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venerdì, 7 Ottobre 2022
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La grotta di San Giovanni tra storia e bellezza paesaggistica

Nella preistoria era un luogo abitato, a pochi chilometri da Sambuca di Sicilia. I ripari sono caratterizzati da incisioni e vari grafemi. Iniziato uno studio multidisciplinare di arte rupestre e astronomia culturale

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SAMBUCA DI SICILIA. Al tramonto, dal suo interno, il cielo si tinge di rosa ed il lago Arancio riflette gli ultimi raggi solari, che durante la giornata hanno scaldato i vigneti che circondano le sue sponde. Nella grotta di San Giovanni, nella preistoria, i nostri antenati ci hanno pure abitato. Un luogo straordinario a pochi chilometri a sud del centro abitato di Sambuca di Sicilia nella provincia Agrigento, sulle pendici sud-occidentali del Cozzo Don Paolo.

Il sito più ricco di incisioni lineari del bacino mediterraneo

I ripari di San Giovanni sono caratterizzati da numerose incisioni costituite da linee verticali e vari grafemi – spiega Andrea Orlando, archeoastronomo dell’IASquali il triangolo attraversato da un solco verticale all’interno, una figura che viene spesso considerata una vulva. In particolare – aggiunge – la parete di fondo del riparo A è interessata da una serie di circa 400 incisioni lineari e geometriche e piccole figure dipinte con pigmento rosso. Mentre nell’adiacente riparo B – prosegue – si trovano pitture rupestri più complesse, a schema geometrico e tracciate in nero su fondo rosso. Il riparo C, che è la grotta naturale, non possiede al suo interno incisioni rupestri, ma possiede una interessante polla d’acqua. I ripari di San Giovanni sono caratteristici e diremmo unici per l’esorbitante numero di incisioni lineari. Di fatto possiamo parlare di questo luogo come il più ricco sito con incisioni lineari non solo in Italia ma nell’intero bacino mediterraneo. Queste incisioni lineari, chiamate polissoire – conclude – vengono solitamente datate dal Paleolitico”.

Alcune delle incisioni lineari presenti nel riparo (Ph. Andrea Orlando)

Avviato uno studio multidisciplinare di arte rupestre e astronomia culturale

In questo sito preistorico, dal giugno 2021 è iniziato uno studio multidisciplinare di arte rupestre ed astronomia culturale condotto da una equipe formata da diversi scienziati, tra cui gli archeologi preistorici Fabio Cavulli dell’Università Napoli Federico II, Domenico Lo Vetro dell’Università di Firenze, Domenica Gullì della Soprintendenza di Agrigento e l’archeoastronomo Andrea Orlando dell’IAS. Lo studio completo sui ripari sarà presentato al convegno annuale dell’IIPP, che si svolgerà a Siracusa nel prossimo mese di ottobre 2022.

Il team multidisciplinare negli ultimi due anni ha effettuato i rilievi di tutte le incisioni e pitture rupestri, utilizzando diverse moderne tecniche di indagine. “Con l’ausilio di droni, sfruttando la tecnica della fotogrammetria – spiega Andrea Orlando, archeoastronomo – verranno anche ricostruiti i ripari in 3D. Infine, lo studio legato all’astronomia culturale ha portato a studiare l’orizzonte terrestre occidentale, al fine di comprendere se alcuni rilievi possono essere stati utilizzati come riferimenti calendariali”.

L’attività di studio e ricerca è sostenuta dal Comune di Sambuca di Sicilia, la cui amministrazione ha molto a cuore il proprio patrimonio culturale e ha attivato recentemente diverse attività atte a valorizzare il suo grande patrimonio storico ed archeologico.

Caterina Ganci

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