PALERMO. A quarant’anni dall’eccidio di Claudio Domino, Palermo si prepara a ricordare quel bambino di undici anni la cui vita fu spezzata il 7 ottobre 1986 per mano di Cosa Nostra. Dal 6 al 9 ottobre si svolgerà un articolato programma di iniziative tra Capaci e Palermo con il patrocinio del Comune di Palermo e la partecipazione di istituzioni, scuole, associazioni, artisti e realtà impegnate quotidianamente nella promozione della memoria e della cultura della legalità.

L’obiettivo della commemorazione non è soltanto ricordare una vittima, ma raccontare Claudio alle nuove generazioni, restituendo alla sua storia un volto, una voce e una dimensione umana e coinvolgendo soprattutto bambini e ragazzi.
Il percorso prenderà il via martedì 6 ottobre alle ore 10, al Parco Regionale della Memoria di Capaci, con la piantumazione di un ulivo in memoria di Claudio Domino, a cura dell’Associazione Quarto Savona Quindici, con la partecipazione della famiglia Domino, delle istituzioni e della comunità cittadina e scolastica.
La giornata centrale sarà mercoledì 7 ottobre, anniversario dell’uccisione di Claudio. Alle ore 9.00, in via Claudio Domino, si terrà la commemorazione del 40° anniversario con la partecipazione delle scuole I.C.S. “I. Florio – San Lorenzo”, I.C. “Alessandra Siragusa”, I.C. “Casteldaccia” e I.C.S. “Giovanni Falcone” e la deposizione della corona d’alloro.
Saranno presenti, tra gli altri, il Sindaco di Palermo Roberto Lagalla, la Vice Sindaca Brigida Alaimo, l’Assessore alla Cultura Antonio Rini, il Presidente della Corte d’Appello di Palermo Antonio Balsamo, la Presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, il Vicequestore e Dirigente della Sezione Squadra Omicidi della Polizia di Stato anni 80-90 Francesco Accordino, oltre ai genitori di Claudio, Graziella Accetta e Antonio Domino.
Alle 11.30 e alle 12.30, in piazza Bologni a Palermo, sarà proposto “Pupi Antimafia”, rappresentazione a cura di Angelo Sicilia, rivolta in particolare alle giovani generazioni e al pubblico scolastico, per raccontare la storia di Claudio attraverso il linguaggio dell’Opera dei Pupi.
Alle 17.00, ai Cantieri Culturali alla Zisa – Sala Perriera di Palermo, si terrà la presentazione del libro “Il Palazzo dei Pupi”, con interventi di Antonio Balsamo, Francesco Accordino, Carmine Mancuso e Antonio Ingroia, modera il giornalista Roberto Greco, oltre alle letture di Stefania Blandeburgo.
Il programma proseguirà giovedì 8 ottobre, alle ore 9.00, con un incontro con gli studenti all’Aula Bunker, dedicato a Claudio Domino e ai temi della memoria, della legalità e dell’impegno civile, alla presenza della famiglia Domino, delle autorità e delle comunità scolastiche.
Alle 10.00, 11.00 e 12.00, in piazza Bologni, tornerà “Pupi Antimafia” per gli studenti, con lo spettacolo dedicato a Claudio a cura di Angelo Sicilia.
La programmazione si concluderà venerdì 9 ottobre, ancora in piazza Bologni, con ulteriori rappresentazioni di “Pupi Antimafia” per gli studenti, alle ore 10.00, 11.00 e 12.00.
Il programma nasce dalla volontà di utilizzare la cultura, il teatro, l’arte e il linguaggio dell’Opera dei Pupi come strumenti per avvicinare le nuove generazioni alla storia di Claudio Domino. Particolare attenzione è stata riservata infatti al coinvolgimento delle scuole, perché la memoria possa diventare un’esperienza condivisa e non rimanere confinata al ricordo degli adulti che vissero quegli anni.
«Come cugina di Claudio – racconta Delia Accetta – sento il bisogno di custodire il ricordo di quel bambino con il quale ho condiviso una parte della mia infanzia, fatta di giochi, risate e piccoli momenti che oggi custodisco con particolare affetto. Non ho avuto la possibilità di salutarlo prima che la sua vita venisse spezzata. L’ultima volta che ci siamo visti era in ospedale: io ero stata operata di appendicite e lui era venuto a trovarmi. Ricordo ancora che si era mangiato tutti i miei cioccolatini. È un ricordo semplice, quasi tenero, ma è uno dei ricordi che conservo di lui e che oggi sento ancora più preziosi.
Da allora sono trascorsi quarant’anni, ma Claudio aveva soltanto undici anni e la sua storia non può essere consegnata al passato. Per questo abbiamo scelto di costruire un percorso rivolto soprattutto ai ragazzi, perché possano conoscere Claudio non soltanto come una vittima, ma come un bambino, con i suoi sogni, la sua vita e il suo futuro interrotto. La memoria ha senso quando riesce a parlare alle nuove generazioni e a diventare futuro».
La commemorazione è resa possibile grazie alla collaborazione di una rete di istituzioni, associazioni, artisti e realtà culturali e sociali che hanno scelto di accompagnare questo percorso.
Tra i soggetti coinvolti figurano Le Baccanti, l’Associazione Quarto Savona Quindici, realtà impegnate nella promozione della legalità e della memoria e numerose associazioni e partner che hanno contribuito alla realizzazione delle iniziative.
Un ruolo centrale è affidato agli artisti Angelo Sicilia, ideatore e interprete del progetto Pupi Antimafia, e Stefania Blandeburgo, che accompagnerà alcuni momenti della manifestazione attraverso le letture.
La realizzazione del programma vede inoltre il sostegno e la partecipazione di diverse realtà istituzionali e associative, unite dall’obiettivo comune di mantenere viva la memoria di Claudio Domino e portarla nelle scuole e tra le nuove generazioni.
La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Palermo e si inserisce in un percorso di collaborazione con le istituzioni cittadine e con le realtà che, nel corso degli anni, hanno contribuito alla costruzione di una cultura della memoria e della legalità.
A quarant’anni di distanza, il nome di Claudio Domino torna così a incontrare quello dei bambini e dei ragazzi di Palermo. Non soltanto attraverso una commemorazione, ma attraverso un ulivo piantato in sua memoria, uno spettacolo di pupi, un libro, incontri con gli studenti e momenti di confronto nelle scuole e nei luoghi della memoria. Un percorso che vuole ricordare Claudio e, allo stesso tempo, interrogare il presente. Perché, come sottolineano i promotori, la memoria non deve rimanere soltanto nel passato: deve diventare futuro.








