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lunedì, 26 Settembre 2022
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“Libera il tuo Armadio”, Ciss e Usb Ragusa hanno raccolto vestiti da donare a lavoratori agricoli migranti

Si conclude l’iniziativa solidale con la quale sono stati raccolti beni necessari alla vita quotidiana di persone che lavorano nel settore agricolo e risiedono nel ragusano

Stefano Edward Puvanendrarajah
Stefano Edward Puvanendrarajah
Laureato in comunicazione pubblica d'impresa e pubblicità presso l'Università di Palermo, è attivista dei diritti umani con esperienze pregresse di rappresentanza politica e sociale della comunità tamil palermitana

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Ragusa.  Aiutare le tante persone “invisibili”, lavoratori migranti, che vivono e operano nella fascia trasformata del ragusano fornendogli abiti, coperte e tutto l’occorrente per affrontare le gelide giornate invernali. È questa la mission che ha visto la sincronia tra il CISS e l’USB di Ragusa nella riuscita della iniziativa “Libera il Tuo Armadio”.
Quando si parla di multiculturalismo, integrazione ed interazione tra le diversità si è abituati a “vedere” fenomeni positivi nei contesti delle grandi e medie città metropolitane eppure vi sono realtà, come la fascia trasformata del ragusano, in cui pur avendo una multiculturalità vi è una forte percezione di “invisibilità” e di “abbandono” nei confronti delle persone migranti che lavorano nel contesto agricolo e dove il networking dell’associazionismo dona luce e dignità umana a queste persone.

Un territorio particolare che alcuni accademici definiscono territorio di eccezione perché vi è una produzione agricola in serra annuale e i/le braccianti sono stanziate e vivono in queste aree stabilmente contrariamente alle altre realtà agricole prettamente stagionali – riferisce Roberta Maddalena del CISS –. Le provenienze sono principalmente la Tunisia, da dove che sono giunte già a partire dagli anni 70. Seguono marocchini e altre nazionalità europee quali la Romania, Albania, qualcuno dalla Bulgaria e Ucraina – continua Roberta  ricordando le criticità territoriali che influenzano la vita quotidiana di queste persone –. Le serre sono attraversate da stradine e in alcuni casi c’è solo la terra battuta che rende difficile l’accesso ai servizi pubblici di base, anche perché manca un servizio di trasporto pubblico, pur avendo località come Vittoria che contano oltre 60.000 abitanti e purtroppo queste persone vivono isolate lavorando dalle 10 alle 12 ore di lavoro – prosegue Roberta ricordando come il fenomeno del Caporalato si manifesti anche in altre modalità –. Il caporalato non si manifesta soltanto con l’ingaggio nelle serre ma anche con la presenza di persone che si fanno pagare per andare dalle campagne alle città”.

Come nasce l’iniziativa di solidarietà per i lavoratori agricoli

Come nasce l’iniziativa? È la domanda che è stata posta direttamente a Michele Mililli del sindacato USB Ragusa per comprendere il modus operandi con il CISS al fine di migliorare la vita quotidiana di migliaia di persone lì residenti: “L’USB federazione del sociale ha collaborato alla iniziativa promossa dal CISS per dare riposte concrete ai lavoratori e alle lavoratrici della fascia trasformata – riferisce Mililli –. Ci troviamo molto spesso a dare delle risposte immediate come cibo, vestiti e altri generi di prima necessità, da qui nasce per l’appunto questa esigenza di una raccolta di vestiti che poi abbiamo distribuito nelle varie campagne dove vivono i lavoratori e le loro famiglie”.

I risultati dell’iniziativa

L’organizzazione di punti di raccolta logistici in tre località, Palermo, Ragusa e Vittoria, e la consegna al target di lavoratori che vivono nella fascia trasformata. La forte dedizione e l’impegno delle realtà coinvolte ha fatto sì che il calore umano della solidarietà possa rendere meno freddo l’inverno non solo dal punto di vista ambientale ma anche dal punto di vista relazionale: “Su Palermo c’è stata una grandissima risposta, abbiamo ricevuto tantissime coperte, vestiti, giacche pesanti per uomo e donna, scarponi da lavoro – riferisce Roberta –. Cercavamo cose che potessero essere utili per il lavoro in serra e nella loro vita quotidiana per esempio nel riscaldarsi in casa, abbiamo dato questo taglio per cercare di comunicare all’esterno le necessità reali di queste persone”.

Gratitudine e ringraziamento, questi i sentimenti delle persone che hanno ricevuto la prima tranche di beni raccolti: “Nella loro invisibilità la nostra presenza permette di non essere completamente invisibili, quando si arriva con dei doni vi è gratitudine e ringraziamento – riferisce Roberta –. Faremo la consegna per un mese e mezzo ed è solo l’inizio perché abbiamo avuto così tanto materiale che non siamo riusciti a darlo tutto e continueremo con l’USB a girare tra le serre insieme per consegnare ciò che non abbiamo potuto consegnare anche per l’anno prossimo”.

L’Impegno del CISS con  le donne e i bambini

Roberta Maddalena ricorda l’impegno del CISS con i bambini presenti in questi territori, sia nelle attività ludiche che in quelle formative delle donne lì presenti: “Noi del CISS siamo presenti stabilmente da più di un anno nel territorio e abbiamo tre progetti all’attivo – dichiara con entusiasmo Roberta – contro la povertà educativa. Ci concentriamo principalmente sui minori perché ci sono tanti bambini che vivono isolati nelle campagne, alcuni di loro li abbiamo conosciuti anche grazie alla collaborazione con l’USB, e noi ci occupiamo di attività come la ludoteca itinerante dove andiamo tra le serre per fare dei giochi educativi, attività di clownerie e intercultura nelle scuole del territorio, stiamo facendo un corso di italiano con servizio di crèche annesso per le donne provenienti da altri Paesi che vivono a Vittoria e tanto ancora metteremo in campo”.ò,

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