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martedì, 25 Giugno 2024
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Ritorna “San Carlo apre le porte”: la mostra fotografica delle persone accolte e aiutate al Centro della Caritas di Palermo

Si tratta della seconda edizione del progetto sull’itinerario artistico-culturale per le vie della città

Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
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PALERMO – Ci sono le bellezze artistiche dei musei ma anche le strade caratteristiche della città e tanti volti. Sono le fotografie, realizzate da dieci persone in difficoltà, ospitate presso il polo diurno e notturno del Centro San Carlo e Santa Rosalia della Caritas di  Palermo. Si tratta della seconda edizione della mostra fotografica – composta da 50 opere – realizzata percorrendo un itinerario artistico-culturale per le vie di Palermo. I protagonisti sono stati alcuni ospiti del Centro San Carlo della Caritas diocesana, gestito dalla cooperativa La Panormitana. A raccontare per primi la loro esperienza sono stati alcuni ospiti accolti nel centro che, oltre ad essere un polo di accoglienza diurno e notturno per le persone senza dimora, ha una mensa sociale per le persone che sono in difficoltà.

“Per due anni sono stato accolto al centro San Carlo dove ho conosciuto tante belle persone che sono diventate miei amiche – racconta Melchiorre Benigno di 63 anni -. Oggi, grazie al loro aiuto e al reddito di cittadinanza sono riuscito ad avere una piccola autonomia di vita anche se usufruisco ancora della mensa. Il progetto fotografico, iniziato come un gioco  mi ha poi davvero appassionato sempre di più. Per la prima volta sono entrato in un museo, una cosa che in vita mia non pensavo mi potesse mai accadere”.  “Ho conosciuto il centro in un momento drammatico della mia vita in cui ho avuto delle difficoltà economiche dovute alla chiusura del negozio che avevo – continua pure Sergio Farinella anche lui di 63 anni -. Sono un ospite della mensa che prende il reddito di cittadinanza. Mi hanno proposto di fare questo percorso che mi ha permesso di scoprire aspetti nuovi della mia città -. Per esempio è stato molto bello conoscere le edicole votive distribuite per il centro storico di Palermo. In questo modo. abbiamo conciliato interesse culturale e svago e questo non è poco”.

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“La mostra, inaugurata lo scorso 4 settembre, sarà visitabile per alcuni mesi – ha spiegato Nadia Sabatino, presidente della coop. La Panormitana, braccio operativo della Caritas diocesana -. Le opere sono il risultato di un itinerario artistico culturale che hanno svolto i nostri ospiti accolti nei poli diurni e notturni o che fruiscono della mensa. Il progetto ha previsto la visita di tre siti culturali: il Palazzo Abatellis, la Gam e il percorso per le edicole votive, storiche e contemporanee, per Santa Rosalia. Nello specifico, i partecipanti hanno fatto un laboratorio artistico culturale in cui si sono formati rispetto ai siti artistici per potere diventare anche loro delle guide turistiche. Inoltre, hanno partecipato ad un laboratorio fotografico in cui si sono potuti sperimentare con le macchine fotografiche guidati da alcuni volontari competenti della materia. Il progetto ci ha permesso di scoprire tutta la bellezza di queste persone che, spesso sono risorse significative ricche di talenti. Crediamo che l’accoglienza delle persone in difficoltà non può essere ridotta solo ad un livello assistenziale del bisogno primario ma occorra, pertanto, portare avanti, attraverso varie iniziative, una autentica inclusione sociale e lavorativa.

“Si è trattato di un vero e proprio laboratorio didattico – aggiunge pure Giovanna Conigliaro referente dei volontari e responsabile della mensa e servizi del centro San Carlo -. Il progetto, l’anno scorso, è iniziato per caso: un giorno mentre mi recavo al lavoro, percorrendo la via Alloro dove c’è il Palazzo Abatellis, ho incontrato un nostro ospite che era fermo davanti al museo, in attesa che aprisse la nostra mensa. Scambiando qualche parola ho compreso quanto vivesse, come situazione impensabile, la possibilità di visitare il museo regionale. Allora, riflettendo e confrontandoci con il nostro gruppo di volontari Caritas, abbiamo pensato di realizzare un progetto che offrisse proprio a queste persone, provate già da tanti problemi, la possibilità di visitare alcuni musei culturali. Sappiamo bene che la società è dura ed emarginandoli fa in modo che loro stessi si autoescludano dalla bellezza di certi luoghi culturali. Il percorso quest’anno si è strutturato ancora di più grazie al servizio di alcuni volontari (un medico con la passione della fotografia ed un architetto) che hanno accettato volentieri l’idea di potere trasmettere le loro competenze. Prima di ogni visita culturale i partecipanti sono stati, infatti, adeguatamente preparati. Abbiamo avuto per l’occasione anche la collaborazione degli studenti del liceo di scienze umane Danilo Dolci”. 

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Al polo San Carlo e Santa Rosalia sono attualmente accolte 24 persone; 16 uomini e 8 donne. Cinquanta invece sono le persone che usufruiscono della mensa sociale giornaliera.

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