania, Sicilia e Basilicata. Obesità e sovrappeso in aumento, con bambini obesi e gravemente obesi particolarmente in Puglia, Calabria e Campania. A livello nazionale il tasso è passato dal 9,3 al 9,4.

La realtà dei minori in Sicilia

Ma andiamo in Sicilia, dove i minori sono 800.622, il 16,5% della popolazione totale della regione, contro una media nazionale del 15,7% e un trend in diminuzione rispetto al Rapporto 2018. Il tasso di natalità (per 1000 abitanti) è di 7,7, superiore di 0,9 alla media nazionale. Le famiglie con 5 o più componenti sono 5,8 su 100, superiore alla media italiana di 5,2, mentre i nuclei monogenitoriali sono il 17,6% (superiori di 0,1 rispetto alla media italiana).

Educazione e salute sono i temi più caldi portati avanti dagli esperti nel corso della presentazione del rapporto 2021. A Palermo, realtà come Caritas di Palermo, guidata da don Sergio Ciresi, sostengono l’educazione dei più piccoli fornendo i materiali necessari all’apprendimento. Di rischio e innovazione parla invece il Garante per l’Infanzia del Comune di Palermo, Lino D’Andrea a proposito dell’esigenza di luoghi per l’affido quotidiano dei minori. “Un esempio? Gli asili condominiali. Osare, rischiare quindi, immaginando nuove strategie e nuovi luoghi, piuttosto che continuare a trattare la parola ‘disagio’ nel 2021”. Figure specializzate necessitano nei problemi relativi alla logopedia e nella motricità. Particolare attenzione sul tema dell’allattamento dal seno materno alla cui educazione si necessita formare sia genitori che medici.

La percentuale dei Comuni coperti da servizi socioeducativi per la prima infanzia è del 44%, di 15,5 punti inferiore alla media nazionale, che è del 60,1%. Il numero di posti nei servizi socioeducativi per la prima infanzia, per 100 bambini dai 0 ai 2 anni è del 12,4% su una media italiana del 26,9%.

Dati preoccupanti indicano la percentuale dell’8,4% di minori che non consuma un pasto proteico al giorno: 5,6 punti in più rispetto alla media nazionale. La percentuale dei bambini obesi e gravemente obesi è del 14%, di 4,6 punti in più rispetto alla media nazionale, con una tendenza, purtroppo, in aumento rispetto al 2018.

Positivi invece i numeri sui minori che praticano sport, leggono un libro nel tempo libero o utilizzano Internet. Tendenza in aumento di 14,6 punti rispetto al rapporto 2018 per i bambini e i ragazzi dai 3 ai 17 anni che nel tempo libero praticano sport in modo continuo o saltuario, per una percentuale del 44,8%, anche se resta di 15 punti inferiore alla media nazionale. I bambini e i ragazzi dai 6 ai 17 anni che leggono nel tempo libero (su 100 bambini) sono il 33,8%: 18,1 punti in meno alla media nazionale. Per quanto riguarda Internet, la percentuale dei minori tra i 6 e i 17 anni che non lo utilizzano è del 16,9%, di 1,2 punti superiore alla media nazionale.

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