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venerdì, 7 Ottobre 2022
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Scuole, associazioni e famiglie insieme: il progetto PEC anima Zisa e Noce

Numerose le attività, dalla tutela e dalla salvaguardia dell’ambiente con la creazione di orti didattici al percorso musicale che ha visto la partecipazione di alcuni tirocinanti del conservatorio Bellini

Stefano Edward Puvanendrarajah
Stefano Edward Puvanendrarajah
Laureato in comunicazione pubblica d'impresa e pubblicità presso l'Università di Palermo, è attivista dei diritti umani con esperienze pregresse di rappresentanza politica e sociale della comunità tamil palermitana

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PALERMO. Una rete itinerante che ha un tratto distintivo unico: valorizzare la “comunità” attraverso la partecipazione attiva di diversi attori sociali tra cui la circoscrizione, le scuole, le associazioni e le famiglie con una programmazione a medio-lungo termine per contrastare qualsiasi forma di marginalizzazione sociale. È questa la finalità centrale del progetto PEC (Poli Educanti in Condivisione) che coinvolge il quartiere Zisa-Noce. 

Gli obiettivi strategici del progetto PEC

Partecipazione, cittadinanza attiva, inclusione e interculturalità, e, soprattutto la riappropriazione del bene comune. Sono questi alcuni dei contenuti valoriali del percorso progettuale PEC (Poli Educanti in Condivisione) che ha visto, nell’arco di 3 anni, un entusiasmo e una voglia di mettersi in gioco per costruire una comunità compatta che guarda al “Noi” superando qualsiasi forma di barriera e pregiudizio. Una strategia adottata con coraggio per riportare alla luce il valore sociale di un intero quartiere come quello della Noce-Zisa in cui le diversità sono un valore aggiunto.

 “Lavoriamo quotidianamente con bambini, ragazzi, genitori, nonni, insegnanti, commercianti, e, insieme a loro, con modalità differenti, ci confrontiamo e progettiamo percorsi educativi e di crescita e sviluppo del territorio – riferisce Salvatore Massa, presidente dell’associazione A Strummula – siamo convinti che la chiave d’interpretazione giusta per promuovere il territorio sia quella di lavorare in sincronia con la comunità” termina Massa.

L’impegno delle scuole

Dall’effetto novità iniziale al consolidamento di una rete sui generis che ha affrontato le tante sfide, tra cui quella della pandemia per ribadire un concetto ben definito dove le singole comunità scolastiche si fondono in una unica realtà creando dei momenti costruttivi di interscambio tra alunni e docenti con attività che si estendono per l’intero anno solare.

“Una delle cose più belle è stata quella di poter constatare la partecipazione assidua delle famiglie ad ogni avvio del progetto, alla condivisione delle strategie, alla modalità di comunicazione – ricorda Giovanna Genco, dirigente dell’I.C De Amicis – Da Vinci -, un modo di sperimentare una pratica di cittadinanza attiva sia da parte dei bambini che dei genitori, uno spazio di ascolto del territorio” termina Genco.

Un momento del progetto (Ph. A’ Strummula)

All’interno del progetto PEC vi sono numerose attività tra cui il Green PEC, riguardante la tutela e la salvaguardia dell’ambiente con la creazione di orti didattici tramite l’ausilio degli esperti, il PEC Music, un percorso musicale che ha visto la partecipazione di alcuni tirocinanti del conservatorio Bellini e il PINO’ smart, un percorso in cui vi sarà una compagnia teatrale con l’ausilio di numerose figure professionali del settore.

Tanti i momenti comuni in cui si è coinvolta tutta la comunità:  “Le attività sono state ben accolte sia dalle famiglie che dal collegio dei docenti, una partecipazione notevole che ha dimostrato nei fatti di aver migliorato le relazioni nel territorio – dichiara Salvo Amata, dirigente scolastico del plesso Capuana – un esempio di tale coinvolgimento lo si è constatato nella organizzazione del Carnevale dei diritti di due anni fa in cui hanno partecipato tante famiglie e studenti della scuola primaria e secondaria” conclude Amata. 

“Una esperienza positiva che hanno apprezzato sia gli alunni che i docenti – dichiara Riccardo Ganazzoli, dirigente scolastico dell’Antonio Ugo – vedere le scuole sfilare insieme nelle strade del quartiere Noce con il coinvolgimento delle famiglie, il territorio e le associazioni è stato un momento davvero molto positivo” conclude Ganazzoli.

Silvia Schiraldi, conferma la visione del “noi comunità” che si è appurato da tutti i soggetti promotori:“Noi della rete PEC abbiamo considerato il territorio come un bene comune – ricorda Schiraldi – dobbiamo concepire il territorio come qualcosa che ci appartiene in una visione del Noi – prosegue Schiraldi – sono stata contenta nel constatare l’idea che le scuole dovessero intercambiare gli alunni e gli spazi presenti nel territorio” termina Schiraldi.

Angela Mirabile, neo dirigente scolastica del plesso Manzoni-Impastato, rinnova l’impegno nel seguire le attività concernenti il progetto e le tematiche ad essa correlate: “Credo nella scuola come comunità educante ovvero come una comunità ramificata nel territorio – dichiara Mirabile – queste attività resteranno pertanto attive anche con la mia presenza” conclude Mirabile.

Salvo Altadonna, docente e consigliere della 5^ circoscrizione, esprime la sua soddisfazione nei risultati raggiunti: “Sono fiero da docente e da consigliere di circoscrizione di essere partner di quel cambiamento che il quartiere Noce merita – dichiara Altadonna – questa esperienza deve essere rafforzata perché se ne garantisca la sostenibilità ed in questo necessita un impegno chiaro anche dell’amministrazione comunale”.

Oggi alle 17.00 vi presso l’I.C. S. DE AMICIS – Da Vinci, ci sarà l’inaugurazione della città “stretto sonnolento” progettata e realizzata dai bambini e dai ragazzi del quartiere Noce, partecipanti ai campi estivi promossi dal progetto P.E.C. Proseguiremo ad attenzionare una progettualità estesa come il PEC intervistandone i protagonisti e raccontando dal territorio i benefici socioculturali che ne derivano.

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