HomeCronacaProvinceAgrigento, a scuola nasce la “Stanza dei sentimenti” contro le dipendenze

Agrigento, a scuola nasce la “Stanza dei sentimenti” contro le dipendenze

La sesta “The Room of Feeling” di Igor Scalisi Palminteri nell’istituto Gallo-Sciascia: uno spazio permanente per ascolto, prevenzione e appartenenza

Aggiungi Il Mediterraneo 24 alle tue fonti preferite di Google.
logo google
spot_img
spot_img

AGRIGENTO. Ad Agrigento c’è un autobus che non aspetta nessuno. Parte da Porto Empedocle la mattina presto, prima che comincino le lezioni, e chi abita nelle contrade più lontane della provincia lo sa: se lo perdi, arrivi tardi, o non arrivi. Gli orari sono pensati per altri, non per adolescenti che ogni giorno attraversano chilometri per arrivare fino ai banchi dell’Istituto “N. Gallo – L. Sciascia”. È un dettaglio piccolo, ma dice molto del territorio in cui mercoledì 30 settembre è stata inaugurata la sesta delle nove stanze permanenti dell’ascolto di ‘The Room of Feeling’.

Igor Scalisi Palminteri realizza “The Room of Feeling” ad Agrigento (Ph. VediPalermo)

Igor Scalisi Palminteri, pittore di quartiere e ideatore di The Room of Feeling, è arrivato ad Agrigento con lo stesso rito portato in cinque scuole siciliane: prima di toccare un pennello, chiede a chi entrerà nella stanza di sedersi in cerchio. Dirigenti, docenti, studenti diventano comunità nel circle time. I ruoli cadono, resta solo chi si racconta. Al laboratorio hanno preso parte 35 studenti delle classi prime e seconde, tra i 14 e i 15 anni, del Professionale enogastronomico e dell’Istituto tecnico, insieme a due collaboratori scolastici e due genitori del Consiglio d’istituto. Dopo il cerchio, il dialogo prosegue con la visione di un video con testimonianze di genitori e giovani che hanno attraversato il crack e le altre dipendenze, realizzato con ‘La Casa di Giulio’ e VediPalermo. Non una lezione, non una statistica, ma il racconto doloroso di chi dentro le dipendenze ha perso qualcosa. È da lì, tappa dopo tappa, che nasce il lavoro sulle pareti. Dal confronto e dal ‘sentimento’ che si mette in comune che nasce il tema della stanza.

Igor Scalisi Palminteri con gli studenti di Agrigento per “The Room of Feeling” (Ph. VediPalermo)

LA STANZA CHE ‘RIFLETTE’

È la parola uscita dai laboratori con i ragazzi, quella su cui il gruppo ha scelto di fermarsi. «Il titolo di questa nuova stanza è ‘Riflettere’», racconta Igor Scalisi Palminteri: «è una delle parole uscite fuori dai brainstorming che abbiamo fatto durante i laboratori con i ragazzi e le ragazze. Ed è anche la parola attorno a cui abbiamo costruito questa stanza. Il disegno che fa da timone raffigura un’adolescente che si specchia, ma il suo riflesso è un cuore anatomico. Cosa vuol dire, lo lascio decidere a voi. È uno strumento che mi è stato consegnato quando sono nato, in senso metaforico. Mi ha accompagnato, mi ha guarito, mi ha salvato, mi ha distratto, mi ha separato. Ed è uno degli strumenti che si possono utilizzare per guardare negli occhi gli adolescenti che non sanno più parlare, o forse che non sappiamo più ascoltare».

Studente a lavoro per “The Room of Feeling” ad Agrigento (Ph. VediPalermo)

AD AGRIGENTO, DOVE LA BELLEZZA CONVIVE CON L’ABBANDONO

La provincia che ospita la Valle dei Templi, patrimonio Unesco più visitato della Sicilia, è anche quella con l‘indice di dispersione scolastica più alto dell’Isola nella scuola secondaria. Un dato che si intreccia con l’Istat: nel rapporto 2025 sulla povertà educativa, la dispersione implicita in Sicilia è al 23,6%, quasi il doppio della media nazionale (12,3%). A luglio, un’inchiesta della Procura – nata dalla denuncia di una madre esasperata dalle richieste di denaro del figlio tossicodipendente – ha disarticolato una rete di spaccio attiva tra il capoluogo e i comuni di Aragona, Canicattì, Favara e Santa Elisabetta: centinaia di cessioni di cocaina, crack ed eroina, quest’ultima tornata in circolazione a venti-quaranta euro a dose. Sul fronte dispersione qualcosa si muove. È Calogero Alberto Petix, dirigente USR Ufficio IV dell’Ambito Territoriale di Agrigento, a dirlo: «Anche la provincia di Agrigento ha beneficiato dell’applicazione del decreto Caivano. Abbiamo riscontrato, attraverso i dati non ancora completi che ci pervengono dai vari osservatori della dispersione scolastica, una riduzione dei tassi di evasione e di dispersione esplicita. Di certo partivamo un po’ più indietro, quindi sarà più difficile raggiungere i risultati di altre province nel breve tempo, ma stiamo andando sicuramente in quella direzione».

