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mercoledì, 6 Luglio 2022
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Mamme straniere mai più sole: la mano tesa dal Ciai

Al via a Palermo “Mano nella mano”, in collaborazione con l'associazione Donne di Benin City: inclusione, orientamento e formazione, ma anche una ludoteca in cui poter lasciare i figli per poter seguire le attività e beneficiare dei servizi

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PALERMO. A Palermo sono tante le giovani madri fragili non integrate nella vita sociale. Diventare mamma per loro è stato un percorso spesso traumatico, di grande solitudine e pieno di paure per il futuro. Sono donne straniere sole, inoccupate, con figli a carico. Sono ex vittime di tratta, o ragazze arrivate in Italia come MSNA (Minori Stranieri Non Accompagnati); ma sono anche mamme che vivono in famiglia ma in totale assenza di relazioni verso l‘esterno. Le ragioni di una vita ai margini sono principalmente le barriere socio-culturali e linguistiche, che impediscono l’accesso ai servizi del territorio (sociali, sanitari ed educativi). A queste, mamme, in prevalenza africane, residenti nella provincia di Palermo, CIAI (Centro Italiano Aiuti all’Infanzia) vuole dare la mano attraverso azioni di sostegno e accompagnamento che contribuiscano alla loro autonomia e ad un’inclusione effettiva. “Vivo nel buio” ci hanno detto alcune di loro, un buio da cui Mano nella Mano vuole farle uscire affinché loro stesse possano condurre verso la luce i propri figli e figlie .

Il progetto è realizzato in partnership con l’associazione “Donne di Benin City”, composta da donne vittime di tratta che conoscono bene i bisogni, le paure e le modalità per avvicinare altre donne in condizioni simili a quelle che loro stesse hanno vissuto, SEND (agenzia per il lavoro e la mobilità internazionale), e booq (bibliofficina di quartiere).

LE ATTIVITA’
Queste le azioni principali attraverso le quali si sviluppa il progetto.
-alfabetizzazione linguistica, perché la conoscenza di base della lingua italiana è il primo elemento necessario per potersi integrare;
-formazione alla genitorialità, perché essere madri è un compito difficile soprattutto in situazioni così delicate;
-formazione su salute riproduttiva e sessuale perché è necessario conoscere, grazie agli esperti, il proprio corpo, avere informazioni sulla prevenzione e tutela della salute sessuale, di quella materno infantile, gli effetti di uso di alcool o droghe;
-sportello di orientamento, attivo 2 giorni a settimana con la presenza di mediatrici linguistiche, che ha il compito di prendere le donne per mano per orientarle ai servizi sul territorio, dalla la registrazione all’anagrafe dei bambini alla scelta del pediatra, dalle possibilità di accesso ai bonus famiglia-scuola, accesso e ai sussidi ai servizi legali o di supporto psicologico, etc. Per consentire alle donne di partecipare alle diverse attività viene inoltre organizzata una ludoteca per i bambini, per intrattenerli con attività educative e ricreative.

«Mano nella mano è oggi in una fase pilota che si chiuderà a settembre – spiega Giulia Di Carlo, responsabile CIAI a Palermo –. Intanto abbiamo avviato una raccolta fondi affinché diventi una vera e propria linea progettuale di empowerment per le mamme. Abbiamo già ricevuto una risposta positiva da privati e aziende che ci fa essere positivi verso il futuro. È particolarmente significativo che il progetto sia stato messo a punto e sia implementato in partnership con un’associazione di donne straniere che ci possono guidare nella identificazione delle reali problematiche che le madri a cui si rivolge devono affrontare; prima di avviarlo abbiamo fatto una ricerca, un’analisi di contesto, con attori chiave e donne: le attività proposte e le modalità di conduzione del progetto si basano proprio su ciò che ne è emerso. “Mano nella mano” è un progetto innovativo perché affronta anche tematiche che fino ad ora non sono state mai prese in considerazione con questo tipo di target».

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