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mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Felicia Impastato raccontata dalla nipote: “Una donna fortissima che vinse la sua battaglia”

Presentato a Villa Filippina, nell'ambito di "Una marina di libri" il volume di Mari Albanese e Angelo Sicilia “Io, Felicia. Conversazioni con la madre di Peppino Impastato”, un progetto per le generazioni future

Alice Marchese
Classe 1998, giornalista pubblicista, laureata in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Racconta storie di giovani migranti, donne e progetti che vedono protagonista la Sicilia e non solo. Scrive anche per altre testate online

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PALERMO. La descrive come “una donna fortissima che vinse la sua battaglia”. Luisa Impastato ricorda così la nonna Felicia, in occasione della presentazione del volume “Io, Felicia. Conversazioni con la madre di Peppino Impastato”, edito da Navarra, presentato a Villa Filippina in occasione della 12esima edizione de “Una marina di Libri”. L’evento letterario coinvolge Palermo e porta i suoi cittadini alla scoperta di testi che impreziosiscono la loro conoscenza. Il volume racchiude conversazioni intrattenute con Felicia, mamma di Peppino Impastato. Tra gli ospiti, anche Teresa Mannino, celebre comica siciliana e moderatrice dell’incontro con gli autori del libro Mari Albanese e Angelo Sicilia. A donare la sua testimonianza anche Luisa Impastato, nipote di Felicia e di Peppino. A completare la presentazione le letture di Pamela Vassallo e Maria Grazia Maggio

“Io, Felicia. Conversazioni con la madre di Peppino Impastato”

Sono passati vent’anni da quando Mari e Angelo si sono recati per la prima volta a Cinisi. Giovanissimi, si sono ritrovati lì in un periodo di considerevole fermento politico. Dopo la visione del famoso film “I 100 passi”, Mari Albanese si è avvicinata alla storia di Peppino Impastato, il giornalista, conduttore radiofonico di radio Aut e attivista italiano ucciso da Cosa Nostra. La figura di Peppino è stata resa nota col passare del tempo, mentre di “Mamma Felicia” non si conosceva molto.
Lui è stato ucciso il 9 maggio del 1978, lo stesso giorno di Aldo Moro come ricorda Teresa Mannino, che aveva soltanto 8 anni quando si sono verificati i tragici eventi. La mamma invece è venuta a mancare nel 2004 dopo due anni dalla condanna all’ergastolo di Gaetano Badalamenti. Come afferma l’autrice, Felicia se ne andò in pace davvero.

L’obiettivo è parlare alle generazioni future

Nel momento in cui Mari ha incontrato Felicia nella sua casa a Cinisi, ha sentito la necessità di tornare per approfondire la storia. Insieme ad Angelo, ha trascorso innumerevoli pomeriggi con lei. Si è instaurato sin da subito un rapporto di fiducia e i due autori hanno raccolto tantissime testimonianze attraverso interviste e registrazioni. Non avrebbero mai immaginato che potesse diventare un progetto editoriale: il loro unico obiettivo è stato quello di dar voce ad una donna che con il suo linguaggio musicale, la sua grandezza spirituale, il rigore e soprattutto la sua ironia, ha parlato ad intere generazioni con una forza indescrivibile. “Aveva la dote sorprendente di adattare il suo modo di comunicare in base alla persona con cui interloquiva e sapeva parlare ai giovani”, raccontano. I due autori hanno scelto di non tradurre il suo dialetto. Rendere le sue frasi in italiano per facilitarne la comprensione era un po’ come spogliarla della sua stessa grandezza.
Dopo vent’anni, Mari e Angelo hanno compreso che dovevano consegnare questo tesoro alle generazioni future e spiegare a chi non conosce di non essere mai indifferente.

Il ricordo della nipote: “Nonna Felicia ha vinto”

Luisa Impastato ha curato la prefazione del libro ed è intervenuta alla presentazione raccontando diversi aneddoti sulla nonna Felicia. In ogni storia su di lei emerge il suo senso di giustizia e il coraggio di scoprire la verità per combattere con tutta se stessa contro l’organizzazione mafiosa che le ha strappato il suo adoratissimo figlio.
La nipote ha spiegato l’importanza di far comprendere ai suoi figli cosa è successo a Peppino Impastato. “E’ giusto che i miei figli sappiano chi era mio zio, qual era la sua battaglia e soprattutto come la nonna lottava contro le ingiustizie. Quando ho raccontato ai miei figli che sono davvero piccoli ho detto: ‘Così lo zio Peppino provò con il suo coraggio a sconfiggere i cattivi, che si chiamavano mafiosi‘, mio figlio rispose: ‘E io questi mafiosi li sconfiggerò con il super potere di Geko!’. Ho descritto la nonna come una donna fortissima che non si è mai arresa di fronte a nulla,  uno di loro mi guardò e disse: ‘Allora la nonna ha vinto!‘”.

Teresa Mannino ospite a Villa Filippina per “Una marina di libri”

Teresa Mannino aveva 8 anni quando Peppino Impastato fu ucciso. Era il 2018 quando l’attrice disse all’Albero Falcone: “Palermo che è una città piena di suoni è rimasta muta. Siamo rimasti tutti muti, c’era un silenzio irreale. La mafia ci aveva tolto le parole”. La pubblicazione di questo libro il primo luglio ha reso possibile ai lettori sensibili a questo argomento di documentarsi e di fare così la conoscenza di uno dei volti che ha scritto la storia della resistenza contro la Mafia.
Emozionatissima, Teresa Mannino ha moderato l’incontro e attraverso le sue domande ha fatto emergere degli aspetti di Felicia che hanno incuriosito e commosso i presenti. “Felicia è una donna indomita, con un dolore che le ha squarciato il petto ma con un enorme sorriso. Il suo agire è scolpito nella storia: con la paura paralizzante che non le permetteva di ascoltare il figlio durante le trasmissioni radiofoniche, ma con lo sguardo proiettato al futuro e alle nuove generazioni“.

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