17.5 C
Palermo
martedì, 16 Aprile 2024
HomeBuone notizie“Mano nella Mano” con le donne di Palermo. Non solo l'8 marzo

“Mano nella Mano” con le donne di Palermo. Non solo l’8 marzo

Giunge alla seconda edizione del Progetto del CIAI al via nei giorni scorsi: intende rispondere all’esigenza di inclusione sociale di donne e ragazze straniere - molte di loro rifugiate -, ai margini della società a causa di barriere linguistiche e socio-culturali

Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
spot_img
  • arietegemelli width=cancro
    leoneverginebilanciascorpione
    sagittariocapricornoacquariopesci
spot_img

PALERMO – Parte “Mano nella Mano” al fianco di ragazze e donne straniere o rifugiate che necessitano protezione con o senza figli. Si tratta della seconda edizione del Progetto dell’Ente del Terzo Settore CIAI (Centro italiano aiuti all’infanzia) di Palermo che ha preso avvio pochi giorni fa.
“Mano nella Mano” è nato per rispondere all’esigenza di inclusione sociale di donne e ragazze straniere – molte di loro rifugiate – che, a causa di barriere linguistiche e socio-culturali, si tengono ai margini della società. 

Il progetto è rivolto a 60 donne residenti nella provincia di Palermo che necessitano di protezione: molte di loro sono madri, che quasi sempre non hanno un lavoro; tante sono vittime di tratta e qualcuna rientra nella categoria dei MSNA (Minori Stranieri Non Accompagnati).

“Sono donne che non hanno gli strumenti per poter godere dei loro diritti e accedere ai servizi socio-sanitari ed educativi – afferma Chiara Signore, coordinatrice dei programmi CIAI a Palermo – a causa di barriere linguistiche, socio-culturali e talvolta anche burocratiche”.

CIAI si è posto l’obiettivo di supportarle, lavorare insieme a loro per far emergere le loro potenzialità, accompagnandole nello sviluppo di strumenti che le conducano verso l’autonomia nella comunicazione orale, nella comprensione del contesto socio-culturale in cui si trovano, nell’orientamento e inserimento lavorativo e nell’accesso ai servizi territoriali.

In particolare, le donne vengono seguite attraverso laboratori di apprendimento della lingua italiana, con un approccio pratico ed esperienziale; attività di sensibilizzazione su questioni di salute (soprattutto quella riproduttiva), guidate da personale sanitario e nel rispetto della loro sensibilità e cultura; con l’accesso allo sportello di orientamento ai servizi territoriali dove potranno avere informazioni e indicazioni su questioni molto pratiche come la registrazione dei propri figli all’anagrafe, la richiesta della residenza. la scelta del pediatra, l’accesso ai sussidi e ai diversi bonus. Inoltre, l’accompagnamento avviene anche attraverso un supporto psicologico, servizi di tipo legale e percorsi di inserimento lavorativo. Considerato che molte di loro sono mamme è previsto anche un servizio di child care, per consentire loro di partecipare alle attività proposte.

“Prima di partire con questa nuova edizione del progetto – precisa Elisabeth Nicoletti che svolge il ruolo di facilitatrice di ‘Mano nella Mano’ – abbiamo analizzato con le associazioni con cui avevamo già lavorato e con diverse donne, quali erano realmente le esigenze più sentite e, quindi, quali aspetti approfondire e privilegiare, rispetto ad altri. In questo modo, possiamo offrire servizi sempre più pertinenti ed efficaci.”

“Mano nella Mano” è finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e sostenuto grazie alle donazioni di privati, aziende, fondazioni ed enti. L’ente capofila è il CIAI mentre il partner di progetto è l’Agenzia per il lavoro SEND. A collaborare sono pure l’associazione di volontariato Donne di Benin City Palermo e bibliofficina di quartiere Booq.

spot_img

Leggi anche

spot_img
spot_img

Ultime notizie

spot_img

Twitter

spot_img