A Palermo studenti, famiglie, bambini e soprattutto lavoratori bloccano le strade alzando la voce per salvare la Palestina. Un corteo di più di trentamila persone, scuole, bambini che gridano “Stop genocidio”, “Palestina libera”, “Non sono gli arabi che muoiono, ma gli umani” e chiedono al governo Meloni di dare un vero senso ai diritti umani.
Il bisogno di pace richiede di mobilitarci contro le armi
Molti lavoratori dicono di rifiutare di lavorare, pagare le tasse e di contribuire a un’economia che serve per acquistare le armi. Aziende, dirigenti e subordinati gridano per circa quattro ore per esprimere il loro disaccordo sulla guerra di Gaza e la complicità dell’occidente. Perché non vogliamo vivere in un mondo dove la guerra è l’unico modo di risolvere i conflitti, dove le storie belle per fare dormire i bambi non ci sono.
Palermo, dunque, con tutto cuore è con la Palestina che sta vivendo sulla pelle il genocidio da parte di Israele. Stiamo lottando non solo per la Palestina, ma per il mondo perché stiamo vedendo anche le cose che la Russia sta facendo a Ucraina. Vogliamo la pace perché la guerra serve solo alla distruzione e noi vogliamo un mondo di costruzione.
Ngabia Alex Dimitri
Mamadou Alpha Diallo
(Redazione del “Sai Palermo Young”)








