PALERMO. Le periferie non sono solo margini geografici, ma spazi simbolici in cui nascono identità, talenti e storie di riscatto. È da questa consapevolezza che prende forma “We’re All Outsiders ’25”, festival culturale inaugurato a Palermo, a Palazzo Drago Ajroldi di Santacolomba, e in programma fino al 28 settembre. Un progetto che mette al centro gli outsider: artisti, uomini e donne che vivono lontani dai circuiti ufficiali, ma che proprio da quella posizione marginale sanno generare nuovi sguardi, nuove possibilità.
Ideato e curato da Sandro Serradifalco e promosso dalla Fondazione Effetto Arte Ets, con il patrocinio del Comune, il festival è una dichiarazione poetica e politica: ridare voce a chi abita le periferie dell’arte e della società. “L’outsider – spiega Serradifalco –, con la sua sola esistenza mette in discussione regole e gerarchie. È chi crea ai margini e ridefinisce da lì il senso dell’arte contemporanea”.
Il cuore della manifestazione è la mostra collettiva di arte contemporanea che riunisce 35 artisti italiani e internazionali: pittura, scultura, fotografia, installazioni e poesia visiva intrecciano memorie, migrazioni, spiritualità e nuove appartenenze. Ma “We’re All Outsiders” non è soltanto un’esposizione: è un laboratorio di cittadinanza culturale.
La scelta di dedicare il documentario di questa edizione a Totò Schillaci, “Dalla strada al pallone”, diretto da Alberto Castiglione, è un gesto chiaro: raccontare la storia di un ragazzo del Cep che, partendo da un quartiere spesso associato all’emarginazione, seppe conquistare i mondiali di Italia ’90. Non solo un campione sportivo, ma il simbolo vivente di un riscatto possibile.
E il legame con il quartiere Cep si fa concreto. La Fondazione Effetto Arte ha infatti destinato 10mila euro all’Associazione C.E.P. – Comunità Educante Partecipativa, per finanziare borse di studio rivolte a studenti dell’Istituto comprensivo Giuliana Saladino. Fondi che, grazie al contributo degli artisti espositori, saranno impiegati per sostenere la formazione artistica e culturale dei giovani del quartiere.
Accanto alle mostre, il programma prevede tavole rotonde, workshop, spazi di testimonianza diretta. Un’occasione in cui le periferie diventano protagoniste, non solo come oggetto di analisi ma come soggetti attivi di cambiamento. “Periferie e riscatto” è infatti il titolo del primo incontro pubblico, che ha messo a confronto accademici, giornalisti, operatori sociali e associazioni radicate sul territorio.
L’arte, così, non rimane confinata nei salotti culturali, ma si apre alle strade, ai quartieri, alle persone. L’outsider non è più il volto isolato della marginalità, ma la chiave per riscrivere nuove mappe di senso. Palermo, con le sue contraddizioni e la sua vitalità, diventa teatro e voce di questa trasformazione: dove il margine diventa centro e la periferia si trasforma in cuore pulsante di creatività e speranza.







