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sabato, 4 Febbraio 2023
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A Palermo, le Vie dei Tesori apre Porta Nuova e Aula Bunker. Oltre 150 i tesori svelati

Al via dal 30 settembre al 30 ottobre per cinque weekend. Tour in chiese inedite del centro, in luoghi strappati alla mafia e rigenerati con i cittadini. Teatralizzazioni e mostre negli antichi palazzi, sax tra i reperti archeologici, palco al Castello a mare. Forum internazionale con l’Università. Ritorna per le scuole il festival KIDS

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le Culture e le Arti all'Università degli Studi di Palermo, con un master in Editoria e Produzione Musicale all'Università IULM di Milano. Si occupa di cultura, turismo e spettacoli per diverse testate online e da addetto stampa. Scrive di sociale per "Il Mediterraneo 24"

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PALERMO. Sarà un’edizione memorabile, con Porta Nuova che apre per la prima volta e mostra la sua alcova e la sua terrazza spettacolare, con luoghi come il carcere dell’Ucciardone e l’Aula Bunker del Maxiprocesso che svelano la loro storia.

Con spazi che ridiventano dei cittadini, con luoghi rigenerati nel segno della partecipazione. Sarà l’anno dei giardini urbani, degli orti di specie tropicali, delle raccolte universitarie e dei musei gioiello. Dei personaggi dimenticati che raccontano storie bellissime. 

Un museo diffuso che mette a rete, racconta, apre e anima oltre 150 tesori di tutte le istituzioni, enti, associazioni della città attraverso visite guidate ed esperienze. Coinvolti un centinaio di esperti del patrimonio (archeologi, storici dell’arte, architetti) affiancati da 400 studenti di nove licei e istituti superiori della città che hanno risposto alla chiamata dell’Ufficio scolastico regionale

A partire dal “tesoro” in assoluto, quella Porta Nuova che segnava l’entrata nella città, che un vicerè trasformò in alcova e che ospitò Garibaldi: per la prima volta si potrà percorrere la terrazza scoperta che la collega a Palazzo Reale e salire alla prima balaustra da cui ammirare da un lato Monreale e dall’altro il mare, passando a volo d’uccello sulle cupole del centro storico.

Porta Nuova

Ritornano le visite al carcere Ucciardone, emblema di anni bui ma oggi pieno di attività produttive e artistiche. Si aggiunge l’Aula Bunker dove la visita sarà arricchita dal racconto dei cronisti che seguirono il maxiprocesso. Soltanto nel primo weekend anche la sede della Prefettura a Villa Whitaker. 

Aprono le porte 3 chiese dimenticate del centro storico, colme di stucchi e di memorie. Le dimore disegnate da architetti affacciate sul golfo, i palazzi storici che ricamano mostre contemporanee. Coinvolti, affascinati, innamorati di una città che cambia a ogni angolo. E che continua a offrire inediti e sorprese.

IL FESTIVAL 2022

Al via dunque Le Vie dei Tesori numero 16 a Palermo dove tutto è cominciato nel 2006. Si inizia venerdì 30 settembre (si torna al venerdì, soprattutto per le scuole) fino al 30 ottobre, per cinque weekend, in contemporanea a Catania, dove il festival partirà sabato 1. Fino al 16 ottobre anche a Carini e Cefalù, Ragusa e Scicli e per la prima volta anche ad Alcamo.

A Palermo, ai sabato e domenica si aggiunge di nuovo, dopo tre anni, il venerdì, quando alcuni siti apriranno in particolare per le scuole ma saranno fruibili da tutti. Un movimento di “riappropriazione della bellezza”, che riesce a scrollarsi di dosso le restrizioni del Covid.

L’anno scorso il festival ha comunque sfiorato le 130 mila presenze solo a Palermo che sono diventati 195 mila con le altre città coinvolte, con un indice di gradimento quasi al 90 per cento e un indotto di 5 milioni di euro. E riabbraccia felicemente lo storytelling nei luoghi, le visite condotte dai giovani, la gioia di ritrovarsi, il racconto delle comunità che si riappropriano degli spazi.

Chiesa di Santa Maria di Portosalvo

I LUOGHI A PALERMO

I luoghi sono 88 e spesso si intersecano con le esperienze: alcuni noti, altri inediti. Tra fornaci, cripte, camere dello scirocco, si scoprirà il sottosuolo della città. Si cercherà il cielo dal Piper o sulle Porte della città (Porta Nuova, straordinaria con quella sua guglia di ceramiche su cui svetta l’aquila cittadina e con Porta Felice, un tempo baluardo sul mare). In mezzo resta la città. Le ville e i palazzi storici: a partire da Palazzo Francavilla, affacciato sul Teatro Massimo, un tempo primo avamposto “di campagna” fuori le mura: ci lavorò il Basile, ma anche Civiletti, Ugo e Rutelli.

