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domenica, 19 Maggio 2024
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“La Sicilia che vorrei”, gli studenti dello Scientifico di Sciacca nei luoghi di Padre Puglisi e allo Sperone

L'iniziativa che ha coinvolto 200 studenti di primo anno

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le Culture e le Arti all'Università degli Studi di Palermo, con un master in Editoria e Produzione Musicale all'Università IULM di Milano. Si occupa di cultura, turismo e spettacoli per diverse testate online e da addetto stampa. Scrive di sociale per "Il Mediterraneo 24"
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PALERMO. Si è conclusa la sesta edizione del progetto sulla legalità “La Sicilia che vorrei”, realizzato da circa 200 tra ragazze e ragazzi di primo anno del Liceo Scientifico “Enrico Fermi” di Sciacca. Ogni anno un tema diverso e quest’edizione è stata dedicata alla vita, alla testimonianza, all’uomo e al santo Padre Pino Puglisi.

I ragazzi hanno letto e visto un film a lui dedicati; il 21 marzo, nella Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie hanno piantato, grazie a Fidapa, un albero di ulivo, dedicato al parroco di Brancaccio, nel giardino della loro scuola inaugurando “Il giardino dei beati”. Il progetto si è concluso il 24 aprile a Palermo, a Brancaccio, con la visita grazie al Centro di Accoglienza Padre Nostro, alla Casa Museo di Padre Puglisi, dove visse e fu ucciso; con il dono di un piatto che la dirigente Maria Paola Raia ha fatto alla struttura.

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Per finire i ragazzi e le ragazze hanno visitato i murales del quartiere Sperone, a pochi chilometri da Brancaccio, per una passeggiata con Sperone167 e con la preside dell’I.C.S. “Sperone-Pertini”, Antonella Di Bartolo, che ha animato un suo intervento spronando i ragazzi a prendersi cura soprattutto di sé stessi; e connettersi con i propri desideri.

“Oggi più che mai ci troviamo ad affrontare le tematiche della legalità – dice Maria Rita Giambalvo, della classe I°Cpenso che soffermarci e riflettere è davvero importante per tutti noi. Purtroppo la mafia è un argomento che spesso viene sottovalutato, ma con le varie ricerche fatte nelle ore scolastiche siamo riusciti a capire che è molto importante fare attenzione a parole e gesti”.

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Quelle dello Sperone sono immagini che rappresentano pienamente la quotidianità di quel quartiere continua. I murales che oggi abbiamo visto hanno diversi significati, ma riescono a imprimere giornalmente un pò di colore, in una vita che sembra sempre in bianco e nero. È importante desiderare, sperare, tenere sempre un obiettivo da raggiungere nella nostra vita. Sognare non è ‘una cosa da bambini’, ma come in questo caso, la realtà che oggi abbiamo visto con i nostri occhi è la prova che sognare e perseverare sono dei valori da tenere custoditi gelosamente nell’anima”.

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