9.5 C
Palermo
sabato, 4 Dicembre 2021
HomeStorie di vitaBatch e la sua mano tesa ai braccianti sfruttati nei campi

Batch e la sua mano tesa ai braccianti sfruttati nei campi

Il giovane, nato in Gambia e accolto a Palermo, va nei ghetti di Campobello e Cassibile per ascoltare le esigenze e le storie dei migranti che lavorano e vivono in situazioni disumane

Leggi anche

spot_img
spot_img
spot_img

PALERMO. “Tutti meritano di essere liberi. Tutti hanno bisogno di essere liberi”. Il giovane Batch Mballow, nato in Gambia, conosce bene il senso di quelle parole. Le pronuncia oggi in una sua testimonianza video per il progetto Su.Pr.Eme Italia. Parole che sono il frutto dell’esperienza maturata nella sua vita, nei mesi in cui ha lavorato, sfruttato e sottopagato, in un allevamento a Corleone. Esperienza che ha lasciato un segno profondo e che adesso lo spinge maggiormente a studiare per realizzare il suo sogno: diventare un inferiemere e spendersi nel suo Paese. Esperienza che lo ha portato anche a un impegno diretto: fa il mediatore culturale per l’Arci Porco Rosso di Palermo. Va nei ghetti di Campobello e Cassibile per ascoltare le esigenze e le storie dei braccianti immigrati che lavorano in condizioni di sfruttamento e vivono in situazioni disumane. “A tutti i ragazzi che incontro nei ghetti dico: non stancatevi di imparare dalle situazioni, non basta questo mondo per imparare”.

Ripercorrendo la sua storia Batch ricorda di aver lasciato il Gambia senza salutare i suoi genitori. “Ho impiegato quasi un anno per raggiungere l’Europa – racconta -. Quando sono arrivato a Corleone, ho incontrato delle persone che mi hanno offerto un lavoro in un allevamento. Mi svegliavo alle cinque del mattino e tornavo a casa a tarda sera. Ero pagato 15 euro al giorno. Eravamo trattati come schiavi. Un giorno, mentre ero in pullman e guardavo il gregge in lontananza, mi guardai dentro e mi chiesi: ‘Davvero è quello che voglio fare?’. Ho incontrato un’insegnante di nome Giorgia e le ho raccontato del mio desiderio di tornare a scuola. Mi ha consigliato di andare a Palermo perché mi avrebbe aiutato a riprendere gli studi”.

Con il sostegno di Arci Porco Rosso è riuscito a realizzare quest’obiettivo. Oggi vive a Palermo e si prepara a sostenere gli esami di maturità. A settembre intende iscriversi al corso di laurea in Scienze infermieristiche. Dopo l’abilitazione, intende tornare in Gambia per lavorare nell’ambito sanitario.

Il consiglio che do sempre alla mia gente è: imparate qualcosa che può essere utile al Paese da cui proveniamo – dice –. Quando finirò i miei studi mi piacerebbe tornare nel mio Paese e servire la mia gente, perché hanno bisogno più di chiunque altro. Dobbiamo tornare e lavorare per migliorare le condizioni della nostra gente“.

Leggi anche

spot_img
spot_img

Ultime notizie

spot_img

Restiamo in contatto!

Social

spot_img

Newsletter

*Campi Obbligatori
spot_img

Twitter