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giovedì, 2 Febbraio 2023
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Alieu, il viaggio dal Gambia e la laurea in infermieristica: “Così voglio aiutare le persone”

Laureato nel primo corso di nursing in inglese dell’ateneo palermitano, sogna di diventare medico e di aiutare le persone bisognose attraverso il suo sorriso e la sua determinazione

Stefano Edward Puvanendrarajah
Stefano Edward Puvanendrarajah
Laureato in Comunicazione Pubblica, d’impresa e pubblicità presso l’Università di Palermo e digital marketing specialist. Racconta le realtà associative che si occupano del sociale in Sicilia e la vita quotidiana delle comunità migranti siciliane, utilizzando i nuovi media

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PALERMO. Un ragazzo gambiano che, nonostante le tante avversità e sfide che ha dovuto affrontare in 7 anni, è riuscito a raggiungere il primo grande obiettivo: laurearsi in infermieristica e dimostrare al mondo intero che anche i sogni possono diventare realtà attraverso la perseveranza. È questa la storia di Alieu Jobe, che ha discusso la tesi dal titolo “Pacemaker nursing management in critical Care Area” – relatore prof. Filippo Marchese.

Il lungo viaggio di Alieu

Tante tappe, tra rischi, problemi, avversità e sofferenze hanno caratterizzato il lungo viaggio di Alieu che si è concluso con l’arrivo a Siracusa nel 2015. “Arrivai in Sicilia il 5 dicembre 2015 a Siracusa con quasi 200 persone – dichiara Alieu –. Siamo venuti con una barca e rimanemmo lì per almeno 2 settimane per poi essere trasferiti a Palermo”.

Tutto ebbe inizio l’uno maggio 2014, quando Alieu, decise di lasciare il suo paese a causa di situazioni familiari delicate. Approdò prima nel Senegal, rimanendovi per 3 settimane per poi giungere in Mali dopo 2 giorni di viaggio in autobus, lavorando in un ristorante. Un altro paese è arrivato nella sua vita: ha infatti raggiunto il Niger dopo ben 3 giorni di viaggio in autobus rimanendovi 5 mesi e maturando la scelta di raggiungere la Libia.

L’approdo in Libia e la situazione critica dei diritti umani

L’esperienza di raggiungere un paese come la Libia per Alieu è stato davvero un dramma, anzi l’inizio di un vero e proprio incubo. Approdato dopo 4 giorni di viaggio in un pick-up con 27 persone in condizioni disumane (mancanza di cibo e di acqua che hanno creato postumi di salute quali sangue nelle urine e mal di stomaco) e abusi sessuali sulle donne. Dopo aver lavorato per quasi un anno come addetto alle pulizie di un mercato, Alieu viene catturato all’improvviso da alcuni soggetti e portato in un campo dove vi erano numerose persone africane: “Durante le mattinate eravamo obbligati a lavorare nella costruzione di case mentre le nostre mani e le nostre gambe incatenate. La notte eravamo rinchiusi come prigionieri – ci racconta Alieu –. Qui ci sono stato per 3 mesi e un giorno riuscimmo a fuggire, e nel mentre un mio caro amico morì. Riuscii a raggiungere una fattoria dove ho trovato riposo e sollievo”. Una macchia di dolore indelebile per Alieu. In questo luogo vi rimase per 3 mesi per poi recarsi in una foresta vicino ad una zona costiera nella quale ha incontrato altre persone, tentando un viaggio piuttosto rischioso e difficile per giungere nella nostra regione.

Il “riscatto sociale” attraverso gli studi in Italia

Credere fino in fondo alla formazione e allo studio come mezzo che possa aprire le piste per una realizzazione personale e nel contempo per mettersi a disposizione alla collettività. È con questo spirito che Alieu si è ispirato nel suo lungo e intenso percorso di studi giunto oggi alla conclusione del primo percorso accademico in nursing. Primo percorso per l’appunto, perché Alieu sogna di diventare un medico. “Un giorno mio padre mi aveva pagato le tasse scolastiche e mi aveva detto, vedi? Questi soldi che ti sto pagando sono dovuti ai miei sacrifici, non giocare!  Il vero significato di queste parole era che dovevo studiare intensamente per il mio bene al fine di raggiungere un determinato obiettivo e ciò mi aveva motivato molto“, ha precisato Alieu. La passione per la medicina? Tramandata dalla nonna, dottoressa che ha curato nel tempo diversi bambini: “Mia nonna è stata la mia fonte di ispirazione per studiare medicina perché mi ha aiutato molto. Aiutava spesso molti bambini e loro erano felici. Mia nonna mi diceva spesso che aiutare le persone è quel qualcosa che io dovrei fare nella vita. Da lì capii che dovevo diventare un medico”.

La passione per lo sport e l’informatica

Mens sana in corpore sano. Così è anche per Alieu che tra un libro e l’altro ha coltivato la passione per la corsa (1000 metri), maturata durante il percorso scolastico che lo portò alla partecipazione delle gare tra le scuole: “Avevo vinto alle competizioni tra le varie scuole. Sebbene il mio allenatore era stato sempre fiero di me, suggerendo la carriera da atleta ma io ero concentrato nel diventare un medico – precisa Alieu –. Corro sempre il sabato e la domenica mattina da Mondello fino a casa, impiegando 1 ora e 45 o al massimo 2 ore”. La sua passione per la riparazione dei computer e dispositivi elettronici è stata riconosciuta dai suoi amici che gli avevano suggerito di intraprendere tale percorso, ma anche qui, Alieu aveva le idee chiare, proseguire quel sogno e realizzarlo.

I progetti futuri di Alieu

Un grande sognatore non può fermarsi ai primi obiettivi raggiunti. Ed è su questa linea che Alieu vorrebbe proseguire nel realizzare tanti progetti, spinto anche dall’ispirazione tratta dalla famiglia Conte – Clemenza che lo ha accolto con amore e lo ha aiutato nel corso degli anni: “Sono come una mia famiglia per me – ci racconta Alieu –. Hanno organizzato la festa per me a Moltivolti. Nel momento in cui ho incontrato Franco Clemenza (cardiologo), ho capito di volermi avvicinare al mondo della cardiologia“.
Alieu ha idee chiare per il futuro, proseguire la sua passione nel settore ospedaliero, lavorando altresì in contesti in cui si aiuta il prossimo e proseguire gli studi per avviarsi al percorso medico tramite la preparazione al test d’ingresso: “Molto probabilmente inizierò a lavorare in un ospedale. Il mio fine è di lavorare negli ospedali e lavorare nelle cooperative, nello specifico per andare nelle case e assistere le persone. Il mio permesso di soggiorno scadrà nei prossimi mesi e quindi voglio lavorare e nel contempo studiare”.  Un altro sogno nel cassetto? Aprire una clinica in Gambia! Alieu ce lo racconta con emozione e speranza: “In Gambia quello che avevo in programma è di aprire una clinica. Una clinica grande grazie anche al contributo della mia famiglia perché 3 fratelli, 2 sorelle e la moglie di mio fratello sono infermieri. Spero  un giorno di diventare cardiologo e di poter dare attenzione a questa branca della medicina in Africa”, conclude Alieu.

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