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lunedì, 26 Settembre 2022
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La Casa delle Ninfee, rinasce la serra liberty del Giardino Inglese

Il progetto prevede di affidare la gestione a un gruppo di persone, sei in tutto, con disabilità intellettiva coordinate da un terapista e da un botanico

Alessia Rotolo
Alessia Rotolo
Ama Palermo e il centro storico, i tre mercati, i quattro mandamenti, il Genio e la Santuzza. Segue con passione i processi partecipativi di riqualifica della città nati dal basso che stanno pian piano cambiando il volto di Palermo rendendola sempre più affascinante. Scoprire storie e raccontarle è la sua migliore capacità dettata da una passione incessante per il mestiere di giornalista

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PALERMO. Una serra liberty ristrutturata in piano centro a Palermo, piena di affascinanti ninfee colorate e gestita da un gruppo di ragazzi. È questo il progetto che si è sviluppato attorno ad una serra del Giardino Inglese di Palermo completamente abbandonata e vandalizzata e che come una fenice potrebbe eben presto rinascere, più bella di prima, dalle sue ceneri.

Palermo è una città che si nutre di sognatori visionari e grazie alla loro caparbietà che spesso il tessuto urbano e sociale di questa città si è trasformato, migliorato, arricchendosi di bellezza e di progetti. Questi visionari però si trovano spesso a lottare contro la burocrazia farraginosa e la quasi assenza di fondi. Una di queste realtà che come un salmone risale controcorrente i fiumi ostili delle contrarierà, è Vivi Sano, Associazione di promozione sociale che ha realizzato diversi progetti di utilità sociale in Sicilia, dal Parco della Salute al Foro Italico al Parco dei Suoni.

Da qualche tempo, una nuova ed entusiasmante sfida anima l’associazione, che ha preso in carico la splendida serra liberty del Giardino all’Inglese progettato da Ernesto Basile. La serra è stata data in affidamento dal Comune di Palermo e in progettazione condivisa con gli uffici regionali della Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali. Per essere resa fruibile il progetto prevede un’opera di restauro, di valorizzazione e di mantenimento d’uso di un bene comune di alto pregio storico e architettonico, oggi – come abbiamo già detto – in stato di totale abbandono e più volte vandalizzato. Il progetto cucito addosso alla serra prevede una durata di otto anni e la realizzazione di una “serra fredda” progettata nelle sue funzioni fondamentali insieme all’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Palermo e allo Studio Provenzano Architetti Associati.

Il progetto di restauro intende assicurare il mantenimento della destinazione d’uso originaria del manufatto ed il rispetto dei suoi caratteri storico-artistici e tiene conto anche delle tematiche legate alla sostenibilità ambientale (risparmio energetico, contenimento/ abbassamento emissioni Co2) e della rigenerazione urbana. L’intervento di riqualificazione d’uso e di valorizzazione del bene agiranno come condensatori per la promozione di attività a carattere socio-culturale e inclusive.

La serra, non riscaldata artificialmente, sfrutterà il calore del sole per creare al suo interno la temperatura ideale per la vita delle piante. L’aspetto di inclusione sociale non è secondario rispetto al recupero di un bene architettonico e alla messa in campo del progetto. L’idea progettuale infatti, prevede di affidare la gestione della serra ad un gruppo di persone, sei in tutto, con disabilità intellettiva coordinati da un terapista e da un botanico. Vivi Sano infatti, si prende cura da dieci anni di persone con Bisogni Educativi Speciali – compresi minori e giovani con disabilità e/o con Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

I sei giovani, durante il restauro del manufatto, verranno formati alla gestione delle diverse specie di piante che la serra ospiterà – ninfee, le piante acquatiche e le succulente non spinose abbinate a diversi esemplari afferenti al genere Plumeria – al fine di avviare un’attività vivaistica che contribuirà alla sostenibilità economica, sociale ed ambientale del progetto denominato “la Casa delle Ninfee”.

La proposta progettuale prevede inoltre l’organizzazione di attività collaterali di inclusione che valorizzino il bene coinvolgendo scuole, famiglie e territorio.
Nello specifico, i laboratori didattici inclusivi saranno rivolti a bimbi e ragazzi di tutte le età, dalla scuola Primaria alla Secondaria di Primo e Secondo grado, con attività specifiche e diversificate in base al target.

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