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sabato, 4 Dicembre 2021
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Autismo, bene confiscato alla mafia assegnato alla Teacch House Onlus

Nasce Casa - Aut, uno spazio di vita, dove di fronte all’autismo non si indietreggia. Un luogo che annulla stereotipi e isolamento e che porta avanti il valore dell'inclusione sociale. L'appello dei genitori: "Aiutateci a supportare il progetto"

Lisa Sanfilippo
Giornalista pubblicista e web content editor. Si occupa di content strategy e branding per aziende. Per "Il Mediterraneo 24" va alla scoperta di storie, racconta esperienze di solidarietà, scrive belle notizie

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PALERMO. Uno sguardo che diventa dolcezza, una parola mai detta per caso, un abbraccio che arriva improvviso. Sono i ragazzi autistici della Teacch House Onlus, realtà presente da diversi anni sul territorio, nata per iniziativa di un gruppo di genitori di bambini affetti da sindrome autistica e da disturbi intellettivi e relazionali.
All’associazione è stato da poco affidato un bene confiscato alla mafia: una villetta su due piani, con un piccolo giardino, in via Francesco Pizzarro 4, in zona Addaura.
 Â«L’assegnazione del bene – spiega Michele Scarpa, presidente della Teacch House Onlus – è l’esito di un bando, promosso dall’amministrazione comunale, a cui abbiamo partecipato presentando un progetto, che ha come obiettivo quello di sviluppare per questi ragazzi attività laboratoriali e percorsi di condivisione e di autonomia, in uno spazio concreto e duraturo».
Punto di partenza del progetto è la realizzazione di un centro diurno per ragazzi autistici, che possa favorire l’inclusione sociale e che con il tempo possa diventare anche residenziale.
 Â«Nel corso degli anni abbiamo organizzato diverse giornate all’insegna della condivisione di esperienze, ad esempio le colonie estive. – racconta Scarpa – In queste occasioni i nostri ragazzi hanno sperimentato maggiormente l’autonomia, sono stati a mare e sono stati coinvolti nelle attività dei terapisti della nostra associazione. Questi momenti vissuti assieme hanno rafforzato in noi genitori il desiderio di creare un luogo stabile, che potesse accogliere e ospitare con sicurezza queste esperienze condivise. È nata così l’idea del progetto, il cui inizio si concretizza con l’assegnazione di questo bene confiscato alla mafia».

Casa – Aut, la casa dei ragazzi autistici della Teacch House Onlus

L’hanno chiamata Casa – Aut, per ribadire con chiarezza che l’immobile di via Pizzarro, chiuso da una decina di anni dopo essere stato confiscato alla mafia, è adesso “la casa dell’autismo”.
Per la Teacch House Onlus sarà uno spazio di vita, dove di fronte all’autismo non si indietreggia, non si chiudono le porte. In questo nuovo luogo si crescerà insieme annullando stereotipi e isolamento, trovando il coraggio nelle piccole gioie, condivise e quotidiane.
«Questo luogo è la realizzazione di un sogno, su cui stiamo investendo energie, tempo, risorse. – afferma Rosi Di Franco, mamma di Gabriele – Rappresenta per i nostri figli il futuro, per noi genitori invece è ciò che ci rende insieme più forti».
«Casa – Aut è un punto di arrivo, dopo lunghi e intensi anni di attività assieme, – aggiunge Calogero Cipolla, uno dei papà dell’associazione – ma è contemporaneamente un nuovo inizio, perché si continua ad andare avanti, puntando a migliorare la vita dei nostri ragazzi».

Il bene confiscato alla mafia assegnato alla Teacch House Onlus

Dove si guarda al futuro e si cresce insieme

«Di questa villetta mi piace la piscina». Risponde così Margherita, quando le chiedi qual è la cosa più bella della casa.
Qui in realtà non c’è alcuna piscina.
Lei, giovane della Teacch House Onlus, ha ricordi talmente felici e spensierati di quelle giornate in colonia estiva trascorse con gli amici dell’associazione, da immaginare già nel giardino di Casa – Aut, ancora da riqualificare, le emozioni di un’esperienza condivisa.
Accanto a lei ci sono Gabriella Guzzo, analista del comportamento e Cristina Russotto, psicoterapeuta della Gestalt. Entrambe, con la loro professionalità, seguono da tempo questi giovani, coinvolgendoli in attività progettuali, incentrate sulla socializzazione e sul valore della relazione.
«Il nostro obiettivo per il futuro è dare un futuro ai ragazzi e alle loro famiglie – puntualizza Gabriella Guzzo l’avere un luogo stabile è molto importante ed è un punto di partenza fondamentale, perché ci consentirà di portare avanti con efficacia attività mirate e continuative».
Alla base del progetto Casa – Aut c’è anche la volontà di intensificare le sinergie con altre associazioni del territorio, promuovendo una rete di collaborazioni.
«Già da qualche anno c’è una stretta sinergia con l’associazione di promozione sociale 5atuttotondo e Facciamo ABA, studio di terapia cognitivo comportamentale. – precisa Cristina RussottoPuntiamo a sviluppare una rete sinergica, che coinvolga professionisti, associazioni e naturalmente i genitori: solo attraverso la condivisione degli obiettivi possiamo creare per questi ragazzi una comunità, con tutte quelle opportunità e condizioni indispensabili per una vita autonoma».

Un risultato da portare a termine

«Siamo entusiasti di questo traguardo – tiene a ribadire il presidente dell’associazione – La struttura c’è, ma adesso sono necessari alcuni interventi di ristrutturazione e di miglioramento. Noi genitori, intanto, ci siamo subito attivati a pulire e a sistemare al meglio, per quanto possibile, l’immobile. Abbiamo iniziato dal giardino, dove però c’è un’auto abbandonata che deve essere necessariamente spostata dall’agenzia nazionale dei beni confiscati. Siamo quindi in attesa. Per quanto riguarda le attività laboratoriali – conclude Scarpa – contiamo di iniziarle da gennaio. Ci stiamo impegnando duramente, ma essendo una piccola associazione abbiamo bisogno anche di essere sostenuti con delle donazioni».

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