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mercoledì, 28 Settembre 2022
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Sindrome di Down, con “Sosteniamoci insieme” i ragazzi diventano coltivatori

Presentatate le prime conclusioni del progetto in occasione della Giornata mondiale che ricorre oggi. Capofila l'associazione SporT21 Sicilia che ha operato assieme all'associazione italiana Persone Down di Termini Imerese

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PALERMO. Un progetto diventato una best practice per l’inclusione sociale dei ragazzi con disabilità intellettiva relazionale con sindrome di Down: si chiama “sosteniamoci insieme”. L’obiettivo è sviluppare un approccio consapevole della coltivazione dei prodotti attraverso la conoscenza delle principali tecniche di produzione e di trasformazione ecosostenibili dei grani antichi siciliani e degli ortaggi. Capofila del progetto, finanziato dall’assessorato regionale alla Famiglia, l’associazione sportiva dilettantistica SporT21 Sicilia, che ha operato assieme all’associazione italiana Persone Down di Termini Imerese.

Un incontro per mettere al centro il tema della disabilità e trarre le prime conclusioni del progetto si è tenuto a Villa Magnisi sede dell’Ordine del Medici. Un momento di confronto finalizzato alla sensibilizzazione e all’inclusione delle persone affette dalla sindrome di Down T2. “Sosteniamoci insieme. Adultità, individualità e dopo di noi” è stato organizzato in occasione della Giornata mondiale della sindrome di Down, che ricorre oggi, lunedì 21 marzo.

Stiamo attraversando un momento particolare – dice Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo – in cui siamo purtroppo distratti da eventi come la guerra in Ucraina e il Covid, ma non dobbiamo dimenticare tutto il resto.Oggi parliamo di Sindrome di Down con questa inziativa che mostra come queste persone possono integrarsi nella nostra società. Non è la società che dà qualcosa a loro ma solo loro che danno alla società in termini di produttività e integrazione sociale“. 

Il progetto “Sosteniamoci insieme” è stato finanziato dall’assessorato regionale alla Famiglia per sostenere l’inclusione sociale dei ragazzi con disabilità intellettiva relazionale con sindrome di Down. Sono coinvolti 6 ragazzi della SporT21 Sicilia e 5 ragazzi della AIPD di Termini Imerese.

Ci impegniamo per l’integrazione delle persone con disabilità – dice Sergio Silvestre, presidente nazionale Sport21 Italia – in giro per l’Italia abbiamo dato vita a tanti progetti. Abbiamo visto che questi ragazzi sono in grado di esprimere delle autonomie. Lo sport deve essere di tutti e noi nelle nostre attività cerchiamo di integrare persone normodotate con quelle con disabilità per dar vita  a un momento di vera aggregazione”.

I ragazzi si sono impegnati, col supporto del birrificio Bruno Ribadi, nel trasformare i cereali in birra: “E’ importante coinvolgere quante più persone possibili alla problematica collegata alla sindrome di down – ha aggiunto Giampiero Gliubizzi, presidente Sport21 Sicilia –. Questo progetto ha come obiettivo, non solo quello della trasformazione dei progetti cerealicoli in altri prodotti, in questo caso la birra, ma nel suo insieme di far incontrare partner e operatori che hanno particolare attenzione all’inclusione sociale”.

Il mio sogno – dice Giuseppe Biundo del birrificio Bruno Ribadi – è che almeno uno di questi ragazzi o di quelli che formeremo in futuro, possa trovare occupazione in una delle nostre linee produttive. L’idea è quella di una birra solidale che abbia più del gusto di un’ottima birra artigianale. Che abbia anche il sapore della solidarietà e dell’inclusione, che abbia anche da raccontare una bella storia“.

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