19.8 C
Palermo
lunedì, 26 Settembre 2022
HomeIn SiciliaRiva SudCISS: da Palermo al Sud del mondo per l'autonomia e i diritti dei popoli dimenticati

CISS: da Palermo al Sud del mondo per l’autonomia e i diritti dei popoli dimenticati

Nell'ambito del progetto “COOP4Water Rights/ COOPeration For Sustainable Development and Water Rights for the Communities in the Municipality of Khan Younis il CISS realizza il collegamento delle reti fognarie della città di Khan Younis

Giuseppe Madonia
Giuseppe Madonia
Ingegnere informatico con il pallino per fotografia e il racconto per immagini sia statiche che in movimento. Si occupa anche di impaginazioni, grafica e gestione siti web.

Leggi anche

spot_img
spot_img
spot_img

Il CISS, Cooperazione Internazionale Sud Sud, nasce l’11 aprile del 1986 e da allora ha realizzato oltre 200 progetti dal Brasile alla Macedonia, dal Perù ad Haiti, ma con ricadute anche sul nostro Sud con attività nel quartiere palermitano di Brancaccio.

L’impegno più forte è stato ed è tuttora quello in Palestina nato già nel 1988 in quanto caso emblematico di violazione continua e perpetrata di diritti umani. Il CISS non ha mai smesso, di operare nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Il suo impegno si è concentrato all’inizio nel settore idrico in Gaza e nel settore agricolo in Cisgiordania. A seguito del cresciuto interesse verso la salvaguardia del patrimonio naturale e culturale, il CISS ha iniziato a collaborare con il Ministero palestinese per il Turismo e le Antichità. Dal 1999 il CISS ha promosso un nuovo settore di programmi di cooperazione allo sviluppo centrato sulla conservazione e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali.

Il progetto COOP4Water Rights

Il più grande progetto di potabilizzazione dell’acqua nella seconda città più popolosa della striscia di Gaza, a Khan Younis. Il nuovo collegamento delle reti fognarie nelle aree di Maan e Salah Al-Din nell’ambito del progetto “COOP4Water Rights/ COOPeration For Sustainable Development and Water Rights for the Communities in the Municipality of Khan Younis”. 

Grazie agli interventi in queste due aree, più di 10.000 persone potranno godere di un servizio più efficiente nella distribuzione e smaltimento delle acque reflue e beneficiare di migliori condizioni igieniche.

Finanziato dall’ Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo #AICS, realizzata dal Comune di Bari in partnership con il Comune di Khan Younis.

Sergio Cipolla, presidente CISS:

È bello dopo tanti anni da cui siamo riusciti ad aiutare la gente di Khan Younis nella Striscia di Gaza a vedere garantito il diritto a bere un’acqua potabile, tornare questa volta per aiutare a garantirne il diritto a un ambiente più sano… oramai questa città è un poco anche casa nostra e queste belle persone un poco anche la nostra gente: 28 anni in un posto fanno anche questo effetto!

Khan Younis

Anche scritto Khan Yunis o Khan Yunus è una città nella striscia di Gaza meridionale con una popolazione attestata a 350.000 abitanti nel 2012. Il primo nucleo della città fu ad opera dall’emiro turco Yunus al-Noorzai Khan nel 1387.

La città, come tutti i territori occupati degli Israeliani – l’ultima occupazione avvenne a partire dalla guerra dei sei giorni del 1967 fino al 2005 – ha visto numerose violazioni dei diritti umani perpetrati sui civili. Tristemente famoso è il massacro di Khan Yunis e nel vicino campo profughi con lo stesso nome – popolazione stimata di 40000 persone – del 3 novembre 1956 nella striscia di Gaza durante la crisi di Suez.

Fatti e voci sul massacro

Il 15 dicembre 1956, il direttore dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i soccorsi e le opere per i rifugiati della Palestina nel Vicino Oriente presentò un rapporto speciale all’Assemblea Generale ONU. Il rapporto evidenzia entrambe le parti del “incidente di Khan Yunis”. Si nota l’assonanza con il massacro di Rafah, immediatamente dopo l’occupazione di quella città. Secondo il citato rapporto, circa 275 sono state uccise in quel giorno.

Le autorità israeliane affermano che i soldati IDF si sono imbattuti in militanti locali e sono scoppiate una battaglia.  Il colonnello IDF Meir Pa’il disse all’Associated Press: “Non c’è mai stato un omicidio. Nessuno è stato assassinato. Ero lì. Non conosco alcun massacro.”

fonti:

Leggi anche

spot_img
spot_img

Ultime notizie