HomeCronacaProvinceUniPa, sei studenti palestinesi a Palermo per uno stage in conservazione e restauro dei beni culturali

UniPa, sei studenti palestinesi a Palermo per uno stage in conservazione e restauro dei beni culturali

Il rettore Midiri: «Il nostro Ateneo impegnato a costruire ponti di pace attraverso conoscenza, formazione e cultura»

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PALERMO. Nei loro occhi si legge la voglia di conoscere una realtà inedita, di apprendere nuove conoscenze, e di riassaporare la pace perduta nel proprio Paese. Per Mohammad, Sidra, Jannat, Naheel, Kutaiba e Dana, due studenti e quattro studentesse palestinesi, inizia adesso un percorso di due mesi in cui saranno ospitati dall’Università degli Studi di Palermo, per prendere parte ad uno stage mirato alla formazione di tecnici per il restauro di beni culturali, così da apprendere le pratiche fondamentali per preservare il grande patrimonio artistico che rende unica la loro terra.

In questo modo viene rafforzato ancora di più l’impegno dell’Ateneo palermitano nel creare relazioni e opportunità che promuovano solidarietà e diritto allo studio, offrendo a giovani studenti provenienti da territori colpiti dalla guerra la possibilità di costruire il proprio avvenire attraverso la formazione e la conoscenza.

E proprio su questa strada aperta alla massima inclusione si muove il protocollo firmato da UniPa e Al-Quds University, con sede nei territori palestinesi a sud-est di Gerusalemme, che rende possibile il soggiorno in terra siciliana dei sei studenti, attesi da un tirocinio bimestrale in cui prenderanno parte alle attività del Corso di studi in Conservazione e restauro dei beni culturali. A fornire loro alloggio gratuito è l’Ersu, che ha messo a disposizione le proprie strutture.

A questo risultato si è giunti sulla scorta del progetto “Proteggere la Palestina: Formazione alla conservazione del patrimonio culturale, al servizio delle istituzioni accademiche e della comunità palestinese”, che negli ultimi due anni ha visto l’Università degli Studi di Palermo, assieme all’Al-Quds University e all’associazione Pro Terra Sancta, impegnati sul campo nel recupero dell’area archeologica di Betania, teatro del miracolo biblico della resurrezione di Lazzaro, per farlo tornare al suo antico splendore attraverso la formazione di giovani studenti del luogo, e proteggere un’eredità di immenso valore nel segno del dialogo e della convivenza pacifica.

I sei studenti palestinesi oggi sono stati accolti a Palazzo Chiaromonte Steri dal Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri, nel corso di un incontro che ha visto anche la presenza, tra gli altri, del Prorettore per la Didattica e l’Internazionalizzazione, professor Fabio Mazzola, con la professoressa Valeria Militello, referente UniPa presso l’Ersu. il professor Franco Palla, coordinatore delle attività didattiche del progetto “Proteggere la Palestina”, il professor Ibraim Abu Aemar, archeologo della Al-Quds University e accompagnatore dei giovani stagisti, e la dottoressa Carla Benelli, responsabile dei progetti di tutela del patrimonio culturale dell’associazione Pro Terra Sancta.

«Accogliere questi giovani studenti significa per il nostro Ateneo dare concretezza a un’idea di università aperta, capace di costruire ponti di pace attraverso la conoscenza, la formazione e la cultura – dice il rettore Massimo Midiri -. In un momento così difficile per la loro terra, offrire l’opportunità di studiare, confrontarsi e acquisire nuove competenze significa contribuire a costruire una prospettiva di futuro».

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