HomeCronacaProvinceIonesco e impegno civile al Ferrara: la sfida dei giovani attori tra teatro e attualità

Ionesco e impegno civile al Ferrara: la sfida dei giovani attori tra teatro e attualità

Non solo recitazione ma coesione e autoconsapevolezza: gli studenti-attori si preparano allo spettacolo di fine anno. Il professor Costanza: «Il teatro è un potente strumento per sviluppare il pensiero critico»

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PALERMO. Dopo l’opera teatrale “Sulla guerra e sulla pace”, liberamente ispirata a Bertolt Brecht e messa in scena lo scorso anno, un nuovo laboratorio di teatro è in corso all’IISS Ferrara di Palermo diretto dalla Dirigente Ilaria Virciglio.

Quest’anno, in occasione dello spettacolo di fine anno scolastico, un gruppo di 20 studentesse e studenti porteranno in scena una pièce liberamente ispirata a un’opera di Eugène Ionesco dal titolo “Il Maestro”.

Il laboratorio teatrale è ancora una volta condotto dal professore Croce Costanza, docente di Storia e Filosofia, che ne cura il riadattamento teatrale e la regia. Il professore, esperto di teatro educativo, afferma: “Come sempre il teatro riscuote grande successo, partecipazione e coinvolgimento e arricchisce l’offerta formativa della nostra scuola. Il teatro a scuola diventa un luogo fisico e mentale di incontro, di dialogo, di condivisione e collaborazione, un’azione didattico-educativa capace di sviluppare competenze cognitive e non cognitive, un potente strumento per trasmettere conoscenze, valori e abilità, stimolare l’amore per il sapere, sviluppare il pensiero critico.”

Dopo il “teatro epico” di Brecht, quest’anno il “teatro dell’assurdo” di Ionesco. “La sceltacontinua il professore Costanza -, è voluta non solo per avvicinare gli studenti-attori e gli studenti-spettatori ai diversi generi teatrali, ma anche per indurre una riflessione su come l’arte sia specchio del tempo, capace di riflettere, interpretare, spesso anche anticipare, le dinamiche sociali, politiche, culturali di un’epoca.”

Nell’opera “Il Maestro”, in perfetta linea con la filosofia del teatro dell’assurdo, dietro un’apparente comicità che a tratti sfiora il parossismo, si svelano i drammi esistenziali di personaggi massificati che si muovono sulla scena come robot dai congegni guasti, parlano senza realmente comunicare, agiscono senza un pensiero autonomo, seguono “falsi profeti”, idolatrano “falsi miti”, eroi senza gloria, suggestionati da un fanatismo che sfocia nel delirio, un invasamento che acceca e distorce la realtà, fa credere sia normale ciò che è semplicemente e assolutamente assurdo. Questi i temi dell’opera di cui altro non si vuole, al momento, svelare e tuttavia si comprende perfettamente come questi motivi rappresentino i tratti, gli eccessi e le crisi, della nostra società contemporanea.

Dunque, ancora una volta, un teatro di “impegno sociale” al Ferrara. La pièce teatrale si caratterizza per la sua forte dinamica corporea-cinestetica e pertanto gli studenti-attori, durante la prima parte del laboratorio, sono stati coinvolti in un training fisico per sviluppare e potenziare la sensibilità propriocettiva. Naturalmente, tutta la prima parte è valsa a trasformare “compagni di scuola” in una compagnia teatrale anche con giochi di socializzazione per favorire la conoscenza, la relazione e la coesione tra i membri del gruppo.

Afferma Vincenzo Puccio, studente della V Q: “Il teatro mi permette di scoprire un modo diverso di vedere la realtà, e soprattutto di conoscermi meglio. Già l’anno scorso recitando Brecht mi sono innamorato di questo mondo.”

“Il teatro ti permette di far uscire da te cose che non hai mai mostrato per vergogna. È un mondo fantastico pieno di amore e pieno di cose belle”, afferma Daniele Scurato, studente della V Q.

Alessia Verdone, studentessa della 4 M, afferma: “Il laboratorio teatrale è un momento in cui posso sentirmi davvero me stessa, senza avere paura di essere giudicata. Quando si parla di teatro non si parla solo di recitare, ma anche di ascoltare e collaborare con gli altri, conoscendoli meglio. L’opera che porteremo allo spettacolo di fine anno mostrerà proprio questo: non il singolo individuo, ma un gruppo unito che si comporta come se fosse una sola persona.”

“Il laboratorio di teatro è un’esperienza intensa e coinvolgente. Mi insegna a mettermi in gioco, a lavorare con gli altri ed esprimere le mie emozioni senza paura”, afferma Bushran Nayma Uddin Bhuiyan, studentessa della 1Q.

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