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lunedì, 5 Dicembre 2022
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Da Wellber a Muti, grandi direttori nella nuova stagione del Teatro Massimo

Il programma con 7 opere, 4 balletti e 14 concerti al via dall'8 novembre. Il 12 novembre il "Requiem per le vittime della mafia" a 30 anni dalla prima esecuzione nella Cattedrale di Palermo, sul palco del Teatro e trasmesso in diretta su maxischermo nella Chiesa di San Domenico, che ospita la tomba di Giovanni Falcone

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PALERMO. Il presidente della Fondazione Teatro Massimo e Sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, il Sovrintendente e Direttore artistico Marco Betta, hanno presentato nel foyer del Teatro Massimo la stagione 2022-2023 di opere, balletti e concerti, che sarà inaugurata da 2 opere-concerto fortemente caratterizzate dal tema del Requiem e della memoria, in continuità con gli spettacoli della stagione 2022 dedicati a commemorare le vittime delle stragi di mafia.

Conferenza Stampa Stagione 22-23 Teatro Massimo © Franco Lannino

A inaugurare la stagione, l’8 novembre 2022, è Kaiserrequiem, una nuova creazione del direttore musicale del Teatro Massimo Omer Meir Wellber e del regista Marco Gandini che vedrà impegnati Orchestra, Coro e Corpo di ballo del Massimo. L’opera unisce Der Kaiser von Atlantis, composta da Viktor Ullman nel campo di concentramento di Theresienstadt, dove il compositore fu internato dal 1942 al 1944 per poi morire ad Auschwitz in una camera a gas, alla Messa da Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart, ultimo capolavoro incompiuto del compositore.

A unire le due composizioni, a distanza di un secolo e mezzo, saranno la direzione di Wellber e la regia di Gandini, la stessa equipe creativa che a settembre 2020 ha già firmato lo spettacolo che proponeva la Messa dell’Incoronazione di Mozart insieme a Un sopravvissuto di Varsavia di Schönberg.

Der Kaiser von Atlantis, bozzetto Teatro Massimo Palermo

Il 12 novembre, a trent’anni dalla prima esecuzione nella Cattedrale di Palermo, il Teatro Massimo presenta il Requiem per le vittime della mafia, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Magistrati. Composto nel 1993 dai sette compositori Lorenzo Ferrero, Carlo Galante, Paolo Arcà, Matteo D’Amico, Giovanni Sollima, Marco Betta e Marco Tutino su un testo di Vincenzo Consolo, il Requiem venne eseguito per la prima volta il 27 marzo 1993 nella Cattedrale di Palermo dal Coro del Teatro Massimo con l’Orchestra Sinfonica Siciliana, sotto la direzione di Gabriele Ferro.

Il 12 novembre sarà eseguito al Teatro Massimo con la direzione di Alessandro Cadario e trasmesso in diretta su maxischermo nella Chiesa di San Domenico, il pantheon dei siciliani illustri, che ospita anche la tomba di Giovanni Falcone. Del cast fanno parte il soprano Desiree Rancatore, il mezzo soprano Raffaella Lupinacci, il tenore Giulio Pelligra, il basso Roberto Scandiuzzi.

Colau, Betta, Lagalla, Di Gloria, Wellber Conferenza Stampa Stagione 22-23 © Franco Lannino

“La Fondazione Teatro Massimo – dichiara il Sindaco di Palermo e Presidente del CdI della Fondazione, Roberto Lagallarappresenta un prezioso elemento di riferimento culturale, e insieme ad altre istituzioni culturali, vuole costruire un circuito di risonanze e stimoli per il futuro della città. Credo che Palermo abbia bisogno di ripartire anche dalla cultura e dal bello che nella cultura è insito. Il bello che tende a modificare i comportamenti che orientano le scelte della comunità. Palermo ha bisogno di superare quanto di brutto ancora c’è, e c’è bisogno di un’iniezione di bellezza che può arrivare dalla cultura, dall’arte.

L’amministrazione comunale ha un dovere, quello di assicurare sostegno e sostenibilità alle istituzioni culturali della città e le promesse di erogazione dei fondi del 2022 saranno rispettate per garantire continuità di lavoro a chi si impegna nei teatri. Infine, i miei complimenti al sovrintendente del Teatro Massimo Marco Betta per l’offerta della stagione 2022/2023 del Teatro Massimo, nel trentennale delle stragi di mafia, che coniuga tradizione, sperimentazione e memoria con nomi celebri ma anche giovani”.

