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giovedì, 13 Giugno 2024
HomeUn'aula senza confiniLegalità, gli studenti di Altofonte incontrano la vedova Montinaro

Legalità, gli studenti di Altofonte incontrano la vedova Montinaro

L'iniziativa nasce da uno studente che ha scritto una lettera alla moglie del caposcorta di Giovanni Falcone, morto nella strage di Capaci: "Orgogliosa della scelta di mio marito"

Benedetto Frontini
Benedetto Frontini
Perito elettronico, con una formazione in ingegneria elettronica. Ha lavorato nel mondo della televisione privata come tecnico e operatore. Nel 1984 l'approdo a TGS. Per il Giornale di Sicilia ha seguito il passaggio tecnologico. Dal luglio 2020 si dedica a tempo pieno alla famiglia e alla sua grande passione di videomaker, anche per "Il Mediterraneo 24"
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ALTOFONTE. Era particolarmente gremito, ieri mattina, il salone della Chiesa Madre di Altofonte, dove gli alunni delle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado dell’“ Istituto comprensivo ad indirizzo musicale Emanuele Armaforte”, hanno incontrato Tina Montinaro, vedova del capo scorta del giudice Giovanni Falcone e autrice del libro “Non ci avete fatto niente”.
“L’incontro rientra nell’ambito delle iniziative dedicate alla diffusione e trasmissione della cultura della legalità”, afferma la professoressa Daniela Balsano, referente alla legalità dell’istituto e “nasce grazie ad uno dei nostri ragazzi, che ha scritto una lettera, dopo la lettura del libro di Tina Montinaro. Io sono riuscita a farla avere alla signora, che è stata favorevole a realizzare questo evento. Dietro questo evento, c’è un lavoro immane, da parte dei ragazzi, perché hanno letto il libro approfondendo quei tragici eventi e hanno realizzato video e quant’altro, proprio per far comprendere che ‘non ci avete fatto niente’”, aggiunge la professoressa Balsano.
Quindi, la docente ha spiegato che “i cartelloni scritti dai ragazzi, proprio in occasione di questo incontro, sono le loro risposte e non sono stati veicolati da noi docenti, ma sono il frutto del loro pensiero, dei sentimenti e delle emozioni, che non sono soltanto legati a questa giornata, ma a un percorso lungo che la nostra scuola porta avanti da sempre, dall’ infanzia e fino a quando gli studenti arrivano alla secondaria di secondo grado, perché la legalità è la parola d’ordine, sempre e comunque”, conclude la docente.

Tina Montinaro, presentando il libro, ha riferito che “è la storia mia e di Antonio spiegata ai ragazzi, quella che ho scritto e bisogna portarla avanti”. “Bisognava lasciare qualcosa a loro e spenderci tutti i giorni; è un dovere e ognuno deve fare la propria parte. Mio marito era il capo scorta del dottor Falcone – prosegue la signora Montinaro – e la sua è stata una scelta, perché era difficile fare cose simili allora, perché stiamo parlando di un periodo dove a Palermo si moriva tutti i giorni”. “ Io sono una donna fortunata, perché ho conosciuto un poliziotto molto coraggioso che ha fatto il suo dovere fino in fondo e sono orgogliosissima; la scelta di mio marito, lo dico sempre ai nostri figli, ci fa camminare a testa alta. Le nuove generazioni devono essere diverse e si devono fare sempre delle domande, facendo in modo che certe cose non accadano più; devono stare sempre attenti a decidere da che parte stare ”, conclude Tina Montinaro.

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Il dirigente scolastico, professor Giuseppe Russo, afferma: “Questa è una delle iniziative che stiamo organizzando durante la settimana della legalità, incentrata sul  ricordo e sulla memoria dei tragici fatti accaduti nel ‘92;  oggi più che mai è sempre attuale il tema della memoria e della lotta alla mafia, spiegando ai ragazzi che cosa è successo. Solo così possono capire e fare loro questa lotta”.

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