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martedì, 16 Aprile 2024
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Il sogno di Antonio Presti e la poesia per Librino

Da Maria Attanasio a Davide Rondoni: il mecenate ha portato la voce dei poeti nelle scuole del quartiere. Per continuare il discorso sull'educazione alla Bellezza e far parlare i ragazzi dei loro sogni

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di M. Laura Crescimanno
CATANIA

È un sogno di quelli che si sono avverati, grazie alla forza dell’ostinazione e alla capacità comunicativa e di inclusione che è propria di Antonio Presti, il mecenate dell’arte contemporanea che in Sicilia ha fondato Fiumara d’ Arte, oggi diventata una fondazione che ha richiamato artisti da tutto il mondo.

Questa volta però nelle scuole di Librino, il gigantesco quartiere satellite alle porte di Catania, Antonio Presti ha portato la forza della poesia e la voce dei poeti. Per continuare il discorso sull’ educazione alla Bellezza e far parlare i ragazzi dei loro sogni. Che sono sogni semplici, quelli di tutti gli adolescenti che vorrebbero fare da grandi i calciatori o le ballerine, ma anche sogni possibili, di chi vuole una casa con giardino, di chi vuole laurearsi e diventare dottore o perfino carabiniere.  

Librino è il grande quartiere catanese che si attraversa entrando in autostrada a Catania, concepito dall’archistar giapponese Kenzo Tange alla fine degli anni 60  come una nuovelle ville per uno sviluppo territoriale e residenziale sul modello di altre realtà internazionali, quando si credeva, pensando forse troppo in grande, di poter ricongiungere i centri storici alle nuove periferie creando infrastrutture, verde pubblico, servizi per gli abitanti, migliore vivibilità e opportunità di lavoro. Ma così non è stato.

A Librino, con il nuovo progetto sulla Poesia e i Sogni, per tre giornate intense di festa animate dalle famiglie e dai ragazzi delle scuole elementari e medie, si sono avvicendati dalla mattina alla sera poeti di fama nazionale, giovani autori catanesi già affermati, insieme ai ragazzi che hanno letto i loro versi preparati da mesi in classe, per parlare dei loro sogni futuri. A fare da cornice, la musica d’ insieme con l’orchestra dei giovani del quartiere creata dieci anni addietro e la danza, con un commovente flash mob contro la violenza di genere sulle donne, guidate dai docenti. Un percorso di libertà espressiva, iniziato vent’ anni fa con la realizzazione della Porta della Bellezza e la più recente Porta delle Farfalle, che ha visto gli abitanti essere i diretti protagonisti a sporcarsi le mani con la creta e con i colori, diventando scultori, poeti, pittori in prima persona.  Un vero monumento alla partecipazione collettiva, quello realizzato da Presti nel quartiere, forse la più grande scultura scolpita in terracotta a cielo aperto esistente in Italia, un muro di immagini, volti ed arte, che ha fatto leva sulle coscienze, coinvolgendo migliaia e migliaia di ragazzi spesso cresciuti in ambienti di emarginazione sociale dove la cultura, la non violenza, il rispetto delle regole non sono affatto di casa.  Quasi un miracolo, se si pensa che il muro non è mai stato imbrattato e vandalizzato, anzi, si potrebbe dire che gli stessi abitanti del quartiere lo proteggono e se ne prendono cura.

“Le giornate di poesia, un progetto che abbiamo intitolato ‘Il Sogno del Sognare’ per bucare il muro della rassegnazione e per stimolare la creatività e dare nuove possibilità progettuali nei giovani,  sono il risultato di un lavoro durato vent’ anni – racconta Presti che ormai ha trasferito la sua attività e la sua vita a Catania, dopo l’amarezza della chiusura al pubblico dell’hotel Atelier sul mare da lui creato a Tusa -. Per me la politica significa riappropriarsi dei luoghi, non a parole, ma abbracciando gli abitanti e portando loro nuova speranza. Librino è una grande periferia urbana come altre, dove oggi vivono oltre  20 mila persone, una periferia che è sbagliato dire vada  risanata o recuperata, ma che necessita dell’ attenzione della società e delle istituzioni. La chiave di tutto è stato riuscire ad entrare nel cuore delle mamme, parlare alle famiglie e conquistare la loro fiducia, far capire che la bellezza e la cultura  non sono solo artificio, ma   una possibile  arma in grado di restituire una visione sul futuro”.

Nel corso delle tre giornate di poesia, nelle sei scuole elementari e medie di Librino e San Giorgio che hanno aderito al progetto, si sono avvicendati Maria Attanansio, scrittrice e poetessa di Caltagirone, che ha portato in un reading alla libreria Mondadori il suo “ Blu della Cancellazione”, il poeta friulano  Gian Mario Villalta, direttore del festival Pordenone Legge con il suo testo poetico “Dove sono gli Anni”,  il poeta bolognese Davide Rondoni, ma anche i catanesi Marilina Giaquinta, ex dirigente di polizia e poetessa, che ha molto lavorato sulle problematiche del quartiere, Pietro Russo, docente e poeta che ha diretto e coordinato l’evento, Cettina Caliò, poetessa e traduttrice, assieme ad altri giovani poeti esordienti.  

Come in tutte le periferie del mondo – racconta l’ex preside di una scuola media di Librino – qui vivono moltissime famiglie tranquille che occupano da anni nuclei di edilizia popolare, ma esistono anche alcune realtà mafiose, con pochi soggetti che impongono lo spaccio ed altre attività illecite. Educare i ragazzi alla non violenza e alla tolleranza, dare loro impianti sportivi, palestre, piscina, corsi gratuiti di musica e di danza è stata la nostra strategia vincente, dare loro gli strumenti per riappropriarsi degli spazi, creare identità, anche se molto spesso in questo difficile compito ci siamo dovuti scontrare con la burocrazia degli enti pubblici e siamo stati lasciati soli.

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