Studentessa a lavoro per “The Room of Feeling” ad Agrigento (Ph. VediPalermo)

UN MEGA ISTITUTO CHE CORRE PIÙ VELOCE DELLA DISPERSIONE

L’Istituto “N. Gallo – L. Sciascia” è un polo tecnico-professionale, nato nel settembre 2025 dall’unione di due scuole di Agrigento: l’IPSCEOA “Gallo” e l’ITET “Sciascia”, che oggi conta circa 300 docenti, 1.400 studenti, di cui 87 con disabilità, tre indirizzi di Corsi di istruzione di II livello, e una complessità legata anche alla mancanza di adeguati servizi sul territorio; rientrando a pieno titolo tra le istituzioni scolastiche italiane più complesse e articolate. Scuola polo della Rete SALUS Scuole SHE Sicilia e di @Lab_School, da oggi antenna territoriale con The Room of Feeling. Qui, sotto la guida della dirigente Giovanna Pisano, ha preso forma la sesta stanza del progetto, coordinata sul campo dalla professoressa Licia Silvestro, referente del progetto @Lab_School per l’istituto, che ne ha seguito ogni fase accanto alla dirigente.

«Prima da docente, poi da dirigente da diciotto anni, ho seguito l’evoluzione dei ragazzi da tanti punti di vista. In questi anni la fragilità è cresciuta. Ci sono segnali che sono veri campanelli d’allarme, perché possono essere l’anticamera delle dipendenze, anche da sostanze, in particolar modo del crack, che anche nella provincia di Agrigento rappresenta una vera e propria piaga. Il compito della scuola non è reprimere, ma aiutare a prevenire», dice Giovanna Pisano.

Studentessa a lavoro per “The Room of Feeling” ad Agrigento (Ph. VediPalermo)

UNO SPAZIO SICURO PER ESSERE VISTI

Per il dirigente Calogero Alberto Petix, la stanza è un pezzo di un lavoro più largo: «Una stanza dell’ascolto è un luogo in cui il dolore dei ragazzi può finalmente posarsi, essere accolto senza giudizio e trovare parole prima che trovi da solo una risposta sbagliata. La dipendenza cresce nei vuoti che nessuno vede, e la scuola è il luogo dove quei vuoti si possono intercettare per tempo, ma non può farlo da sola. Per questo, nell’articolazione provinciale della Rete regionale diffusa sulle dipendenze, stiamo lavorando perché scuole, servizi sanitari, enti locali e terzo settore condividano linguaggi, segnalazioni e percorsi di presa in carico. The Room of Feeling resta come presidio permanente: il nostro compito è fare in modo che attorno a quella stanza ci sia una comunità capace di rispondere».

Quella sicurezza, per Giovanna Pisano, diventa appartenenza: «Il compito della scuola è affezionare: far sì che i ragazzi sentano forte il senso di appartenenza e credano nella scuola». Un’appartenenza che, come spiegato dalla dirigente passa anche dall’autonomia con cui i ragazzi potranno viverla: «In quella stanza devono sviluppare la loro creatività, essere liberi di parlare, di riunirsi in gruppi per discutere di ciò che sta loro a cuore, e capire che la scuola è veramente lo spazio dove possono dare il meglio di sé».

Studenti per “The Room of Feeling” ad Agrigento (Ph. VediPalermo)

L’INAUGURAZIONE

A moderare la mattinata è stata la professoressa Licia Silvestro. Erano presenti Igor Scalisi Palminteri; la dirigente Giovanna Pisano; Antonio Macaluso e Costante La Bruna, curatori della media education; il questore Tommaso Palumbo; il dottore Antonio Indelicato, dirigente medico psichiatra dell’U.O.C. Dipendenze Patologiche dell’ASP di Agrigento; la dott.ssa Irene Grado, dirigente psicologo del SerD dell’ASP di Agrigento; il sindaco di Agrigento Michele Sodano. Hanno preso parte anche il tenente colonnello Gabriele Treleani, capo ufficio comando del Comando Provinciale dei Carabinieri di Agrigento; il maggiore Giuseppe Taverna, in rappresentanza del Comando Provinciale della Guardia di Finanza; e due rappresentanti della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle. Durante la cerimonia è stato ricordato Giovanni Randisi, studente scomparso prematuramente: la stanza è stata dedicata a lui, alla presenza dei genitori, ed è nata proprio nell’aula che fu la sua.

Igor Scalisi Palminteri realizza “The Room of Feeling” ad Agrigento (Ph. VediPalermo)

IL PROGETTO

‘The Room of Feeling’ è un’azione trasversale di @Lab_School – Azioni a contrasto e prevenzione dalle dipendenze, finanziato dall’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana con oltre 1,7 milioni di euro (FSE+ 2021-2027), in attuazione della legge regionale anti-crack approvata dall’ARS nel 2024. Il programma è gestito dalla Rete SALUS Scuole SHE Sicilia, con scuola capofila l’I.C. “G.E. Rizzo” di Melilli, diretta dalla prof.ssa Angela Fontana. Nove province, nove stanze permanenti entro novembre.

Dopo Agrigento, il percorso di ‘The Room of Feeling’ proseguirà a Trapani (12–14 ottobre), Caltanissetta (26–28 ottobre) ed Enna (10–12 novembre), fino alla tappa conclusiva di novembre.

spot_img

Leggi anche

spot_img
spot_img

Ultime notizie

spot_img