HomeCronacaPeriferieA Danisinni nascerà una foresta urbana: Teresa Mannino sostiene il progetto con uno spettacolo al Teatro Massimo

A Danisinni nascerà una foresta urbana: Teresa Mannino sostiene il progetto con uno spettacolo al Teatro Massimo

Il 4 novembre l’artista porterà in scena “I monologhi del mio cuore”: l’intero ricavato sarà destinato al progetto di rigenerazione urbana e sociale del quartiere palermitano

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Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
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PALERMO – Per la nascita della “foresta urbana” a Danisinni una serata con Teresa Mannino. L’artista Teresa Mannino che ama gli alberi e gli orti, innamorandosi del progetto, ha deciso di sostenerlo con un suo spettacolo. L’evento di beneficenza è in programma per il prossimo 4 novembre, alle ore 20.30, al Teatro Massimo. Per l’occasione, l’artista proporrà “I monologhi del mio cuore” e cioè le pagine dei suoi spettacoli con cui vuole continuare a ridere con il suo pubblico. Il ricavato della serata sarà destinato interamente alla realizzazione della “foresta urbana” che si inserisce nel quadro del processo di rigenerazione urbana e sociale del quartiere Danisinni.

Il progetto di rigenerazione urbana

Nei mesi scorsi, è stato acquistato un appezzamento di terreno nel “fondo Cavaliere” limitrofo alla piazza Danisinni per riqualificarlo e promuovere la nascita della “foresta urbana”, ove lasciare riaffiorare le sorgenti del Papireto nel rispetto della vocazione naturale e paesaggistica della località dalle radici arabe.
L’area distribuita su tre piani terrazzati è pensata per la convivialità e il ristoro dell’anima e del corpo. Nel cuore della “foresta urbana”, infatti, sorgerà un’area sportiva realizzata con materiale eco-sostenibile per promuovere il rapporto tra la cura di sé e la cura dell’ambiente urbano. La progettazione è affidata all’Università di Palermo con il sostegno e la collaborazione di AssoCEA Messina APS – Centro di Educazione Ambientale. Insieme hanno accolto l’invito della Fondazione Danisinni a creare uno spazio di ricerca e di condivisione progettuale, coinvolgendo gli abitanti del quartiere, gli studenti, gli operatori pastorali e i cittadini e le cittadine palermitani che desiderano partecipare.

“Questa è una tappa preziosa del cammino di rigenerazione che riguarda Danisinni – afferma fra’ Mauro Billetta, parroco di Sant’Agnese e membro della Fondazione Danisinni -. Il nostro è stato finora un cammino di amicizia, restituzione, riscatto e dignità per tutta la comunità che vive il quartiere. Crediamo che il processo di restituzione di bellezza e vita della nostra città possa passare anche da iniziative come queste. Siamo contenti di continuare a collaborare con il Teatro Massimo. L’amicizia ed il sostegno di Teresa Mannino sono per noi un’ulteriore carezza dal cielo. Tutti possiamo, oggi, contribuire al bene comune e alla crescita del nostro territorio con la valorizzazione della natura in un contesto dove si creano relazioni sociali belle e sane”.

“La foresta urbana di Danisinni – ha spiegato il professore e architetto Ferdinando Trapani che si sta occupando del progetto nell’ambito della terza missione dell’Università – è la realizzazione di un sogno su cui stiamo credendo molto”.

L’intervento di Teresa Mannino

“Il cardinale Pappalardo diceva che il cambiamento di Palermo doveva partire da Danisinni – aggiunge Teresa Mannino-. Dopo essere stata per 23 anni a Milano, ritornando a Palermo, ho visto i diversi cambiamenti della nostra città. Ci sono tantissime cose che possiamo ancora fare ma, quello che deve cambiare più di tutto, è il fatto che, ogni persona si deve sentire responsabile della cura della sua città. L’arte, se non fa politica sposando la causa sociale, non è veramente arte. Questo, per me, è stato lo stimolo e l’obiettivo che mi ha fatto iniziare il mio mestiere”.

La collaborazione col Teatro Massimo

“Il Teatro Massimo ormai, da alcuni anni, ha con Danisinni un rapporto speciale – ha sottolineato Marco Betta, sovrintendente del Teatro Massimo -. Intanto, abbiamo capito che per realizzare le cose belle le istituzioni devono lavorare insieme. Per questo, dobbiamo ascoltarci e raccordarci come avviene nella musica. Il teatro deve avere oggi quella capacità di andare fuori dalle sue mura per assumere un valore ancora più alto nella società”.

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