di Eugenia Di Salvo
PALERMO
In Sicilia le startup non mancano, ma i capitali sì. Se nell’isola si concentra circa il 4,5% delle startup innovative italiane, la capacità di raccogliere investimenti professionali (Venture Capital) crolla allo 0,5% nazionale. Un divario enorme che il Palermo Innovation Center (PATIC) vuole colmare.Danilo Mazzara, esperto di innovazione con 25 anni di carriera in Accenture e fondatore di SkillForEquity, tra i promotori dell’iniziativa, nei giorni scorsi, ai Cantieri Culturali della Zisa, ha raccontato il progetto a giovani imprenditori e startup del territorio.
Che cos’è PATIC e come partecipare
PATIC nasce dalla sinergia traSispi, Comune di Palermo e Regione Siciliana, con il supporto tecnico di Zest, il principale operatore privato di early stage in Italia, eSkillForEquity. Il programma offre un percorso intensivo di 3-4 mesi focalizzato su: validazione del business model: per capire se l’idea regge il mercato; metriche di trazione: per dimostrare con i numeri che il progetto cresce; fundraising: la preparazione cruciale per incontrare gli investitori.
La call è aperta fino al 31 maggio, per candidarsi bisogna iscriversi compilando questo form. Su circa 400 startup censite nell’isola, ne verranno selezionate 24 per un Selection Day, con l’obiettivo di portarne almeno 10 nel percorso di accelerazione. “Non è una passeggiata”, avvertono gli organizzatori: al Demo Day finale arriveranno solo i progetti davvero pronti per il mercato.
Il gap da colmare: dagli “eroi” ai professionisti
“In Sicilia fare startup significa essere eroi“, ha esordito Danilo Mazzara. Il problema non è la mancanza di idee, ma la difficoltà di “mettere a terra” i progetti e renderli appetibili per i grandi investitori.
Tra il 2018 e il 2024, su 6 miliardi di euro investiti in Italia, la Sicilia ha raccolto le briciole. Eppure, le eccezioni eccellenti ci sono: tre founder presenti all’evento — Alessandro Balsamo (Develop), Manfredi Domina (SmartWorld) e Marco Gammardella (Kepler) — hanno raccolto da soli 12 milioni di euro, circa un terzo di tutta la raccolta regionale degli ultimi cinque anni. Hanno raccontato le loro esperienze e fornito consigli utili ai ragazzi universitari presenti alla presentazione.
Marco Gammardella ha evidenziato come gli investitori abbiano spesso necessità e obblighi di investire al Sud, precisando che “loro hanno bisogno di investire, non ci stanno facendo una cortesia“.
La chiave, però, resta la qualità delle persone. L’idea può cambiare tre volte in tre mesi (il cosiddetto pivot), ma un team solido e impegnato al 100% è ciò che convince davvero chi firma gli assegni.
Alessandro Balsamo ha invece raccontato l’importanza della flessibilità strategica, ricordando come la sua azienda abbia dovuto cambiare radicalmente modello di business per sopravvivere. Ha inoltre ribadito la necessità di mantenere il controllo della società nelle mani di chi è operativo al 100%, spiegando che “il 90% dell’equity deve restare a chi
lavora ogni giorno nella startup“.
Manfredi Domina ha concluso smontando i pregiudizi legati alla geografia siciliana, dichiarandosi ormai “annoiato dal concetto che in Sicilia sia più difficile fare le cose“, evidenziando come oggi il supporto istituzionale e la voglia di lavorare dei talenti locali rendano il territorio estremamente fertile.

Un’opportunità a costo zero
A differenza di molti programmi internazionali, PATIC è completamente gratuito per le startup, poiché finanziato dai fondi regionali del bando “Connessioni”. In parallelo, misure come Resto al Sud 2.0 (gestita da Invitalia) offrono contributi a fondo perduto tra i 40 e i 100 mila euro per avviare le prime attività hardware e software. Secondo i promotori, il momento è favorevole grazie ai nuovi strumenti di finanziamento disponibili: tra bandi di Open Innovation e nuovi fondi per la crescita, le risorse ci sono. Il messaggio finale della conferenza è chiaro: le risorse e i capitali sono finalmente disponibili, ma per coglierli è necessario prepararsi con professionalità e smettere di considerarsi una realtà isolata.








