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venerdì, 7 Ottobre 2022
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Equo food, a Caltanissetta pasti a un euro contro la povertà

Il servizio è rivolto, in particolare, ai 720 nuclei familiari assistiti dalla Croce Rossa nissena, ai quali, nel 2021, sono state distribuite 213 tonnellate di viveri

Giorgio Pace
Giorgio Pace
Studente della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Palermo, impegnato nel sociale. È co-fondatore di "AmUnì", un'associazione che vuole supplire all'assenza di rapporto tra gli universitari e il mondo del sociale, attraverso l'organizzazione di seminari, convegni e iniziative di volontariato. Da settembre 2020 collabora con "Il Mediterraneo 24"

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PALERMO. Con Equo food il cibo a portata delle persone più povere, a Caltanissetta. All’interno del ristorante che si trova in via Michele Amari, 13, ogni giorno sarà possibile acquistare, dalle 12.30 alle 14.30, una porzione di cibo al prezzo simbolico di 1 euro, facendo leva sul senso civico dei singoli, che possono sostenere il progetto con donazioni in contanti all’interno del locale stesso, con bonifico bancario o PayPal.

La collaborazione tra diverse realtà

Il progetto nasce dalla collaborazione di Equo Food con realtà quali la Croce Rossa italiana, l’Istituto di pubblica assistenza e beneficienza “Testasecca”, la Legacoop, la Coldiretti Sicilia, la cooperativa sociale “Etnos” e la Regione Sicilia.

Il servizio è, in particolare, indirizzato ai 720 nuclei familiari assistiti dalla Croce Rossa di Caltanissetta, ai quali, nel solo 2021, sono state distribuite 213 tonnellate di viveri. Fra questi nuclei familiari, anche quelli giunti dall’Ucraina, in seguito alla recente invasione russa.

Come fa notare Nicolò Piave, della CRI Caltanissetta, il servizio è lodevole perché garantisce la dignità e la riservatezza di chi è più bisognoso, che potrà recarsi non più presso la classica mensa, ma presso un normale ristorante, in cui nessuno vede quanto ciascuno paga e la sua eventuale condizione di ristrettezza economica.

Con Equo food un “ristorante sociale”

Al di là di questo progetto, Equo Food resta comunque una “ristorante sociale”, all’interno del quale si possono ordinariamente consumare pizza e tavola calda.

A trovare ristoro al suo interno è, così, non solo il bisogno fisiologico di nutrizione, ma anche l’esigenza di una sempre maggiore uguaglianza tra i cittadini, nel rispetto della privacy di chi, probabilmente, potrebbe sentirsi umiliato a chiedere aiuto attraverso i canali tradizionali per ovviare ai propri bisogni.

«Sono rimasta colpita dall’espressione stupita sul suo viso» dice Cinzia Milazzo, responsabile del locale Equo Food, riferendosi al secondo cliente giunto nel locale in seguito alla partenza ufficiale di Open Food. «Non appena si è reso conto che ogni porzione di cibo presa costava 1 euro – continua -. Ha sorriso e ringraziato». In risposta al progetto, lo stesso cliente ha lasciato una piccola donazione nell’apposito salvadanaio.

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