9.8 C
Palermo
mercoledì, 25 Febbraio 2026
HomeCronacaProvincePalermo, l'Orto Botanico diventa una piccola città verde per bambini e adolescenti

Palermo, l’Orto Botanico diventa una piccola città verde per bambini e adolescenti

Sotto una “iurta” didattica, educazione ambientale, biodiversità laboratori e attività, campus estivi, lezioni in cucina

spot_img
spot_img

PALERMO. Le manine affondano nella terra prima ancora di capire perché. È un gesto istintivo, i bambini lo sanno fare benissimo: cercano, scavano, osservano, aspettano. Dentro quel movimento c’è già un’idea di futuro. Da qui prende avvio Botanical – Kalsa Garden, un progetto che sceglie di ripartire dall’infanzia per costruire comunità, occasioni, fiducia. L’Orto Botanico, il giardino scientifico dell’Università di Palermo, tra i grandi ficus, le vasche, le serre diventa una piccola città possibile – sarà montata una iurta didattica – dove si impara a stare insieme, a rispettarsi, a crescere.

A promuovere il progetto con il Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Palermo, è la cooperativa sociale Orto Capovolto, con il supporto operativo di CoopCulture; Orto Capovolto dalla sua nascita nel 2015, è impegnata a trasformare l’agricoltura urbana e il verde “commestibile” in strumenti di rigenerazione sociale per riqualificare gli spazi cittadini. Il sostegno arriva dall’avviso “Educare insieme” del Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, dedicato al contrasto della povertà educativa. Le attività partiranno a metà marzo e accompagneranno bambini, ragazzi e famiglie fino a dicembre.

È un progetto ampio e completo, pensato per età diverse: si comincia dai piccolissimi fino a sei anni che arriveranno con i genitori, per giocare, seminare, osservare. Per scoprire che un balcone può diventare orto, che un giardino sta in un barattolo, che ogni seme ha solo bisogno di gesti semplici. Poi arriveranno i bambini più grandi per imparare cosa è la biodiversità, per dare nome alle differenze, comprenderne il valore. Gli adolescenti saranno invitati a progettare e costruire un orto fuori suolo, in squadra, misurandosi con la responsabilità delle scelte. Piccole oggi, grandi domani.

Il progetto ha anche un cuore delicato: i bambini con disabilità o provenienti da situazioni complesse, i giovani seguiti dai servizi educativi troveranno nel giardino il ritmo diverso dell’attesa, della cura, del risultato che arriva, se si lavora insieme. Il percorso continuerà a tavola: una biologa nutrizionista e un educatore ambientale aiuteranno le famiglie a rileggere abitudini e consumi, a misurare la “capacità” ecologica domestica, spesso più immediata per i piccoli che per gli adulti.

Un progetto che conferma il ruolo dell’Università come motore di valore sociale e culturale – sottolinea il rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo MidiriUn’Università che si apre al territorio e costruisce alleanze di responsabilità sui grandi temi dell’inclusione, della sostenibilità e della tutela della biodiversità. In questo percorso, il Sistema Museale di Ateneo è un presidio strategico: un luogo in cui la ricerca diventa esperienza condivisa, conoscenza accessibile e occasione di crescita per tutta la comunità. Rivolgiamo un’attenzione particolare ai più piccoli, perché è attraverso l’educazione e il coinvolgimento diretto che si costruisce una cultura della sostenibilità solida e consapevole. Come Rettore credo profondamente in questa visione e, come Ateneo, stiamo investendo risorse e competenze per produrre un impatto concreto e duraturo sul nostro territorio e sul suo futuro”.

Ovviamente si giocherà e si farà sport: con un occhio al riciclo creativo, ai materiali di recupero, allo stare insieme. E quando le scuole chiuderanno, l’Orto Botanico spalancherà i cancelli a un campus estivo, settimane all’aria aperta, nuove amicizie, la natura come compagna di avventure e esplorazioni. “Questo progetto fa parte dell’impegno sociale dell’Orto Botanico che si apre e accoglie il quartiere che lo ospita” sottolinea il presidente di UniPa Heritage Michelangelo Gruttadauria

A restare sarà qualcosa di concreto: le attività saranno ospitate sotto una iurta – la tradizionale tenda circolare dei nomadi dell’Asia centrale – che resterà all’Orto Botanico anche per iniziative future. E una App, progettata in modo partecipato, permetterà di raccogliere conoscenze, seguire i progressi, mantenere viva la rete tra istituzioni, educatori e famiglie. In fondo tutto torna a quell’immagine iniziale: le mani nella terra.

“Con Botanical Kalsa Garden abbiamo l’opportunità di sensibilizzare all’ambiente e alla biodiversità urbana le nuove generazioni in un luogo come l’Orto Botanico che non potrebbe essere più significativo – dice Angelica Agnello, direttrice Orto Capovolto e coordinatrice di Botanical Kalsa Garden -. È un ulteriore tassello di una collaborazione avviata da tempo con UniPa Heritage, con l’Orto e con i tanti attori, umani e vegetali, che quotidianamente lo rendono uno spazio vivo di ricerca, educazione e comunità”.

Il progetto Botanical – Kalsa Garden si fonda su una rete di partner: istituzioni accademiche, enti pubblici e organizzazioni del terzo settore. Con il SiMuA – Sistema Museale di Ateneo, il Dipartimento di Scienze psicologiche, pedagogiche, dell’esercizio fisico e della formazione, e Orto Capovolto, collaborano l’Assessorato comunale alla Scuola e numerose realtà sul territorio: CoopCulture, USSM Malaspina, Centro ABA Palermo, Laboratorio Zen Insieme – Save the Children, Parco del Sole, Cooperativa Cuore che Vede, CesVop, Nautilus e Arciragazzi.

spot_img

Leggi anche

spot_img
spot_img

Ultime notizie

spot_img