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lunedì, 26 Settembre 2022
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Centro Amazzone, un patto per la prevenzione del cancro al seno

L'accordo con diverse strutture sanitarie prevede l’accesso volontario di medici per visite senologiche e diagnosi precoce nella sede del Centro, ma anche l’esecuzione di mammografie con accesso periodico del camper nella sede del Centro a cura dell’Asp

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PALERMO. È stato presentato stamattina nella sede del Centro Amazzone di Palermo il progetto “Donna e ospedale solidale”, a cura dell’associazione Arlenika onlus-Centro Amazzone con il patrocinio dell’Università di Palermo, che prevede un protocollo di intesa fra il Centro Amazzone e i dipartimenti di oncologia degli ospedali di Palermo e provincia. Un progetto unico mai realizzato prima. Si tratta di un patto per la prevenzione del cancro al seno in partnership con l’Arnas-ospedale Civico, l’ospedale Buccheri La Ferla-Fatebenefratelli, l’azienda ospedaliera Policlinico, l’azienda sanitaria provinciale (Asp), gli ospedali riuniti Villa Sofia e Cervello, la Fondazione istituto G. Giglio di Cefalù, la Casa di Cura La Maddalena.

I dipartimenti di oncologia delle strutture sanitarie offrono al Centro un programma di collaborazione relativo alla diagnosi precoce che prevede: l’accesso volontario di medici per visite senologiche e diagnosi precoce nella sede del Centro, l’esecuzione di mammografie con accesso periodico del camper nella sede del Centro a cura dell’Asp, scambi a carattere culturale e scientifico su progetti e temi di attualità relativi al paziente e all’ambito globale della prevenzione. Il progetto aggrega risorse umane e scientifiche fuori dai rispettivi luoghi di cura e di formazione. Punto di congiunzione della sinergia di diversa provenienza è, appunto, il Centro Amazzone che si pone come luogo di incontro tra l’ospedale e il mondo femminile per ridurre al minimo la distanza fisica e anche umana tra il fronte ospedaliero e le pazienti oncologiche nelle strategie della diagnosi precoce. È da sempre riconosciuto che l’individuazione precoce del tumore porti alla guarigione e ciò è possibile se è facile l’accesso della donna alla pratica della prevenzione. L’ambito in cui il progetto si sviluppa è quello storico della lotta multidisciplinare contro il cancro cominciata dal Centro Amazzone nel 1996 con il Progetto Amazzone. L’impegno è produrre una visione della salute in accordo con il cambiamento dei tempi. Da qui l’azione comune delle risorse sanitarie istituzionali e culturali fuori dalle loro mura, in ambiente esterno non ospedaliero come quello del Centro Amazzone, promuove anche una nuova idea di fare salute specialmente in un momento in cui la riflessione sul cancro e sul diritto alle cure è strettamente collegata all’esperienza pandemica da Covid.

Il Centro Amazzone compie così un’azione innovativa di grande significato sociale e di politica sanitaria che sposta la missione del servizio sanitario nazionale in una diversa concezione del rapporto medico-paziente e del territorio in cui entrambi si muovono. Primo obiettivo è raggiungere la popolazione femminile che per diversi motivi, soprattutto di disagio sociale, è esclusa dal beneficio dei progressi della scienza e della medicina. Nel programma messo a punto tra la direzione del Centro Amazzone e i primari delle oncologie ospedaliere e rispettive direzioni, le visite senologiche rientreranno nel percorso globale di prevenzione consolidato negli anni dall’attività del Centro e che comprende anche: consulenza su nutrizione, ambiente e stile di vita, consulenza psicologica, orientamento nel percorso di malattia, incontri su questioni climatiche e pandemia da Covid, laboratori teatrali aperti a tutte le donne di qualunque età a partire da 18 anni.

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