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giovedì, 13 Giugno 2024
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Suicidi in carcere, il Garante: “Affiancare persone a rischio con detenuti che possano assisterli”

Le parole del Garante per i diritti dei detenuti in Sicilia, Santi Consolo, in merito alla giornata nazionale di sensibilizzazione sul fenomeno delle morti in carcere

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PALERMO. In merito all’appello realizzato dalla Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale, con una giornata nazionale, quella del 18 aprile, che i Garanti hanno dedicato a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’aggravarsi del fenomeno dei suicidi e delle morti in carcere; assieme ad una richiesta alle Istituzioni per degli interventi immediati di contrasto, il Garante per i diritti dei detenuti in Sicilia, Santi Consolo ha risposto con un comunicato dove si legge di alcune iniziative a cui ha partecipato aderendo all’appello.

Il 5 aprile il Garante ha partecipato alla Tavola rotonda organizzata nell’aula Livatino del Tribunale di Agrigento dove ha evidenziato l’incostituzionalità e l’illegalità dell’esecuzione penale detentiva, così come oggi si esegue in Italia, evidenziando l’urgenza di interventi normativi deflattivi del sovraffollamento attuale. “Enormi sofferenze e disagi patiscono anche gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria. I quattro suicidi registrati tra gli appartenenti al Corpo dall’inizio dell’anno sono il segno di tragici epiloghi di cause di servizio a volte al limite della sopportazione che finiscono per colpire persone sensibili e partecipi delle altrui sofferenze”, spiega il Garante.

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Il 9 aprile, Santi Consolo è stato audito dalla Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati sul Disegno di Legge della Liberazione anticipata allargata con effetti retroattivi. Il Garante ha motivato parere favorevole e adesivo all’accoglimento della proposta segnalando anche che tale Riforma potrebbe avere effetti positivi per contrastare il fenomeno dei suicidi. “Il beneficio proposto non è un indulto perché si concede solo a chi ha meritato osservando durante la detenzione regolare condotta e partecipando all’opera di rieducazione. Il beneficio ha anche funzione risarcitoria per le afflizioni aggiuntive alla pena detentiva che i ristretti hanno subito negli ultimi anni. Considerazioni giuridiche sono state anche rassegnate sulla riserva di giurisdizione e sulla praticabilità e utilità, in parziale deroga, di attribuire la competenza di concedere il beneficio in questione al Direttore del carcere, solo in prima istanza e per i soli detenuti che non abbiano riportato sanzioni disciplinari”, dichiara il Garante.

Santi Consolo

Il 10 aprile il Garante è intervenuto in occasione della partecipazione al convegno “Criminalità: tra fiction e realtà. L’autentica realtà del carcere” a Caltagirone; il 12 aprile è intervenuto ad un incontro con il Garante nazionale dei detenuti al carcere Pagliarelli di Palermo.

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Il 16 aprile intervistato dal giornalista Filippo Cucina e dal senatore Carmine Mancuso per il programma “Sicilia Sera”, andato in onda sull’emittente televisiva regionale TeleOne (ch.16), il Garante ha relazionato sulla situazione penitenziaria in Sicilia indicando le iniziative nazionali per un possibile contrasto al fenomeno suicidario; quali, la maggiore presenza di psicologi e psichiatri che dovrebbero fare un’assistenza in relazione alle malattie, soprattutto ai disagi mentali delle persone detenute.

Sempre il 16 aprile, intervenendo alla Sala Mattarella dell’Assemblea Regionale Siciliana per i due ragazzi nisseni, Filippo Mosca e Luca Cammalleri, il Garante ha ribadito la necessità di prevenire i suicidi esprimendosi in modo critico con quanti in Commissione Giustizia hanno espresso opinioni negative al disegno di legge “Giachetti”.

Nel merito della giornata del 18 aprile organizzata dalla Conferenza nazionale dei Garanti territoriali, Santi Consolo segnala, come ulteriori iniziative immediate di contrasto al fenomeno suicidario in carcere, oltre all’approvazione immediata del disegno di “legge Giachetti”, l’affiancamento alle persone a rischio suicidario di detenuti che possano assisterli, previo opportuno corso di formazione rivolto a coloro che manifestano particolare predisposizione e disponibilità a svolgere tale compito. Tali attività dovrebbero essere retribuite secondo normativa vigente.

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