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venerdì, 7 Ottobre 2022
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“E si va via!”: uno studio e un museo sull’emigrazione in Sicilia

Il 15 maggio a Valguarnera sarà inaugurato il sito che esporrà la documentazione di mezzo secolo di storia della Sicilia. L'annuncio alla conferenza di Usef con Carse e Filef, ieri a Palermo, dal titolo "On the road again"

Alessia Rotolo
Alessia Rotolo
Ama Palermo e il centro storico, i tre mercati, i quattro mandamenti, il Genio e la Santuzza. Segue con passione i processi partecipativi di riqualifica della città nati dal basso che stanno pian piano cambiando il volto di Palermo rendendola sempre più affascinante. Scoprire storie e raccontarle è la sua migliore capacità dettata da una passione incessante per il mestiere di giornalista

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PALERMO. Un’iniziativa volta a capire e approfondire l’emigrazione italiana al giorno di oggi. Si è tenuta ieri venerdì 6 maggio a Palermo dal titolo “On The Road Again”, promossa dall’USEF, l’Unione siciliana emigrati e famiglie, in collaborazione con il CARSE e dalla FILEF, con il patrocinio non oneroso dell’Assessorato regionale della Famiglia delle Politiche Sociali e del Lavoro. Ad introdurre e coordinare l’iniziativa, il segretario generale dell’USEF Salvatore Augello ed il segretario dell’USEF provinciale Palermo Pino Apprendi.

Si è partiti dalla ricerca di Pietro Lunetto e Marco Crispigni entrambi ricercatori che operano in Belgio. Uno studio che affronta problemi, cause e conseguenze dell’ultima ondata di emigratoria, che presenta aspetti completamente diversi rispetto alle ondate precedenti. Una giornata di intenso lavoro, che rinnova l’impegno costante di associazioni come l’USEF la FILEF ed il CARSE, che continuano a seguire l’emigrazione, aggiornando attraverso specifiche ricerche analisi e metodi di intervento, cercano di seguire l’evoluzione questo dramma. Poi, l’intervento di Stefano Edward, collaboratore de Il Mediterraneo 24, che ha arricchito con la sua prospettiva la riflessione sul tema.

«In Sicilia stiamo perdendo popolazione – dice il dottor Augello -. Siamo al di sotto dei sei milioni di abitanti, i paesi dell’entroterra si spopolano di anno in anno e ormai sono diventati delle case di riposo a cielo aperto. Questa è un’ipoteca sul futuro, non ci sarà ricambio generazionale. Anche se è una nuova ondata le motivazioni che la animano sono sempre uguali, la mancanza di lavoro, il precariato, il lavoro sottopagato, gli studenti che studiano al nord o fuori dall’Italia poi è difficile che rientrino. Questo ci impone una riflessione sul nuovo ruolo delle associazioni che si occupano del fenomeno, dobbiamo avere un nuovo ruolo, deve cambiare l’analisi, l’organizzazione e il tipo di intervento. La politica ormai da più di dieci anni si disinteressa della questione, non ne parla più e non è una priorità nelle agende».

Durante la giornata è stato annunciato che il 15 maggio in Sicilia e più precisamente a Valguarnera sarà inaugurato il Museo dell’Emigrazione, con documentazione che racconta mezzo secolo di storia della Sicilia.

«Sono tanti i giovani con skill elevate che lasciano la Sicilia – ha detto la dottoressa Mariarita Signorino, che sostituiva l’assessore Scavone – occorre innovare la normativa per renderla più contemporanea, che affronti la nuova fenomenologia dell’emigrazione asimmetrica. Serve una legge innovativa, su questo si sta ancora lavorando, però quello che posso garantire è che presto nascerà la consulta sulle migrazioni, una nuova struttura regionale».

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