Marco Betta Sovrintendente Teatro Massimo © Franco Lannino

“Mi piace immaginare che una stagione non sia solo una serie di titoli e concerti – aggiunge il sovrintendente e direttore artistico Marco Bettama che sia una sorta di diario possibile che racconta il nostro tempo. Una sinfonia-diario come la Symphonie fantastique di Hector Berlioz, potrei dire che questa stagione racconta, parafrasando il sottotitolo della sinfonia, Épisodes de la vie d’un théâtre. L’arte sveglia le coscienze e per questo oltre ai concerti e alle opere dei grandi artisti e artisti siciliani che avremo il piacere di ospitare al Teatro Massimo, lavoriamo a una stagione parallela di teatro sociale, per la città, nella città”.

IL PROGRAMMA

Il periodo natalizio che va dal 16 al 23 dicembre, vede il ritorno di uno dei titoli più amati per il balletto, con otto recite de Lo schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij, in un allesimento del Teatro Massimo. Il Corpo di ballo affronterà la magia dei doni della notte di Natale, della lotta contro il Re dei Topi e del viaggio fantastico della piccola protagonista nel paese della fata Confetto, accompagnata dal principe Schiaccianoci, con la coreografia di Jean-Sébastien Colau, da poco nominato direttore del Corpo di ballo del Teatro e di Vincenzo Veneruso. Sul podio il direttore Ido Arad.

LO SCHIACCIANOCI Vito Bortone, Francesca Bellone, Alessandro Cascioli © Franco Lannino

Dal 17 al 24 gennaio torna l’immortale storia d’amore di Violetta e Alfredo per La traviata, che il Teatro Massimo porterà anche in tournée in Giappone insieme a La bohème nel mese di giugno. L’opera di Verdi sarà presentata nell’allestimento del Teatro Massimo firmato da Mario Pontiggia e Francesco Zito. Le sette recite saranno affidate al direttore Carlo Goldstein, mentre il cast internazionale vede nel ruolo della protagonista il soprano Nino Machaidze che si alternerà con la palermitana Jessica Nuccio, in quello di Alfredo il tenore Saimir Pirgu, mentre Germont padre sarà il baritono Nicola Alaimo.

Nino Machaidze (Violetta, Traviata)

Dal 17 al 23 febbraio sarà presentata una coproduzione internazionale con la Royal Opera House Covent Garden di Londra e l’Opéra di Parigi per il Don Pasquale di Gaetano Donizetti. L’allestimento vede la regia di Damiano Michieletto per narrare la storia del vecchio e ricco Don Pasquale (Michele Pertusi) che decide di prender moglie per diseredare il nipote Ernesto (René Barbera), ma viene giocato dal dottor Malatesta (Markus Werba) che combina un finto matrimonio con Norina (Giuliana Gianfaldoni), in realtà fidanzata di Ernesto. Un cast di grande livello e sul podio Michele Spotti, giovane direttore di punta, negli ultimi anni regolarmente ospite del Teatro Massimo.

Damiano Michieletto (regista Don Pasquale) © Stefano Guindani

Dal 15 al 19 marzo, è di scena un nuovo appuntamento con la danza e con il Corpo di ballo del Teatro Massimo impegnato in un altro titolo del repertorio romantico, il balletto Le corsaire su musica di Adolphe Adam, Cesare Pugni, Léo Delibes e Riccardo Drigo. La vicenda, ispirata a Byron, vede l’allestimento del Teatro dell’Opera di Roma con scene e costumi di Francesco Zito. Tra i più importanti balletti del repertorio, Le corsaire sarà presentato a Palermo in una produzione che ha ricevuto il premio Danza&Danza 2020 come “Miglior Spettacolo Classico dell’anno”.

Dal 16 al 23 aprile ritorna Norma di Vincenzo Bellini con la regia di Ugo Giacomazzi e Luigi Di Gangi, un allestimento di successo del Teatro Massimo in coproduzione con Arena Sferisterio di Macerata già proposto nel 2017 e che nel frattempo ha girato il mondo, anche in Marocco nel 2022. A dirigere sarà