Il trecentesco Palazzo Galletti di Santamarina che sorse su un tratto delle mura del Cassaro, possiede ancora un ricco impianto di bifore, archi e mensole intagliate: oggi è un luxury hotel e nel rifugio antiaereo è stata realizzata una spa (che è una delle esperienze del festival). Villa La Pompeiana di Mondello che è rinata dopo essere stata considerata per decenni casa dei fantasmi. Villa Lituania, affacciata sull’Addaura e Villa Magnisi con la sua collezione di piante officinali. E ancora, la chiesa degli “aromatari”, i farmacisti di un tempo e Santa Maria di Portosalvo, “mutilata” dal prolungamento del Cassaro a metà ‘500.

Villa La Pompeiana

San Gregorio Papa che sembra sbucare fuori dalle bancarelle del Capo e la piccola Sant’Agnese, cuore pulsante del rinnovamento del quartiere Danisinni e (gradito ritorno dopo tempo) la Cripta delle Repentite, con le tombe segrete delle prostitute diventate monache. Il Convitto Nazionale dove studiò Giovanni Falcone, con il suo spettacolare refettorio che sembra uscito da un libro di Harry Potter. 

Ci si potrà affacciare dai balconi di Palazzo Valguarnera dove l’artista Marco Papa continua il suo lavoro legato alla ricomposizione di miti e storie contemporanee. Alla Chiesa Anglicana si cercheranno le tracce dei Whitaker e degli Ingham, lo Steri si aprirà come un unico complesso monumentale dove seguire percorsi diversi. Ritorna la Casa Massonica con le sue stanze segrete, la collezione di Anatomia dell’Università tra i manichini su cui un tempo si studiava. Si scopre che la città possiede cave sotterranee, le antiche Fornaci di nuovo visitabili. 

Convitto Nazionale

Aprono le porte i teatri (Massimo, Biondo, Politeama), i luoghi della Fondazione Sicilia (Palazzo Branciforte e Villa Zito) e i musei: solo per Le Vie dei Tesori l’Abatellis cuce un unico percorso dedicato alla pittura siciliana di ‘600 e ‘700. L’Oratorio dei Bianchi apre tre sale meravigliose del primo piano, tra cui anche la sala del Fumagalli. Palazzo Mirto, con gli appartamenti del secondo piano.

I luoghi della legalità: sono tanti, a partire dall’aula Bunker del Maxiprocesso (sempre dentro l’Ucciardone, ma con un altro ingresso) dove di solito sono ammessi solo avvocati, giudici e imputati e dove le visite saranno arricchite dal racconto dei cronisti che da tempo seguono i fatti di mafia. La Casa dove visse Padre Pino Puglisi, ucciso esattamente trent’anni fa e la Questura che ha ideato un percorso-memoriale sulle vittime di mafia.

LE ESPERIENZE

Quasi 50 le esperienze davvero speciali. Si scenderà di nuovo (dopo tempo) nei qanat arabi, si potrà andare in barca tra grotte e ninfei sconosciuti, o cercare i contorni della famosa “Sicilia” nell’isola che un tempo era al centro del lago di Maredolce. Dagli ormai abituali (e sempre sold out in poche ore) voli in Piper alle visite in notturna all’Orto Botanico allo yoga al centro buddista Muni Gyana a Pizzo Sella. Si potrà seguire il lavoro delle restauratrici a Palazzo Montalbo, imparare a dipingere il vetro con gli artigiani o scoprire gli affreschi ritrovati nella caserma Ruggero Settimo dove è anche possibile visitare un piccolo museo della guerra.

Terra Franca

Salire dai frati di Santa Maria del Gesù o cercare i nomi celebri sulle tombe del cimitero monumentale. Scoprire costumi d’epoca nelle collezioni private (l’abitazione della giornalista e scrittrice Marcella Croce è un viaggio in Paesi lontani restando a casa), raccolte di maioliche dal tratto squisito, un focus sulle prime edizioni dei “Beati Paoli” allo Spazio Flaccovio. Raggiungere il luogo preferito dai vedutisti di metà Ottocento, scoprire i segreti della “maramma” della Cattedrale o delle tante Rosalie della città, con Giovanni Travagliato, e capire come si possa “rigenerare” la città con l’assessore e professore globetrotter Maurizio Carta. Grandi e piccini entreranno in quel cuore nuovo che è Radici nato in una cartiera dimenticata o da Terra Franca, simbolo del Sacco di Palermo, oggi sede del primo apiario olistico siciliano.

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L’ARTE CONTEMPORANEA

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