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lunedì, 5 Dicembre 2022
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Dopo il carcere, un contratto da cameriere: la rinascita di Giuseppe comincia così

Una vita nuova per il giovane grazie all'assunzione della coop "Rigenerazioni", nata nel segno di Cotti in Fragranza. E quella promessa di riscatto fatta alla sua famiglia

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PALERMO. <<Per me ho già fatto bingo!>>. Basta un contratto a tempo determinato ad illuminare lo sguardo di Giuseppe Barone, 31 anni, palermitano, che stringe forte a sé la moglie Giada e la sua bambina Vita. << Sono uscito il 30 agosto dal carcere dove ho finito di scontare la pena detentiva con questo contratto da cameriere firmato mentre stavo finendo di scontare il mio debito in carcere con la società- racconta- ed avevo deciso che, pur amando la mia città sarei andato via perchè qui non c’è lavoro, si viene sfruttati e si lavora in nero>>. Le tante vite di una stessa vita, Giuseppe Barone rimodula valori e priorità. <<Ho fatto anche volontariato al Centro Padre Nostro a Brancaccio – spiega Giuseppe – durante il mio percorso di semilibertà ed è stata un’esperienza che mi ha servita molto per rimettermi in discussione e restituire con il mio servizio il male reso alla società in quella che è stata la mia vita precedente>>.

E’ la cooperativa “Ri gnerazioni”, riconosciuta lo scorso settembre “ambasciatrice di impresa civile” per il laboratorio di pasticceria “Cotti in fragranza” nato sei anni fa tra le mura del carcere per minori Malaspina a Palermo e per la pizzeria-ristorante “Al Fresco”, dove lavorano ragazzi ex detenuti, ad offrirgli un’opportunità di riscatto. Le responsabili della cooperativa, Lucia Lauro e Nadia Lodato, rispettivamente assistente sociale e mediatrice penale, se da un lato, hanno acquisito nel loro bagaglio professionale la profonda capacità d’ascolto, dall’altra non hanno resistito alla scommessa di mettere intelligenza e cuore per dare sostanza al desiderio di riscatto di chi, dopo aver saldato il proprio debito con la giustizia ed anche durante lo stato di esecuzione di pena, intende rimettersi in gioco nel segno della legalità. Le sfide, il loro pane quotidiano ri-generando vite e persone. Dal carcere Malaspina all’inserimento nella Lonely Planet, la guida turistica più famosa al mondo; “Al Fresco”, immerso tra piante di gelsomini e pomelie nel quartiere Ballarò, profuma di libertà. Qui i ragazzi della cooperativa hanno restituito alla città uno spazio abbandonato da anni ridandogli una seconda vita con la creazione del ristorante-pizzeria. Con il progetto “Svolta all’Albergheria” con il sostegno della Fondazione “Con il Sud”, si ampliano gli orizzonti con la realizzazione di una struttura extra-alberghiera dove lavoreranno anche le detenute ed i detenuti del carcere Pagliarelli e dell’ Ucciardone con percorsi d’inclusione lavorativi che prevedono tirocini formativi. <<La Cooperativa Rigenerazioni Onlus, capofila del progetto, dopo solo 6 mesi dall’avvio del progetto ha già assunto quattro persone, impegnate quotidianamente nelle attività di Cotti in Fragranza e nelle attività di ristorazione correlate al suo bistrot – spiega Nadia Lodato, coordinatrice del progetto -. È in atto un lavoro di grande sinergia con gli enti Istituzionali coinvolti che hanno in carico le persone in esecuzione di pena: L’Istituto Penale per il Minorenni di Palermo, l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Palermo, la Casa Circondariale Pagliarelli Lo Russo, la Casa di Reclusione Ucciardone Di Bona, l’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna>>.

Focus del progetto, la possibilità di creare un percorso concreto che mette al centro le abilità e le risorse delle persone cercando di connettere il territorio e il carcere con l’obiettivo di porre le basi per una comunità attenta, responsabile, in ascolto. Il progetto “Svolta all’Albergheria! Da Ballarò alle periferie per una comunità riparativa” incontra la città di Palermo, mercoledì 19 ottobre con il primo Jail Career Day, la giornata di matching tra aziende e persone in esecuzione di pena con l’intento di dare occhi nuovi a chi fa impresa. << All’evento partecipano le persone profilate e inserite in percorsi di professionalizzazione e supporto all’imprenditorialità, realizzati in collaborazione con Next – Nuove Energie X il Territorio – spiega Nadia Lodato – oltre a essere occasione di incontro tra le persone coinvolte nel progetto e le aziende siciliane con l’obiettivo di supportare l’inserimento lavorativo in settori come quello della ristorazione o dell’edilizia, punta a sensibilizzare la comunità tutta sull’importanza dei processi di inclusione socio-lavorativa delle persone accompagnate nel percorso di reinserimento>>.

Senza alcuna retorica buonistica perché ogni impresa, anche quella sociale, deve far quadrare i conti e “Al Fresco”, basti un dato, lo scorso anno ha chiuso con un fatturato di circa 700mila euro ed è un ottimo risultato per un’azienda fuori dagli schemi convenzionali. <<È davvero necessario generare un circolo virtuoso che fa bene alle persone coinvolte, alle imprese e, non ultimo, alla società civile: nelle carceri siciliane solo 2.029 detenuti su 5.972 hanno un impiego – chiosa la coordinatrice del progetto – ma i dati ci dicono che fra i detenuti che lavorano all’esterno, meno di un quinto torna a delinquere>>.

Il primo Jail Career Day, che si terrà mercoledi 19 ottobre dalle 16, presso lo Scalo 5B , Lisca Bianca, in via Anwar Sadat n. 13 Padiglione 5B, offre alle aziende la possibilità d’informarsi sulle possibilità e sui vantaggi derivanti dalle assunzioni di soggetti semiliberi o in esecuzione di pena. In particolare, le imprese che decidono di avviare dei percorsi di assunzione con i soggetti in esecuzione di pena, possono ottenere un credito d’imposta pari all’80% o 90% per ogni lavoratore assunto (legge Smuraglia). Per Giuseppe Barone e la sua famiglia, un nuovo inizio. <<Ho fatto una promessa alla mia famiglia che non sarei più tornato a delinquere e, a qualsiasi costo, l’avrei mantenuta onestamente>>. Parole come pietre e Giuseppe ci mette la faccia. Per l’intervista non ha voluto né un nome di fantasia, né le sue iniziali <<perché -dice- è vero ho sbagliato, ho pagato e adesso mi sto rialzando>>.

Giuseppina Messina

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