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lunedì, 26 Settembre 2022
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Gli “Universi silenziosi” di Arianna Di Romano in mostra a Palazzo Branciforte

Volti incontrati in Sicilia e in Sardegna e nei luoghi più disparati del mondo. L'esposizione a partire da sabato 19 marzo fino a domenica 19 giugno, organizzata dalla Fondazione Sicilia e curata da Gabriele Accornero.

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le Culture e le Arti all'Università degli Studi di Palermo, con un master in Editoria e Produzione Musicale all'Università IULM di Milano. Si occupa di cultura, turismo e spettacoli per diverse testate online e da addetto stampa. Scrive di sociale per "Il Mediterraneo 24"

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PALERMO. Ottantuno scatti fotografici raccontano gli “Universi silenziosi” della fotografa sarda ma siciliana d’adozione Arianna Di Romano a Palazzo Branciforte, a partire da sabato 19 marzo fino a domenica 19 giugno. Una mostra organizzata dalla Fondazione Sicilia e curata da Gabriele Accornero che racchiude volti incontrati in Sicilia e in Sardegna e nei luoghi più disparati del mondo. Altri scatti fanno parte di alcuni progetti fotografici della Di Romano.

Volti di uomini e donne provenienti dalla Sicilia e dalla Sardegna, dalla Polonia, dalla Bosnia e dalla Serbia fino in Francia, Austria e in Romania. Volti dal Sud est asiatico. “Di questa mostra fanno parte 2 scatti del progetto sulle carceri di Caltagirone, 1 dal progetto sulle Monache ortodosse della Regione moldava a confine con l’Ucraina e 1 dalla Marcia della morte su Chelm, città della Polonia che ha vissuto lo sterminio degli ebrei prima di Auschwitz. Mostra, quest’ultima che giungerà a Gerusalemme e poi in Sicilia nel mese di luglio”, racconta la Di Romano.

Al Monte dei Pegni di Santa Rosalia di Palazzo Branciforte dove espone la Di Romano, un luogo che profuma di storia, qui dove un secolo fa i più poveri lasciavano i propri averi per ricevere in cambio dei beni necessari alla sopravvivenza, ogni scaffale delle 5 sale che ospitano la mostra racconta una vita. “Sono volti a cui non ho potuto dare un nome per via delle barriere linguistiche. Scatti rubati a queste popolazioni che spesso appartengono alla religione degli animisti che credono che uno scatto ti rubi l’anima. Sguardi sul quale si è posato il mio sguardo e di cui mi sono innamorata. A cui voglio restituire una voce”, spiega la fotografa.

Nella mostra “Universi silenziosi”, una novità assoluta nell’arte di Arianna Di Romano è il colore. Tra gli scatti c’è un 10% di colore voluto dal curatore Gabriele Accornero. Su 81 scatti 11 sono a colori e raccontano volti sardi e siciliani, scorci dell’Asia come i pescatori nei fiumi dei villaggi o la città imperiale del Vietnam. “Un aspetto diverso da mespiega la Di Romanoavendo scelto da sempre il bianco e nero ed uno stile cupo e drammatico per esprimere al meglio la fragilità, il disagio e la povertà delle persone che incontro.

Una mostra “Universi silenziosi” differente da “Oltre lo sguardo” inaugurata un mese fa alla Palazzina Marfisa d’Este a Ferrara nata da un’idea di Vittorio Sgarbi, presidente della Fondazione Ferrara D’Arte e visitabile fino al 12 giugno. Due mostre ed un unico universo fotografico che racchiudono la sensibilità della fotografa che ha scelto di raccontare un’umanità spesso silenziosa come quella degli ultimi.

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