HomeCronacaProvince«Lottate per la vostra libertà»: l'appello dei genitori di Claudio Domino ai bambini di Capaci

«Lottate per la vostra libertà»: l’appello dei genitori di Claudio Domino ai bambini di Capaci

Cerimonia toccante con la piantumazione di un ulivo a quarant’anni dalla morte della giovane vittima di mafia. La memoria diventa impegno civile

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CAPACI (PALERMO). Questa mattina, nel Parco Regionale della Memoria di Capaci, la piantumazione di un ulivo ha assunto un significato profondo: ricordare Claudio Domino, a quarant’anni dalla sua barbara uccisione per mano mafiosa. Un gesto semplice e, al tempo stesso, carico di significato. Un ulivo che affonda le sue radici nella terra per custodire il ricordo di una giovane vita spezzata dalla violenza mafiosa e per trasformare la memoria in un messaggio di speranza, di giustizia e di impegno civile.

A rendere ancora più significativo questo momento è stata la presenza dell’Istituto Comprensivo “Biagio Siciliano – De Gasperi” di Capaci, presente con i suoi bambini e con la dirigente scolastica, prof.ssa Maria Ausilia Lupo, insieme alle istituzioni che hanno voluto condividere un momento così importante.

La presenza dei bambini non è soltanto simbolica. È il segno più autentico di una memoria che guarda al futuro. Sono loro, infatti, a raccogliere il testimone di una storia che non deve essere dimenticata. Portare i più piccoli in luoghi dedicati alla memoria significa aiutarli a comprendere, attraverso gesti concreti, che la legalità non è una parola astratta, ma una scelta quotidiana, un valore da coltivare e difendere.

Particolarmente toccante è stato l’intervento di mamma Graziella e papà Ninni, genitori di Claudio. Nel loro dolore, custodito per quarant’anni, è emerso con forza il grande amore per il figlio e il desiderio di trasformare la sofferenza in un messaggio di speranza rivolto alle nuove generazioni. Prendendo la parola davanti ai bambini, hanno chiesto loro di lottare per la propria libertà, di credere nelle istituzioni e di impegnarsi sempre per il bene. Le loro parole hanno rappresentato una testimonianza straordinaria di coraggio e di amore: un invito a non arrendersi mai all’indifferenza, alla paura e all’ingiustizia.

L’amore di mamma Graziella e papà Ninni continua così a parlare attraverso Claudio. È un amore che non si è spezzato con la violenza, ma che ha trovato nella memoria una nuova forma per vivere e trasmettere valori fondamentali. Rivolgendosi ai bambini, hanno affidato loro una responsabilità preziosa: costruire una società più libera, più giusta e più rispettosa del bene comune.

Un sentito ringraziamento la scuola rivolge anche a Tina Montinaro, per il suo continuo e instancabile impegno a favore della memoria. Con la sua presenza e le sue parole ha voluto offrire un contributo prezioso a questa giornata, ricordando che, da oggi, Claudio porterà la sua allegria proprio accanto ai bambini, in quel Parco Regionale della Memoria dove riecheggiano i nomi di adulti, servitori dello Stato, vittime della mafia. La sua riflessione ha reso ancora più intenso il significato della piantumazione: Claudio, con la sua giovane età e la sua vitalità, entra a far parte di un luogo abitato dal ricordo di tante vittime innocenti, portando con sé la freschezza, la gioia e la speranza dei bambini. E proprio come un albero, anche la memoria ha bisogno di essere curata. Deve mettere radici, crescere e dare frutti.

La scuola, in questo percorso, riveste un ruolo fondamentale. La presenza dell’IC Biagio Siciliano – De Gasperi testimonia la volontà di educare le nuove generazioni alla cittadinanza responsabile, al rispetto delle regole, alla solidarietà e al rifiuto di ogni forma di violenza e sopraffazione. La prof.ssa Maria Ausilia Lupo, con la sua presenza accanto agli alunni, ha rappresentato il valore di una comunità scolastica che sceglie di esserci, di partecipare e di fare della memoria uno strumento educativo. Una scuola che non si limita a ricordare, ma che accompagna i propri studenti nella costruzione di una coscienza libera e consapevole.

Accanto ai bambini, la presenza delle istituzioni ha dato ulteriore forza al messaggio della giornata. Quando scuola, istituzioni e comunità si ritrovano insieme per ricordare una vittima innocente della mafia, la memoria diventa patrimonio collettivo e si trasforma in un impegno condiviso. L’ulivo piantato oggi resterà come un segno tangibile. Crescerà nel tempo, stagione dopo stagione, ricordando a chi lo incontrerà che Claudio Domino non è stato dimenticato.

Quarant’anni dopo quella violenza, il suo nome continua a vivere attraverso la memoria, attraverso l’amore dei suoi genitori, attraverso l’impegno di chi custodisce il ricordo e attraverso le nuove generazioni. Perché ricordare non significa soltanto guardare al passato. Significa scegliere da che parte stare nel presente e quale futuro costruire. E oggi, nel Parco Regionale della Memoria, quell’ulivo appena piantato parla proprio di questo: radici nella memoria, rami protesi verso il futuro e la gioia di Claudio accanto ai bambini.

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