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mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Nel laboratorio del Malaspina giovani a lezione da uno chef 3 stelle Michelin

Grazie a Cotti in Fragranza, il laboratorio di prodotti da forno nato all’interno del carcere minorile di Palermo, nasce la Torta croccante al pistacchio. Una ricetta originale dello chef abruzzese Niko Romito

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PALERMO. Cotti in Fragranza, il laboratorio di prodotti da forno nato all’interno del carcere minorile Malaspina di Palermo, lancia un nuovo prodotto realizzato artigianalmente con ingredienti del territorio: la Torta croccante al pistacchio. Si tratta di una ricetta originale dello chef abruzzese 3 stelle Michelin Niko Romito, che ha reinterpretato la “sbrisolona”, torta tipica della tradizione settentrionale, con materie prime siciliane.
Una collaborazione avviata a luglio 2019 con un periodo di formazione direttamente a Castel di Sangro, destinato a proseguire all’interno del laboratorio dell’istituto penale per minorenni Malaspina e per affiancare gli “spin-off” di Cotti in Fragranza: il bistrot Al Fresco (per quanto riguarda la panificazione, fiore all’occhiello del menù) e lo spazio rigenerato di Casa San Francesco, con il progetto “Svolta All’Albergheria”, finanziato da Fondazione CON IL SUD.

Poter collaborare con lo chef Romito, imparando insieme a lui tutte le fasi della preparazione della Torta croccante, è stata per i nostri ragazzi un’esperienza molto importante” racconta la responsabile del progetto Nadia Lodato. “La sua attenzione, cura e amore per gli ingredienti sono stati un esempio per il nostro laboratorio. Lavorare con uno uno staff altamente qualificato trasmette, inoltre, ai nostri giovani colleghi la consapevolezza di poter stare a fianco dei migliori, di poter realizzare cose eccellenti e di volgere lo sguardo verso un futuro accogliente e carico di possibilità.” 

Soddisfazione anche nelle parole dello chef, che commenta: “La formazione, la conoscenza, il sapere e il saper fare, sono l’unico vero ascensore sociale del mondo che verrà. Per i ragazzi che oggi si trovano in un carcere minorile, la formazione può diventare l’opportunità di riscatto, di cominciare a scrivere un capitolo nuovo della loro vita, il primo di tanti. Nel 2018 ho fatto un viaggio in Bolivia, ho incontrato bambini e ragazzi con un passato difficile, con una vita in bilico tra il buio e luce. Gli ho insegnato a fare il pane e gli ho raccontato la mia storia. Loro mi hanno fatto un regalo; mi hanno promesso che la loro storia me la racconteranno la prossima volta ci vedremo. Bisogna dare ai giovani la speranza e poi fornirgli gli strumenti per crederci e costruire il loro futuro. Questo per me è il senso profondo della formazione.” 

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