HomeCronacaProvince#UnaFotoPerGiordana: oggi 7 ottobre la Sicilia si unisce nel ricordo contro il femminicidio

#UnaFotoPerGiordana: oggi 7 ottobre la Sicilia si unisce nel ricordo contro il femminicidio

L'appello di mamma Vera Squatrito ad 11 anni dalla scomparsa della giovane ballerina di Nicolosi uccisa a 20 anni. L'iniziativa social per fare "rumore" contro la violenza sulle donne

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Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le culture e le arti all'Università di Palermo, con un master in Editoria e Produzione musicale all'Università IULM di Milano. Scrive di sociale per Il Mediterraneo 24 ed è addetta stampa per diverse organizzazioni del Terzo settore
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NICOLOSI (CATANIA). Un volto solare, occhi castani profondi e una passione viscerale per la danza, stroncata a soli vent’anni. Ricorrono oggi, 7 ottobre, gli 11 anni dalla scomparsa di Giordana Di Stefano, la giovane madre di Nicolosi brutalmente uccisa nel 2015 con 48 coltellate dall’ex fidanzato Luca Priolo.

In occasione di questo anniversario, la madre di Giordana, Vera Squatrito – da anni in prima linea nella lotta contro il femminicidio e la violenza di genere con l’Associazione “Io sono Giordana” -, lancia un accorato appello alla cittadinanza e al popolo del web con l’iniziativa social #UnaFotoPerGiordana.

L’appello della madre: «Oggi facciamo tutti rumore per Giordana»

«Oggi 7 ottobre sono 11 anni dalla morte di Giordana. Vorremmo che fosse un giorno non solo di dolore, ma anche di memoria, in cui il suo nome e il suo volto arrivino ovunque», scrive mamma Vera. «Salvate questa immagine e condividetela su Instagram, Facebook, TikTok e WhatsApp, nei post, nelle storie o come foto profilo, con l’hashtag #UnaFotoPerGiordana. Non importa averla conosciuta: basta il desiderio di ricordarla. Fate arrivare questa iniziativa a più persone possibile. Facciamo rumore. Tanto rumore. Per Giordana».

L’obiettivo della mobilitazione digitale è trasformare il ricordo di una tragedia in un grande abbraccio collettivo di sensibilizzazione, prevenzione ed educazione all’affettività e al rispetto.

La storia di Giordana: dal sogno della danza all’incubo dello stalking

Nata a Catania il 6 maggio 1995, Giordana cresce a Nicolosi circondata dall’amore della famiglia: la madre Vera, il padre Maurizio e la sorella maggiore Erika. Fin da bambina coltiva un grande sogno: diventare una ballerina professionista.

Nel 2010, a soli 15 anni, incontra il suo primo amore, Luca Priolo. Dopo pochi mesi scopre di essere incinta: nonostante le pressioni del compagno affinché abortisse, Giordana decide con coraggio e il pieno sostegno della sua famiglia di portare avanti la gravidanza, diventando madre nel 2011 di una bimba.

Da quel momento la relazione si trasforma in un incubo fatto di prevaricazioni, insulti e controllo ossessivo. Nel 2013 Giordana trova la forza di interrompere la relazione e, di fronte alle continue persecuzioni e intrusioni in casa, denuncia Priolo per stalking.

Dopo la denuncia, Giordana sembra rinascere: torna a lavorare, riprende ad uscire con le amiche e si dedica anima e corpo allo studio del flamenco, la danza dell’orgoglio e del riscatto femminile.

La tragica notte tra il 6 e il 7 ottobre 2015

La rinascita dura poco. Priolo torna a pretendere il ritiro della denuncia per stalking. Di fronte al fermo rifiuto di Giordana, l’uomo agisce proprio nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 2015, la sera prima dell’udienza preliminare del processo a suo carico.

Gli tende un agguato mentre la ragazza rientra a casa dal lavoro e la uccide a colpi di coltello, lasciando orfana una bambina di appena 4 anni. Tentata la fuga verso Milano per raggiungere la Svizzera, l’assassino viene rintracciato e arrestato dalle forze dell’ordine poche ore dopo.

Oggi la memoria di Giordana vive nel sorriso di sua figlia, nella forza di sua madre Vera e nell’impegno di tutti coloro che in questa giornata sceglieranno di condividere il suo volto per dire no a ogni forma di violenza sulle donne.

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